Australian Open: grande Pennetta, è ai quarti

Prosegue il cammino della 31enne brindisina che elimina anche la tedesca Kerber: ora se la vedrà con la cinese Li Na

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Pennetta, AFP

A maggio dello scorso anno Flavia Pennetta, arrivata a 31 anni, reduce da un'operazione al polso e precipitata al numero 158 della classifica mondiale, meditava il ritiro. Otto mesi dopo, battendo negli ottavi di finale in tre set per 6-1, 4-6, 7-5 la tedesca Angelique Kerber, numero 9 della classifica Wta, la tennista brindisina ha raggiunto per la prima volta in carriera i quarti degli Australian Open, prima prova dello Slam del 2014. 

Pennetta, AFP

Un risultato che segue la semifinale degli Us Open 2013 e che le consentirà di tornare a ridosso delle prime 20 giocatrici al mondo. Una rinascita strepitosa per la Pennetta che nel 2009, prima degli exploit di Francesca Schiavone e Sara Errani, era stata la prima italiana di sempre ad arrivare nella top ten della classifica mondiale.

Con la Kerber i precedenti erano in equilibrio, 2-2 ma il ricordo delle due sconfitte, entrambe giunte in prove dello Slam (quarti degli Us Open 2011 e sedicesimi del Roland Garros 2012) all'azzurra bruciava tantissimo. Flavia è entrata nel match con la grinta giusta e una forma tecnica strepitosa. Il primo set è stata un'esibizione di aggressività e precisione, un 6-1 in 25 minuti nel quale i suoi meriti sono stati decisamente superiori ai demeriti dell'avversaria. "E' stato sicuramente uno dei migliori set della mai vita", confermava la brindisina a fine match e a darle ragione ci sono i dati: 4 ace e nessun doppio fallo, 14 vincenti e solo 7 errori gratuiti, il 69 per cento di punti conquistati con la prima palla e il 67 con la seconda. L'incantesimo andava però gradualmente spegnendosi e iniziava quanto previsto alla vigilia, cioè l'immancabile battaglia contro una giocatrice incostante ma dal grande atletismo e dai colpi da fondo molto pesanti.

Nel 6-4 con il quale la Kerber pareggiava i conti a pesare era soprattutto quel 2/11 nei punti conquistati dall'azzurra sulla seconda di servizio, troppo lenta per evitare di essere attaccata. E poi i 17 errori gratuiti, davvero troppi per sperare di chiudere il match in scioltezza. "Dopo un set come il primo il secondo è sempre più difficile - l'analisi lucida di Flavia - lei è cresciuta e io ho iniziato a giocare con un po' di alti e bassi". Quando a inizio del terzo set la Pennetta sciupava due palle break consecutive per salire 2-0 e subito dopo perdeva lei il servizio, andando sotto 2-1 si temeva il peggio, ma l'azzurra non perdeva la calma, restava concentrata, teneva l'iniziativa e sfruttando anche qualche errore della Kerber riusciva a a portarsi subito sul 2-2.

"Mi sono detta che dovevo continuare a essere aggressiva, me lo ripetevo a ogni punto", racconta l'azzurra che recuperato il break, sul 4-3 riusciva a brekkare la Kerber andando a servire per il match sul 5-3. E lì? "Lì me la sono fatta sotto e lei ne ha approfittato", ammette sorridendo. Con un parziale di 8 punti a 2 la Kerber si riporta 5-5 ma l'arrivo in volata questa volta premia Flavia. Un dritto incrociato e una prima di servizio vincente le danno il 6-5, poi non resta che andare a capitalizzare la tensione che questa volta colpisce la sua avversaria, che affonda in rete prima una palla corta e poi un dritto, stampando sul viso di Flavia un sorriso che sa tanto di gioia per il primo quarto di finale in Australia in 11 partecipazioni ma, soprattutto, per una carriera che sembrava finita e che, invece, le sta regalando proprio ora le migliori soddisfazioni. "Quando ero più giovane pensavo soltanto a vincere le partire - sorride - ora invece mi diverto di più a giocare a tennis. L'anno scorso ho passato momenti molto duri, non sapevo se sarei tornata in campo e per questo ora riesco ad apprezzare il gioco".

Nei quarti le toccherà la coetanea cinese Li Na, testa di serie numero 4 del torneo, che ha liquidato in meno di un'ora la russa Makarova (22), concedendole appena due giochi (6-2, 6-0). Puntare alla seconda semifinale consecutiva in uno Slam, insomma, sarà difficile, ma non impossibile, come confermano i precedenti che, sia pure datati (l'ultimo è del 2010 a Sydney) vedono il bilancio in perfetta parità, 2-2, con l'azzurra avanti 2-1 limitatamente alle sfide sul cemento. 

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