Mondiale 2006: da Calciopoli alla Notte di Berlino, è il Mondo è Azzurro

Marcello Lippi è il ct di una Nazionale di ferro: va oltre gli scandali, subisce solo due (strani) gol, segnano tutti. Battiamo la Germania e la Francia. La testata di Zidane, il tramonto del Fenomeno, nasce una nuova stella: CR7

Mondiale 2006. Rieccoci in cima al Mondo. Dopo l'Italia di Vittorio Pozzo (1934 e 1938) e la Nazionale di Enzo Bearzot (1982) è l'Azzurro di Marcello Lippi a vivere e far vivere la magia: è il quarto trionfo mondiale della storia del calcio italiano. Magia, appunto. Si parte da Calciopoli, fresco scandalo premondiale che ci getta nel baratro, e si va incontro alla gloria. Un po' come nel 1982: dallo scandalo scommesse all'apoteosi del Bernabeu. E' la nostra storia, è il nostro propellente, il rischio è micidiale, ma vincente. Due partite da celebrare: la semifinale contro la Germania, Paese organizzatore e strafavorito; la finale con la Francia, che è la testata di Zidane a Materazzi e il rigore finale di Grosso. Lippi ritira la Coppa e sceglie di andarsene, sbagliando. Per poi tornare, due anni dopo, verso i Mondiali in Sudafrica, sbagliando ancora. Quel Mondiale racchiude tante storie. Il Super-Brasile di Kakà, Ronaldo, Ronaldinho, Adriano è come una infernale macchina da gol, ma si ferma ai quarti. La Germania a casa sua non può fallire, ma la semifinale con gli Azzurri fa parte della storia del calcio, ed è sempre a nostro favore (Messico '70). C'è Cristiano Roinaldo che si affaccia alla ribalta del Grande calcio, e il Portogallo arriva quarto. C'è Joseph Blatter gran capo della Fifa che ce l'ha con gli italiani causa-Calciopoli: assente alla cerimonia finale. E Cannavaro alza la Coppa al cielo. Un po' a sorpresa, toccherà a lui il Pallone d'oro 2006. Se lo aspettava, giustamente Gigi Buffon, Ma così vanno le giurie.

IL PROLOGO FA TREMARE: LO SCANDALO CALCIOPOLI
Chiuso il quadriennio-Trapattoni con l'Europeo 2004 (il "biscotto" Danimarca-Svezia 2-2 ci condanna al primo turno), la Nazionale spetta di diritto a Marcello Lippi: ha vinto tutto con la Juve dal 1994 al 2004 con parentesi interista finita malamente, ovvero 5 scudetti e 4 finali di Coppa campioni, una sola vinta, ed è il migliore che ci sia, se la gioca con Fabio Capello. Alla cassa del girone eliminatorio va veloce: 6 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta, il Mondiale è garantito. La Nazionale è ricca di talenti: il blocco-Juve è solidissimo, il centrocampo del Milan (l'asse Gattuso-Pirlo) ha forza, classe, esperienza, Totti e De Rossi sono quelli che sappiamo. Lacune? Nessuna, o quasi. Tanti uomini gol (Toni e Del Piero, Gilardino e Inzaghi). Ma su quei sorrisi da spendere, piomba Calciopoli: un uragano sulla Juve, che finirà in Serie B, e sul calcio italiano. E' dura tenere Calciopoli fuori da Casa-Italia. Lippi: "Ma noi pensavamo solo a lavorare e giocare. Con una gran fame di successo. E forse, o senza forse, nessuno aveva la fame che avevamo noi".

IL GIRONE, L'AUSTRALIA DI RIGORE E L'UCRAINA DI SHEVA
La fase uno del Mondiale è senza lode. E senza infamia. Il 2-0 sul Ghana, all'esordio, è scritto da Pirlo e Iaquinta: niente di eccezionale. L'1-1 con gli Stati Uniti (autogol di Zaccardo e Gilardino) è un brodino insipido intorno al quale maturano piccoli cattivi pensieri. Il 2-0 con la Repubblica Ceca (Materazzi e Inzaghi) è l'epilogo. Siamo agli ottavi e con un tabellone che ci guarda benevolmente: Australia. Una passeggiata? Magari... Materazzi ha appena preso il posto di Nesta, infortunato grave contro i Cechi: nel male e soprattutto nel bene, l'interista è il nostro pigliatutto in quel Mondiale. All'esordio va in gol, Alla seconda, contro l'Australia, si fa espellere dopo 49 minuti. La partita langue, lo 0-0 in dieci contro undici è un rischio. Poi al'88' Grosso entra in area, contatto e caduta. Rigore! Batte Totti, non sbaglia. Siamo al quarti contro l'Ucraina. C'è da soffrire, ma soprattutto da segnare: due volte Toni e Zambrotta. E' il 3-0 che ci porta alla semifinale. Con un attacco nel quale segnano tutti. E una difesa alla quale non segna... nessuno. Solo un gol al passivo dopo cinque gare. E ce lo siamo fatti da soli: Zaccardo.

