Portogallo, Ronaldo a segno in ogni modo: ecco perché nessuno è come lui

Ronaldo, che ha già realizzato 4 reti nel Mondiale, è salito a quota 52 in stagione: fermarlo è impossibile perché sa fare gol in ogni modo...

Portogallo, Ronaldo a segno in ogni modo: ecco perché nessuno è come lui

Terminati da tempo gli aggettivi per descriverlo, in teoria dovrebbero bastare i numeri - mostruosi - per raccontare le gesta di un alieno come Cristiano Ronaldo. Dopo aver vinto la terza Champions consecutiva con il Real Madrid, CR7 ha iniziato il Mondiale alla grande, con quattro gol (di sinistro, su rigore, su punizione e di testa) in due partite che avvicinano il Portogallo agli ottavi di finale. Le statistiche, però, non esprimono al meglio le clamorose doti di questo giocatore, in grado di segnare in qualsiasi modo come nessuno al mondo.

Mercoledì, contro il Marocco, Cristiano Ronaldo è diventato il calciatore europeo con più gol in nazionale: 85 centri in 151 presenze, meglio anche di Ferenc Puskas (84 con l'Ungheria). Il fuoriclasse del Real Madrid, che è già andato a segno quattro volte nelle prime due gare di Russia 2018, al momento ha realizzato 52 gol in stagione e ha ormai nel mirino il sesto Pallone d'oro della propria carriera.

I numeri, come dicevamo, però non testimoniano perfettamente una della più grandi doti del portoghese: la capacità di segnare a raffica in qualsiasi modo, da qualsiasi posizione, contro qualsiasi avversario. Nessuno al mondo, prima di lui e a questi livelli, è mai riuscito ad avere questa regolarità in ogni competizione disputata.

Ronaldo è micidiale con il destro e fa altrettanta paura con il mancino; è capace di fare gol dopo aver dribblato una difesa intera, oppure può colpire da lontano e pure da fermo, magari su palla inattiva; è forte di testa, sia perché stacca altissimo e sia perché è bravo a inserirsi con i tempi giusti, come in occasione della rete di mercoledì contro il Marocco; Ronaldo, dentro all'area, ha un senso del gol unico ed è anche capace di disegnare capolavori artistici, come la rovescita esibita allo Stadium contro la Juventus. Una perla di rara bellezza, con la sfera colpita a 2,37 metri da terra. Contro il Manchester United, nel 2013, CR7 colpì invece di testa a 2,93 metri dal suolo: potenza e talento sviluppato, che insieme danno questa incredibile percezione di onnipotenza calcistica.

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