Mondiali 2018: Nigeria-Argentina 1-2, Messi vola agli ottavi con la Francia

La Pulce si sblocca, ma gli africani trovano il pari su rigore con Moses. Decide nel finale Rojo

di ANDREA GHISLANDI

L'Argentina rischia il baratro, ma alla fine strappa il pass per gli ottavi dove sabato affronterà la Francia. A San Pietroburgo la squadra di Sampaoli batte 2-1 la Nigeria con il fiatone. Messi si sblocca al 14' con uno splendido diagonale di destro, poi colpisce un palo su punizione. A inizio ripresa Moses trova il pareggio su rigore (generoso) al 49'. I sudamericani tremano, ma alla fine un destro al volo di Rojo all'86' scaccia i fantasmi.

LA PARTITA

L'Argentina vede il baratro, barcolla ma non crolla e alla fine evita un flop che sarebbe stato clamoroso. Nella serata in cui finalmente Messi si sblocca, l'eroe che fa gioire un popolo intero e quello che meno ti aspetti: Marcos Rojo, di ruolo difensore (e nemmeno troppo bravo) trova il tiro della vita con il destro che non è sul piede quando Sampaoli aveva praticamente già in mano i biglietti per tornare a Buenos Aires. Evidentemente il verde delle Super Aquile galvanizza il giocatore del Manchester United, che già 4 anni fa in Brasile mise il suo sigillo nel 3-2 della fase a gironi. Quello di stasera, però, è un gol che non ha prezzo perché consente a un Seleccìon comunque in grande difficoltà fisica e di gioco di andare alla fase a eliminazione diretta. Risultato a parte, la squadra di Sampaoli è ancora convalescente e l'ottavo di finale contro la Francia appare proibitivo. A San Pietroburgo si è vista una buona Argentina nel primo tempo, ma il classico gigante dai piedi di argilla. Alle prime difficoltà (vedere alla voce rigore generoso concesso da Cakir), Mascherano e compagni sono andati in grande difficoltà e sono tornate ansie e paure delle prime due giornate. Stasera, però, la Dea Bendata non voltato le spalle a Messi e ha condannato una Nigeria che con un po' più di precisione avrebbe meritato di più. Per il bene del calcio e del Mondiale, però, sarebbe stato un sacrilegio non vedere Messi almeno per un'altra partita.

Sampaoli lascia da parte le astrusità delle prime due partite e mette in campo una squadra che ha almeno un senso: un 4-4-2 con Armani in porta, Banega a dirigere il gioco il mezzo al campo, Mascherano schermo davanti alla difesa, il ripescaggio di Di Maria largo a sinistra e la coppia d'attacco Messi-Higuain. In sintesi un mix di classe ed esperienza per rimanere aggrappati al Mondiale. Tutti gli occhi sono su Leo, chiamato a prendersi sulla spalle la squadra e riscattare le disastrose prime due uscite contro Islanda e Croazia. Obi-Mikel e compagni capiscono sin da subito che il numero 10 è in serata di grazia e ci mette poco a lasciare (finalmente) il segno. La pennellata di Banega (Sampaoli, ma metterlo prima?) pesca la Pulce in velocità, lo stop di coscia e il modo in cui si porta avanti la palla pressato da Ekong è da manuale del calcio, come il diagonale di destro che non lascia scampo a Uzoho. Leo si sblocca e con lui la squadra e un Paese intero. Messi è il centro di gravità permanente, ma attorno a lui brillano anche Di Maria, imprendibile sulla fascia, e Banega bravissimo a dettare i tempi di gioco e a verticalizzare. Dopo un'occasione per Higuain lanciato da Messi (bravo e coraggioso Uzoho in uscita), l'asso del Barcellona va vicinissimo al raddoppio con una punizione che prende il palo dopo essere stata deviata leggermente dal numero 1 nigeriano. La difesa regge bene ai tentativi di Musa e Iheanacho e per Armani il primo tempo è praticamente da semplice comparsa.

La ripresa si apre con il regalino di Cakir ai nigeriani, visto che è davvero veniale la trattenuta di Mascherano su Balogun. Moses non sbaglia e la Seleccìon piomba nel baratro. I fantasmi tornano a galla, le energie vengono a mancare (Di Maria l'emblema) e la disperazione aumenta con il passare dei minuti. Sampaoli getta nella mischia uno dopo l'altro Pavon, Meza e Aguero alla caccia del gol-qualificazione. La Nigeria si chiude senza soffrire più di tanto e in contropiede sfiora il gol in almeno tre occasioni. Higuain è in serata no, Messi è triplicato ogni volta che prende palla e dalle fasce non arrivano cross precisi. E quando tutto sembra perduto, ecco il cross di Mercado (l'unico decente) per l'accorrente Rojo: Uzoho è battuto. L'Argentina è ancora viva, ma per far fuori la Francia ci vuole ben altro.

LE PAGELLE

Moses 7 - Il rigore è generoso, ma l'esecuzione implacabile. Corre come un pazzo e fa il quinto di difesa. Chiaro perché Conte sia pazzo di lui.
Uzoho 6,5 - Para tutto il parabile, è super sulla punizione di Messi e coraggioso su Higuain. Incolpevole sui gol.
Iheanacho 4,5 - Gara decisamente negativa dell'attaccante del Leicester, che non ne azzecca una e fa solo una gran confusione. Rohr lo toglie nell'intervallo.

Rojo 7 - Il voto è al gol davvero pesantissimo, più che a una prestazione con più ombre che luci. Ighalo lo grazia e rischia anche un rigore.
Messi 7 - Nel primo tempo si prende sulle spalle la squadra, realizzando uno splendido gol e colpendo un palo. Cala come tutti i compagni nella ripresa, ma ci pensa Rojo.
Di Maria 6 - E' la perfetta media per un primo tempo da 7 e un secondo da 5. Finisce troppo presto la benzina, segno di una condizione fisica approssimativa: lascia il posto a Meza.

IL TABELLINO

NIGERIA-ARGENTINA 1-2
Nigeria (3-5-2): Uzoho 6,5; Balogun 5, Troost-Ekong 5, Omeruo 6 (45' st Iwobi sv); Moses 7, Etebo 6, Obi-Mikel 6, Ndidi 6, Idowu 5,5; Musa 6,5 (47' st Simy sv), Iheanacho 4,5 (1' st Ighalo 5,5). A disp.: Ezenwa, Akpeyi, Shehu, Echiejile, Awwiazem, Obi, Ebuehi, Onazi, Ogu. Ct: Rohr 6
Argentina (4-4-2): Armani 6; Mercado 6, Otamendi 6, Rojo 7, Tagliafico 5,5 (35' st Aguero sv); Perez 5,5 (16' st Pavon 6,5), Mascherano 6, Banega 6,5, Di Maria 6 (27' st Meza 5,5); Messi 7, Higuain 5. A disp.: Guzman, Caballero, Ansaldi, Fazio, Acuna, Salvio, Biglia, Lo Celso, Dybala. Ct: Sampaoli 6
Arbitro: Cakir (Turchia)
Marcatori: 14' Messi (A), 6' st rig. Moses (N), 41' st Rojo (A)
Ammoniti: Balogun (N), Mascherano (A), Banega (A), Obi-Mikel (N), Messi (A)

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