UN BUNKER DAVANTI A BUFFON: E LA GERMANIA CI... RICASCA
Dalla partita del secolo (Italia-Germania 4-3, Messico 1970) sono trascorsi 36 anni. Semifinale mondiale allora, semifinale mondiale oggi a Dortmund. Nel mezzo, Italia-Germania 3-1 finale del Bernabeu. Questa non è, non sarà, la partita del secolo. Ma lo stesso va scritta con l'enfasi e l'entusiasmo che merita l'epilogo di una sfida piena di agonismo, occasioni, emozioni e quant'altro.  Da padrona di casa e, ovvio, superfavorita, la Germania di Lahm, Ballack, Podolski, Klose e Schweinsteiger e allenata da Jurgen Klinsmann s'imbatte nella storia... contro. Fatale, per i tedeschi, contro l'Italia. Con 90 minuti di reciproci assalti, 30 di supplementari che sembrano spingersi fino al rigori, quando all'improvviso al 119' Fabio Grosso sbuca nell'area tedesca e inventa un pallone-arcobaleno che per noi è come l'immensità. Al 121', poi, in perfetto stile-Italia ovvero con una folgore in contropiede dinanzi a quei tedeschi attoniti Alex Del Piero scarica in corsa il pallone del 2-0 urlando di gioca. "E' stato l'urlo più forte di tutta la mia carriera".

9 LUGLIO 2006: SIAMO CAMPIONI DEL MONDO. FA TUTTO MATERAZZI
Ecco l'Italia della notte del 9 luglio 2006, a Berlino: Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Camoranesi, Gattuso, Pirlo, Perrota; Totti; Toni. Ci sarà spazio anche per De Rossi, Iaquinta e Del Piero. La Francia è la Francia di Zidane, Trezeguet, Thuram, Vieira, Ribery, Henry. Lippi per noi, Domenech l'antipatico per loro. Quel che rimane, nella rivalità da finale, è l'Europeo 2000 che avevamo già in vinto, e i francesi ci hanno sottratto con un gol di Wiltord al 90' e il golden-gol di Trezeguet ai supplementari. I francesi hanno eliminato il Brasile, la Spagna e il Portogallo. Sono da temere. Molto. La finale è molto tesa. E fa tutto Materazzi. Provoca il rigore che non ci... abbatte dopo 7 minuti, segna Zidane. Va a segnare il gol del pareggio al 19', di testa, mandando baci al cielo (a sua mamma, che non c'è più). I 90' finiscono 1-1. I supplementari non segnalano altri gol, ma un fatto clamoroso sì: Zidane rifila a Materazzi la Testata del Secolo, perché provocato dal medesimo. Espulsione, Francia in dieci che resiste. Rigori. Segnano otto rigoristi su nove, l'unico a sbagliare è Trezeguet. Il decimo rigorista francese non serve più.  Italia-Francia 6-4. L'Italia campione del Mondo.

LA TESTATA FINALE DI ZIDANE E IL PIANTO DI TREZEGUET
Con quella testata a  Materazzi, Zinedine Zidane si congeda dal calcio giocato. Finale inglorioso? Quel gestaccio fa parte della Storia del Calcio. Con Materazzi non ci saranno mai reciproche scuse, manco a dire una pace. Si resta come si è stati, sul campo. L'interista dirà: "Ho detto qualcosa su sua sorella, non su sua madre. Le mie parole sono state stupide, lo so. La sua reazione esagerata". Zizou ha raccolto critiche, anche aspre, ma non ha scalfito la sua immagine. Al Real Madrid ha lavorato dietro una scrivania, prima di allenare i giovani, poi diventare assistente di Ancelotti e da due anni e mezzo è allenatore della Prima squadra: siede sul trono d'Europa, questa è la sua immagine. L'altro francese triste di Berlino è Trezeguet: nel 2000, 23enne, aveva schiantato l'Italia col golden gol che valeva l'Europeo. A Berlino è stato l'unico a non fare gol ai rigori, una sorta di restituzione, ma con una percentuale di interessi da far paura. Le sue lacrime, a quel punto, sono davvero lacrime amare.

IL DOPO KLINSMANN SI CHIAMA LOEW: E' ANCORA LUI IL CT
Senza lacrime, ma con addosso il senso della disfatta, Jurgen Klinsmann si congeda dalla Nazionale tedesca con la minima consolazione del terzo posto che, si sa, addolora i super-favoriti non vincitori. Era accaduto all'Italia di Vicini nel '90, terza ma triste nel Mondiale fatto in casa. Accade alla Germania che "voleva" quel Mondiale. Klinsmann lascia la panchina al suo vice Joaquim Loew: che da ben 12 anni siede sulla panchina tedesca, ha vinto il Mondiale 2014 ed è stato riconfernmto fino al 2022. La Germania non ama cambiare io suoi commissari tecnici. 

SI SPEGNE IL SUPER-BRASILE DI RONALDO, NASCE UN ALTRO RONALDO: CRISTIANO
Campione del Mondo in carica, tre finali consecutive, il Brasile è la squadra favorita d'obbligo. Anche perché all'impianto del 2002 ha aggiunto il milanista Kakà al top della carriera e l'interista Adriano che vive quegli anni da Imperatore. Ci sono Dida e Julio Cesar, Cafu, Lucio e Roberto Carlos, Ronaldinho, Robinho e Ronaldo, il Fenomeno. Chi lo potrà mai fermare? Eppure si ferma, quel Brasile, ai quarti è fatale l'impatto con la Francia, 0-1 gol di Henry. Ed è quello il confine oltre il quale non passa il Fenomeno Ronaldo: a 30 anni, e con troppi guai fisici alle spalle, vive -comunque felice- il tramonto della sua carriera mentre si è già affacciata la stella del suo quasi omonimo Cristiano Ronaldo. Il Portogallo ridisegna la sua storia col quarto posto del 2006, la finale dell'Europeo nel 2004 e il titolo europeo del 2016. Lui, CR7, vince quanto basta con lo United e col Real Madrid. Fin qui sono 4 Champions, tanto per citare qualcosa che conta. E 5 Palloni d'oro. Oltre a tutto il resto. Non si può dire il Fenomeno, ma CR7 lo è.

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