Un anno senza Andrea Antonelli

Sbk, il ricordo del pilota scomparso a Mosca

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ALESSIO CONTI

E' passato un anno, da quel giorno. A Mosca piangeva il cielo, nessuno aveva voglia di ridere, nessuno tranne Andrea Antonelli. Lui riusciva a contagiare tutti con il suo sorriso, un sorriso che manca tremendamente a chi il paddock lo vive, a chi ha avuto la fortuna di incontrarlo o di viverlo. Struggente il messaggio su Facebook del fratellino Luca che ancora lo aspetta tornare a casa. Pieni di amore anche i centinaia di pesnieri sulla bacheca di papà Arnaldo e di mamma Rossella. Anche oggi piove un po' ovunque, e non potrebbe essere diverso visto che lo Squalo era il soprannome di Andrea per la sua capacità, ironia della sorte, di andare più forte di tutti sul bagnato. Anche quel giorno, fino al momento dell'impatto che lo ha trasformato in un angelo. Le lacrime al posto dei sorrisi, le stesse lacrime che, mascherate dalla pioggia scendono ancora oggi nel ricordo di un pilota che andava forte, ma che sapeva anche sdrammatizzare sempre anche dopo un incidente.  Un sorriso che una volta chiusa la visiera faceva volare la sua moto che a distanza di un anno senza di lui non ha più saputo ripetere certi risultati. Questione di polso o forse più semplicemente di feeling con un team che lo ha amato come solo una seconda famiglia. In molti oggi pensano a lui con il cuore in mano, quel cuore che andrea, sapeva scaldare come nessun altro... Chissà se ha imparato l'inglese nel frattempo una lingua che al giorno d'oggi è fondamentale.

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