Un mistero chiamato Alfa Romeo

Il museo di Arese è stato abbandonato

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ANNA CAPELLA

Il museo Alfa Romeo

Mentre Torino inaugura il Museo Nazionale dell’Automobile, ad Arese il Museo Alfa Romeo rimane chiuso. Da una parte c'è il presidente della Repubblica a tagliare il nastro, dall'altra una struttura che ha una collezione preziosissima ma un futuro incerto. Il Museo Storico ha un'area espositiva di 4.800 metri quadri su più livelli ed ospita 130 macchine, più della metà funzionanti. Altrettante sono in un caveux sotterraneo. Il museo è stato inaugurato nel 1976, in un edificio costruito appositamente per ospitare i modelli storici dell'Alfa. Attualmente è chiuso per lavori. Almeno questa è la spiegazione ufficiale ma qualcosa non quadra. Non ci sono operai in giro. Non esiste un progetto. Abbiamo cercato di capire cosa sta succedendo.

Ministero dei Beni Culturali
Lo scorso anno voci ricorrenti sul destino incerto del Museo Alfa hanno allarmato il Comune di Arese, che ha deciso di chiedere la tutela del Ministero dei Beni Culturali. Il Ministero ha avviato la pratica e il 31 gennaio di quest’anno ha posto il vincolo sulla collezione, ma anche sugli immobili. Ciò significa che la Fiat mantiene i diritti di proprietà ma deve chiedere l’assenso del Ministero per fare lavori, per spostare o vendere la collezione.

Fiat
Contro il vincolo la Fiat potrebbe fare ricorso al Tar, ha tempo 60 giorni, ovvero fino alla fine di marzo. In seconda istanza può chiedere il giudizio del Consiglio di Stato. Non risulta al momento che sia stato avanzato ricorso.

Chiuso per lavori
L’unico atto della proprietà Fiat, conseguente alla tutela del Ministero, è stato chiudere il Museo. Dal 7 febbraio, ovvero soltanto una settimana dopo il vincolo, le porte sono chiuse. La spiegazione ufficiale è ‘lavori di manutenzione’. Un mese dopo la chiusura non risulta che ci siano lavori in corso. E nemmeno sarebbero concessi dal momento che la Fiat avrebbe dovuto fare richiesta al Ministero, senza la cui approvazione non ha libertà d’azione.

I dubbi
Che la struttura sia stata chiusa in maniera affrettata è testimoniato dai blog di appassionati, soprattutto stranieri, che in rete fanno sapere di aver dovuto cancellare visite già concordate. La domanda è: che interessi sono in gioco? La collezione ha un valore complessivo che si aggira fra i 50 e i 60 milioni di euro. Nel 2010 il Museo ha staccato 24.000 biglietti, 8.000 soltanto a giugno per il centenario Alfa. Una cifra sorprendente se si considera che non esiste una campagna adeguata per pubblicizzarlo e la struttura è a 18 chilometri da Milano, vale a dire fuori dai percorsi turistici. Ogni anno le macchine vengono spedite in tutto il mondo per partecipare a manifestazioni, Negli ultimi 12 mesi gli eventi sono stati 60, fra Europa, Australia e Stati Uniti. Il museo è affiancato dall’officina e dal Centro Documentazione con un patrimonio di 80.000 fra progetti, documenti e immagini.

E il futuro?
Quali siano le motivazioni reali della chiusura non è chiaro ma il fatto che sia avvenuta contestualmente al vincolo rende sospetta l’operazione. Di mezzo potrebbero esserci le numerose offerte che arrivano dagli Stati Uniti per l’acquisto dei pezzi più pregiati come la 159 con cui Fangio ha vinto il mondiale del 1951, che può valere fino a 20 milioni. Ci sono voci che affermano che la Fiat avrebbe intenzione di capitalizzare vendendo alcuni esemplari per reinvestire nella ristrutturazione del Museo. Operazione che l’entrata in scena del Ministero rende ormai impossibile. Dunque perché tenere duro visto che proprio il Ministero è disposto a finanziare parte della ristrutturazione? Resta da capire che cosa vuole fare questa Fiat di un patrimonio che pare a loro non interessi ma che resta un patrimonio della storia nazionale. A quanto pare del tutto escluso dalle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

I VOSTRI COMMENTI

karandino - 24/03/11

Sinceramente è una vergogna, che uno dei fiori all'occhiello del nostro paese.....(l'automobilismo) e una delle case più famose al mondo, vengano messe nel dimenticatoio così.....
non si può abbandonare un museo, con dei pezzi di raro valore storico in campo automobilistico in questa maniera, sarebbe come rinnegare tazio nuvolari, juan manuel fangio, ascari, farina, fagioli, enzo ferrari.....nomi che hanno fatto la storia dell'automobilismo nel mondo...!!!!

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mauroalfissima - 18/03/11

guarda caso durante il 150° dell'unità d'italia il museo di arese è chiuso, mentre si innaugura quello rinnovato di torino, dove fiat ha investito e dove deve guadagnare.
quindi cari ragazzi,a differenza dei lancisti, senza alcuna offesa per loro,ma noi alfisti,le cose se possiamo non ce le facciamo scappare sotto il naso, come non intendiamo far scappare alcune prestigiose auto che pare non facciano parte del vincolo.

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mauroalfissima - 18/03/11

il museo è manco a dirlo dimenticato da fiat, non certo dai numerosissimi alfisti, che oggi si stanno domandando se acquistare un prodotto del gruppo fiat a marchio alfa.

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- 14/03/11

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- 12/03/11

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FilipSenna96 - 12/03/11

Simoneice non c'è nulla di incredibile l'anno scorso sono andato ad Arese per una mostra del Riar e mi è stato detto che sarebbe stato chiuso il museo,sono entrato per l'ultima volta si sapeva...

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wolfman78 - 12/03/11

Scusatemi, ma qualche anno fa (2007 credo) anche il museo storico della Lancia ha fatto la stessa fine...anzi ad ora l'ultima notizia è che le auto storiche siano ammassate in un capannone vicino Torino...Possibile che nessuno, parlo delle alte "poltrone", non interessi un capitale nazionale del genere?? inoltre non ci sono aggiornamenti in merito come se si fossero dissolte nel nulla...X-files...per me è una vergogna...come tutte le cose fossero pubblicizzate funzionerebbero...w l'italia...

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J.M.Fangio43 - 12/03/11

Simoneice-Incredibile sì, la roba bella dovrebbe piacere a tutti. Ieri, su Nuvolari, ho assistito ad un'asta per una Bugatti ritrovata dopo decenni in un fienile e bisognosa della benchè minima spolverata. E' stata aggiudicata per più di $750.000 (mi pare 775.000). Soffro ancora per la collezione di un tale losco colombiano (Escobar?) che è stata distrutta, credo a scopo intimidatorio, da una bomba ben assestata. Non saprò mai cosa erano....e ci penso.

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