La Top-11 e la Flop-11 dei Mondiali 2018

Francia protagonista, Modric e Hazard superstars. Messi e Neymar le delusioni

La Top-11 e la Flop-11 dei Mondiali 2018

Le immagini del trionfo della Francia con la Coppa del Mondo alzata nel cielo piovoso di Mosca hanno fatto calare il sipario sul Mondiale in Russia. Un mese di emozioni, giocate e novità, come il Var, ma anche di cocenti delusioni. I "Galletti" dominano la Top-11 del Mondiale che ha nella tecnica il proprio punto di forza, con Modric tra i migliori e Mbappé come giovane stella. Chi si aspetta la luce splendente di Messi e Neymar, invece, la può trovare nella Flop-11.

LA TOP 11 DI RUSSIA 2018

Thibaut COURTOIS (Belgio) - Nel Mondiale delle papere, il belga del Chelsea è stato sicuramente il portiere più continuo e affidabile. Un punto di forza indiscusso nel terzo posto storico del Belgio, con tanto di record di parate in un singolo match toccato contro il Brasile. Mai una sbavatura e "Guanto d'oro" meritato.

Kieran TRIPPIER (Inghilterra) - L'esterno di Southgate è stata una piacevole sorpresa. Tecnico e preciso, è stato il giocatore che ha creato più occasioni per i compagni di tutto il Mondiale. Si è tolto pure lo sfizio di segnare nella semifinale contro la Croazia con una punizione precisa. on male per un difensore per quanto offensivo. Scegliamo lui, ma anche Pavard merita una menzione.

Raphael VARANE (Francia) - Praticamente perfetto per tutto il Mondiale, ma non è certo una novità. Impeccabile in chiusura con tutta la tranquillità del mondo. Il modo di fare pacato e gli interventi puliti, quasi sempre in sicurezza, non ne esaltano la solidità che è pazzesca. Il gol contro l'Uruguay è un giusto premio per il suo Mondiale.

Yerry MINA (Colombia) - Con lui in campo la Colombia ha subito un solo gol e non ha mai perso, ma l'apporto del gigante centrale è stato incredibile soprattutto in attacco e per questo si merita la maglia nella top-11. Tre presenze, tre gol: il primo difensore a riuscirci in un Mondiale solo.

Domagoj VIDA (Croazia) - Il suo volto rude, agonisticamente cattivo, è quello della Croazia. Il biondo difensore ha fatto la storia insieme ai compagni dando solidità in coppia con Lovren alla squadra di Dalic. In gol contro la Russia e anche dal dischetto, piacevole sorpresa.

N'Golo KANTE' (Francia) - Nel centrocampo della Francia è il giocatore che metterebbe d'accordo ogni allenatore del mondo. Non ha la tecnica di Pogba o la regia di Modric e altri, ma è un motorino instancabile, tatticamente perfetto. Un tipo di giocatore che nelle squadre più vincenti della storia non manca mai.

Luka MODRIC (Croazia) - Il titolo di miglior giocatore del Mondiale parla da solo, ma il regista croato ha incantato per tutto il Mondiale per le sue geometrie e le giocate al centimetro. L'unica pecca è stata dagli undici metri, ma questo lo rende ancora più umano.

Eden HAZARD (Belgio) - Ha portato i Diavoli (rossi) nel suo Eden con gol e assist per tutto il Mondiale. Semplicemente imprendibile tra un dribbling e l'altro, si è giocato il premio di migliore con Modric fino all'ultimo.

Antoine GRIEZMANN (Francia) - Decisivo come non mai. Quattro gol e assist vincenti per i compagni, in ogni punto chiave del Mondiale della Francia c'è la sua firma. La freddezza dimostrata dal dischetto, anche in finale, è da applausi come i suoi movimenti alle spalle di Giroud.

Ivan PERISIC (Croazia) - Quando si è acceso lui la Croazia ha iniziato a volare. Intermittente come in campionato, l'esterno è stato l'uomo in più di Dalic nella fase finale. In gol in finale è una meraviglia e sul suo groppone ci sono anche due pali clamorosi.

Kylian MBAPPE' (Francia) - Il più giovane a segnare una doppietta al Mondiale dopo Pelé; sempre il più giovane a segnare in finale e sempre dopo Pelé. Insomma, era dai tempi di Pelé che non si vedeva un ragazzo così protagonista al Mondiale.

