Russia 2018, Eroi Mondiali: Garrincha, il poeta brasiliano della Rimet '62

Dalla miseria alla leggenda: nell'ultimo atto contro la Cecoslovacchia non avrebbe dovuto giocare per via del rosso in semifinale. Ma la federazione brasiliana...

Garrincha, uno dei giocatori più amati dal popolo brasiliano. Simbolo della rivalsa: dalla miseria all'essere leggenda, il passo è stato breve. Il suo soprannome, Garrincha appunto (un piccolo uccello tropicale), lo deve alla sua andatura caracollante dovuta a una malformazione ossea congenita alla gamba sinistra. Re del deribbling e del gol: campione del mondo nel 1958 e nel 1962, quello vinto praticamente senza Pelè, out per un infortunio dopo la prima partita. Inoltre, Garrincha è anche stato al centro di un caso: per via del rosso in semifinale con il Cile, avrebbe dovuto saltare la finalissima. Invece no. Era in campo. Questo per le forti pressioni esercitate dal governo brasiliano. Il premier Neves aveva inviato un telegramma al presidente della Fifa Rous chiedendo clemenza per un giocatore esemplare, nell'occasione provocato dai difensori cileni. Anche la Cecoslovacchia aveva dato il suo assenso. Poi, la storia la conosciamo.

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