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    Kawasaki Ninja H2: 200 CV per la "verdona" aliena

    Ad Akashi hanno voluto fare paura alla concorrenza. La storia della Ninja più "folle" di tutti i tempi, inizia dall'idea di unire le migliori competenze delle varie industrie che orbitano sotto il cappello del brand Kawasaki, per dare vita ad un mix di eccellenze tecnologiche. Su due ruote ovviamente. Cosa che, in effetti, potrebbe incutere una discreta paura all'uomo della strada! Se non altro intimidirlo. Visto che il design, curato da Kawasaki Aerospace, è ricco di alette e appendici aerodinamiche che, appunto, migliorano la stabilità con l'aumentare della velocità. Con tanto di prese d'aria ovunque, per far "respirare" aria fresca al motore, che tende ovviamente a scaldarsi volentieri. Un'esuberanza intrigante, ma che ha indotto e costretto gli ingegneri giapponesi a curare tutto nei minimi dettagli. Fin dagli specchi retrovisori, altrettanto "affilati" nelle linee, che producono un utile effetto "carico" sull'anteriore. Vista la tendenza della ruota davanti di decollare ad ogni colpo di acceleratore! C'è poi il forcellone monobraccio, attaccato direttamente sul basamento del motore, che agevola la dinamica del veicolo e permette allo scarico di posizionarsi senza intralcio. Nonché di centralizzare le masse e migliorare la luce a terra. Fattore importante per non grattare mezza moto nelle pieghe più estreme... Derivata dalla gemella "matta", la H2R, che vanta 300 CV, sulla Ninja H2 il compressore volumetrico non spinge la potenza fino a tanto, ma garantisce ben 210 CV in fase di aspirazione; mantenendo allo stesso tempo compatte le dimensioni del motore. Lasciando però spazio per un'elevata coppia ai bassi giri, regalando un effetto "ripresa" di quelli da ricordare. La potenza massima esplode così agli 11.000 giri, sui 14.000 massimi disponibili. Un motore certamente "stressato", anche a livello meccanico, abbracciato per questo da un telaio in tubi, che garantisce leggerezza e rigidità a tutta la moto. Senza "tappare" il riciclo di aria fresca, sempre necessaria per la sovralimentazione. Chiamarla "Superbike stradale" sembra quindi un po' riduttivo. Visto che l'obiettivo è senza dubbio quello di battere gli avversari con prestazioni "brucianti" ad ogni spalancare del gas. Con la complicità dell'elettronica, indispensabile per restare in strada senza ribaltarsi ogni volta che si molla la frizione. Grazie al traction control settabile su 3 livelli, al controllo della partenza da fermo e a quello del freno motore, fino ad applaudire il cambio elettronico e l'ABS racing. Tutto impreziosito dai fari LED degni del miglior "Alien". Infine la Kawasaki Ninja H2 pesa 238 kg, con una coppia di 133,5 Nm a 10500 giri/min. Ovvero quanto basta per far sognare i piloti, o mettergli ben più di un timore reverenziale...

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