Il Mondiale delle delusioni? La Germania batte tutti, anche Lewandowski e Milinkovic-Savic

Ha deluso le aspettative anche l'Egitto di Salah. E le coppie difensive che sembravano impenetrabili che fine hanno fatto?

Il Mondiale più bello di sempre. Lo si è detto, lo si è scritto, lo si è ripetuto. Perché le emozioni che giungono dalla Russia sono forti, improvvise, magiche. Molte delle favorite hanno mantenuto le promesse, molti fanno fatto, stanno facendo, e continueranno a fare, la differenza. Eppure, come sempre, c'è chi ha tradito le attese, chi ha "regalato" delusioni, chi ha fatto piangere i propri tifosi. Ecco la top 5 di chi dalla Russia, finiti i gironi, torna a casa con la brutta sensazione di aver fallito l'appuntamento più importante della carriera.

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Foto 1

1. Germania

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2. Lewandowski

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3. Egitto-Salah

Foto 4

4. Milinkovic-Savic

Foto 5

5. Ramos-Piquè

1. LA GERMANIA DI LÖW - Inevitabilmente, al primo posto, al primissimo posto, c'è la Germania. Per la prima volta nella sua storia è uscita dal Mondiale dopo la fase a gironi, eppure era campione in carica. Quattro anni dopo il magnifico Mondiale disputato in Brasile, con il 7-1 rifilato ai padroni di casa verdeoro in semifinale che rimarrà scolpito nella pagine dei più preziosi libri sul calcio, i quattro volte campioni del mondo sono sprofondati in un incubo dal quale non si sono mai svegliati, chiudendo all'ultimo posto il girone F che ha visto trionfare la Svezia (la Svezia!), davanti a Messico, Corea del Sud e, appunto, Germania. La terza partita del gruppo, quella con la Corea, ha rappresentato il punto più basso della storia della Germania: vedere Manuel Neuer assistere da centrocampo al 2-0 segnato al 96' dai rivali, non ha avuto prezzo (per gli avversari storici, anche qualche milione di italiani).

2. ROBERT LEWANDOSKI - Un turista in giro per la Russia senza visto. Così è apparso il centravanti del Bayern Monaco che da due anni preme per cercare fortuna altrove e che invece i bavaresi vogliono assolutamente trattenere in Germania. Una scelta saggia, considerato il curriculum dell'attaccante che però ha tradito la sua Polonia sul più bello. Da capitano, ha recitato il ruolo della comparsa. Eppure i compagni lo hanno cercato, piuù volte, a volte persino troppo, anche quando era marcato da due avversari nell'area piccola.

3. L'EGITTO - L'avventura mondiale della Nazionale allenata da Hector Cuper era inziata malissimo a causa dell'infortunio rimediato da Momo Salah nella finale di Champions League di Kiev persa dal Liverpool con il Real Madrid. Con la sua stella al 50%, l'Egitto ha finito con il perdere tutte e tre le sfide del Gruppo A, che comprendeva Uruguay, Russia e Arabia Saudita. In concomitanza con l'esclusione dai Mondiali è arrivato anche l'addio di Cuper: l'Hombre vertical, a 62 anni, potrà tentare una nuova avventura. Un altro Mondiale, però...     

4. MILINKOVIC-SAVIC - Aspettava di giocare in Russia per lanciarsi definitivamente nell'orbita del calcio europeo e mondiale, ma ha fallito. Nessun gol, nessun guizzo: la Serbia ha deluso anche per colpa del suo campione più importante che a 23 anni poteva e doveva fare meglio. Probabilmente ha pagato anche la lunga e faticosissima stagione con la Lazio, con la quale ha sfiorato i 4mila minuti giocati. Anche Lotito si sarà mangiato le mani: sperava in un torneo al top del suo campione per poterlo mettere in vetrina alzando la sua quotazione ben oltre i 100 milioni di euro.

5. LE COPPIE DIFENSIVE - Prendete Piquè e mettetegli di fianco Sergio Ramos. Prendete Boateng e mettetegli di gianco Hummels. Prendete Varane e mettetegli di fianco Umtiti. Cosa pensate? Che Spagna, Germania e Francia, in difesa, sono/erano particamente insuperabili. Giusto? No, sbagliato, perché questi Mondiali hanno visto Piquè sbagliare posizioni e passaggi, Sergio Ramos perdere dei duelli uno contro uno e persino degli scontri arerei (il marocchino En-Nesyri verrà ricorderà a lungo), Hummels e Boateng hanno rimediato figuracce ed esplusioni, mentre Umiti si è reso protagonista anche di un gallo di mano da rigore. Tutto imprevedibile, a inizio torneo. Eppure, tutto terribilmente vero. Almeno in quattro, però, hanno la possibilità di riscattarsi.

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