Russia 2018, Aldo Serena: “Salah? Farà bene anche a mezzo servizio”

L’ex attaccante della Nazionale: “Le prime quattro? Dico Germania, Brasile, Argentina e Spagna”

di SALVATORE RIGGIO

Russia 2018, Aldo Serena: “Salah? Farà bene anche a mezzo servizio”

A questi Mondiali Salah rischia di non essere al 100%. Un paese intero, l’Egitto, è in ansia. “Non è facile recuperare da un infortunio così. Si può anche avere una ricaduta. Certo, lui è talmente forte che può risolvere le gare anche a mezzo servizio”, il pensiero di Aldo Serena in esclusiva a Sportmediaset.it. “Le prime quattro? Germania, Brasile, Argentina e Spagna. Ma attenti alla Francia, può battere chiunque”.

Tutti aspettano Messi, al suo ultimo Mondiale. Contro Haiti, in amichevole, ha siglato una tripletta.
“Queste gare non danno mai una prova di forza, dipende sempre da che avversario si affronta. Ma va detto, che la caratura dell’Argentina è di alto livello. Per Lionel è l’ultima grande occasione. Lo sa anche lui. Cristiano Ronaldo almeno con il Portogallo ha vinto l’Europeo, ma Messi niente. Da lui ci aspettiamo grandi cose, che ci faccia divertire”.

Magari può riprendersi una rivincita sulla Germania…
“Loro hanno una Nazionale fortissima. Lavorano su un bacino molto ampio. Rispetto ad altre Nazionali, come la nostra, i tedeschi fanno dell’intensità e del ritmo le loro armi migliori. Hanno qualità atletiche, tecniche e tattiche. Dal 2000 in poi hanno saputo costruire un modello, un movimento e si sono aperti a tipologie di giocatori che prima non avevano. Hanno un’ottima ossatura, arriveranno tra le prime quattro”.

E le altre tre chi possono essere?
“Argentina, Brasile e Spagna. Ma attenzione alla Francia perché ha giovani strepitosi. Non sono ancora maturi, ma in una partita secca possono battere chiunque”.

Lei era Kiev a commentare, per Premium Sport, la finale di Champions tra Real Madrid e Liverpool. Cosa pensa dell’intervento di Sergio Ramos su Salah?
“Sergio Ramos è un giocatore esperto che lavora al limite del fallo e a volte lo fa pure. Sono sicuro che non volesse fare male a Salah. Voleva fermarlo senza farsi vedere e lo ha trascinato giù, poi la casualità ha fatto il resto. Certo, era fallo tutta la vita. È stato un fallo astuto, ma non con l’intenzionalità di fargli male”.

Ora l’Egitto è in ansia. Salah in patria è forse la persona più importante…
“Penso che lo avranno a mezzo servizio. Anche io ho avuto quell’infortunio nella mia carriera. Salah non potrà allenarsi per una decina di giorni. Forse non ci sarà all’esordio o se ci sarà, non sarà al 100%. Inoltre, è anche un dolore abbastanza intenso e può esserci una ricaduta. I legamenti della spalla sono tre, se uno non è messo bene e poi ricadi di nuovo, è forte il rischio di un infortunio ancora più serio. Per questo, penso che non vedremo un Salah al top. Però, l’Egitto stia tranquillo: lui ti cambia gli orizzonti della partita anche a mezzo servizio”.

Chi può stupire in questo Mondiale?
“Ci saranno molte sorprese. Di solito la squadra di casa ha sempre dei rendimenti superiori alle proprie possibilità. C’è un intero popolo che ti segue e ti sostiene. Nonostante la sconfitta nell’amichevole contro l’Austria, la Russia può fare bene”.

Facciamo un tuffo nel passato. Ripensa mai a quei rigori nella semifinale di Italia ’90 contro l’Argentina?
“Ci penso spesso, è un ricordo che mi viene fuori. È stata una delusione tremenda, la ferita è ancora aperta. Sbagliare un rigore così, eravamo la squadra più forte. Col senno di poi non si può parlare, ma forse sarebbe stato meglio giocare con Vierchowod su Maradona e insistere in attacco con la coppia Baggio-Schillaci. Si erano imposti a suon di gol e giocate, avevano esuberanza e qualità”.

La Nazionale di oggi: come vede Roberto Mancini?
“Avrà un arduo compito, non sarà semplice. Non ha una concorrenza tra i giocatori di altissimo profilo. Non avendo dei super campioni sui quali fare affidamento, dovrà creare un gruppo unito, una squadra compatta, dare un gioco. E non è semplice perché il ct ha sempre pochi giorni a disposizione. Nella speranza che Chiesa o Verdi esplodano, in questa fase ci sono poche certezze. Mi auguro che questi ragazzi e anche altri, tipo Pellegrini, possano crescere velocemente e diventare campioni per riportare l’Italia dove merita”.

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