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Nba, gli Spurs travolgono Miami e conducono la serie di finale 2-1

San Antonio vince 113-77 con un Green e un Neal super, James limitato a 15 punti

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Spurs-Heat (Reuters)

E' senza storia gara-3 delle finali Nba. Sul parquet di casa i San Antonio Spurs demoliscono i Miami Heat campioni in carica con il punteggio di 113-77 e passano a condurre la serie per 2-1. Un successo frutto della prestazione record di Danny Green e Gary Neal, che insieme mettono a segno qualcosa come 51 punti (27 Green, 24 Neal). Ma anche la difesa dei padroni di casa fa il suo dovere, limitando Lebron James, che non va oltre i 15 punti.

"Abbiamo avuto quello che ci meritavamo - è stato il commento del coach di Miami, Erik Spoelstra - . Hanno preso ogni tiro che hanno voluto. Non li abbiamo messi mai in difficoltà. Non abbiamo fatto il nostro gioco". Fin dall'inizio San Antonio ha messo tra sé e Miami 11 punti, ma ha innestato il turbo nel terzo e quarto quarto, con un devastante parziale di 13-0 proprio all'inizio dell'ultimo periodo, che di fatto ha chiuso la sfida con largo anticipo. Unico neo della magica notte di San Antonio l'infortunio a Tony Parker (sospetto stiramento alla coscia) per il quale si attende l'esito degli accertamenti medici e la cui probabile assenza potrebbe pesare nelle prossime partite della serie. Gara-4 è prevista per giovedì notte in Texas.

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I VOSTRI COMMENTI

Elpochogio - 12/06/13

Grandi spurs nonostante una partita normale dei big three. Prestazione maiuscola x Green e Neal, nonostante ció bisogna rimanere coi piedi per terra perchè la serie è ancora aperta e non ci vuole niente per ribaltare la situazione....GO SPURS GO!!! P.s. Peccato x Parker, speriamo nulla di grave

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conterosso-di-maggio - 12/06/13

Grandi Spurs! Spero proprio che vincano l'anello: hanno un grande coach che interpreta il basket come gioco corale, hanno dei campioni umili e grintosi, hanno dei gregari umili pure loro e concentrati ai quali è stata trasferita l'esperienza del trio Duncan-Ginobili-Parker (in ordine alfabetico).
Spero che ora nessuno vada in giro a chiedersi se LeBron James sia bravo come Michael Jordan, perché sarebbe come paragonare Lucio Battisti con Mozart.

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