Ct.: Oscar W. TABAREZ (Uruguay) - Non ce ne vogliamo i primi quattro classificati, ma il ct del Mondiale in Russia è lui. Maestro di stile e di calcio, ha portato l'Uruguay ai quarti ed ha avuto la sfortuna di giocarseli senza Cavani. Fuori dal campo, con le sue stampelle e la sua voglia di calcio oltre ogni cosa, ha vinto tutto anche con le sue parole.


LA FLOP-11 DI RUSSIA 2018

David DE GEA (Spagna) - Falla una parata, David. Uno dei portieri più attesi della competizione è naufragato con tutta la mediocrità della Spagna. Che non fosse il suo Mondiale però lo si era capito dal primo tiro - e quindi gol - subito: papera su Cristiano Ronaldo. Percentuale di tiri parati ridicola.

Jerome BOATENG (Germania) - Ancelotti lo fece fuori al Bayern perché ritenuto non più all'altezza; Loew lo ha rilanciato per il Mondiale dopo qualche acciacco di troppo. Risultato? Aveva ragione Carletto, e non solo per l'espulsione contro la Svezia.

Nicolas OTAMENDI (Argentina) - Sempre e comunque in affanno anche per colpa delle scelte tattiche del suo ct. Naufraga praticamente subito.

Javier MASCHERANO (Argentina) - Il sipario ufficiale sulla sua carriera è calato in mondovisione. Vittima dei social, ha sbagliato tutto e in ogni partita. Zero filtro, passaggi sbagliati, travolto dai francesi. Male in tutte le partite, ma sempre e comunque in campo.

Gerard PIQUE' (Spagna) - Svagato, distratto e sicuramente poco efficace. Va a picco insieme a tutta la Spagna causando anche il rigore goffo contro la Russia. Delusione totale anche dal punto di vista caratteriale.

Mesut ÖZIL (Germania) - In patria è finito sotto accusa, in molti non lo avrebbero voluto tra i convocati dopo una stagione anonima con l'Arsenal. Passeggia per il campo in condizioni pessime. Attaccato da tutti anche per questioni extracalcistiche ha giocato un Mondiale pessimo.

Carlos SANCHEZ (Colombia) - I suoi errori sono costati carissimo alla Colombia. L'espulsione al 3' rimediata all'esordio ha costretto i suoi a rimediare anche al rigore causato; ci è ricascato contro l'Inghilterra in maniera piuttosto goffa e inguenua.

Thomas MÜLLER (Germania) - L'uomo-mondiale ha steccato in pieno questa volta. Per lui vale lo stesso discorso di Boateng. La rivincita di Ancelotti sul mondo Bayern è palese...

Lionel MESSI (Argentina) - Sicuramente la delusione più grande, anche se la nazionale inadeguata tatticamente alle sue spalle è un'attenuante importante. Prova a risolvere le partite da solo, ma non ci riesce. Contro la Francia non si accende guardando da lontano lo show di Mbappé. Critiche inevitabili.

NEYMAR (Brasile) - Recuperato dall'infortunio doveva essere il suo Mondiale per trascinare il Brasile al titolo e dimenticare il crollo casalingo. Lo si ricorderà più per i meme sulle sue simulazioni e per il taglio di capelli ridicolo piuttosto che per le giocate fatte in campo. Anonimo contro il Belgio nella gara dell'eliminazione.

Robert LEWANDOWSKI (Polonia) - Lo zero nella casella dei gol segnati è la malinconica fotografia della spedizione polacca. Bomber non pervenuto e sempre in ritardo.

Ct.: Jorge SAMPAOLI (Argentina) - Solo un elemento è stato peggiore della tattica della sua Argentina in questo Mondiale: il suo look.

TAGS:
Mondiali 2018
Top 11 mondiale
Flop 11 mondiale
Russia 2018

Invia un commento

Per poter inviare, rispondere o votare un commento, occorre essere registrati ed effettuare il login

Registrazione Login X

Invia commento

Ciao

Esci Disclaimer

I vostri messaggi

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati

Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre


In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che: 

- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV

- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti

- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni

- Più in generale violino i diritti di terzi

- Promuovano attività illegali

- Promuovano prodotti o servizi commerciali

X