Le giovani speranze del calcio: parte 3

Ecco i 100 calciatori nati dopo il 1° gennaio 1994 più promettenti

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ENZO PALLADINI

  • Niang, AFP
  • Andy Polo, IPP

Vent’anni sono tanti, ma possono essere anche pochi. Se parlate con qualche allenatore della tradizione italiana, vi dirà che un ventenne deve ancora farsi. Se invece fare un giro per l’Europa, vi diranno che a 17 anni si può tranquillamente giocare in Serie A, se ci sono le qualità. Come al solito, la verità sta probabilmente nel mezzo. Ci sono trentenni che corrono come ventenni e diciassettenni con la personalità dei venticinquenni. Però è anche vero che la velocità e la fisicità del calcio di oggi esigono caratteristiche diverse rispetto al passato, caratteristiche che è più facile riscontrare in soggetti giovani piuttosto che in giocatori stagionati. In sostanza però il mondo di oggi è pieno di giovani interessanti. Abbiamo provato a selezionarne cento, provenienti da tutti i continenti, cento ragazzi nati dopo il 1° gennaio 1994 che probabilmente scriveranno la storia del calcio nei prossimi dieci anni. Qualcuno di più, qualcuno di meno, ma per il momento partono tutti con le stesse possibilità e lo stesso entusiasmo.

PARTE 3: DA 51 A 75

Maximilian MEYER (18-9-1995, Schalke 04)
Velocissimo con la palla al piede, è stato persino paragonato a Messi anche se è più calzante il parallelo con Gotze. Frutto di un lungo lavoro sulla tecnica del calcio a 5 parallela agli allenamenti di calcio vero. Centrocampista offensivo o trequartista, ha esordito in Bundesliga nel febbraio 2012 e da questa stagione è titolare fisso dello Schalke 04.

Aleksandar MITROVIC (16-9-1994, Anderlecht)
Una bestia di un metro e 90, una specie di Bobo Vieri serbo, ha un carattere difficile da tenere a bada ma anche una capacità di stare in campo non comune per ragazzi della sua età. Cresciuto nel Partizan, è alla sua prima stagione in Belgio, nell’Anderelcht, ha giocato da titolare tutte le partite del girone di Champions League con la maglia bianco malva.

Mats MOELLER DAEHLI (2-3-1995, Cardiff City)
Considerato il giocatore più promettente della giovane generazione norvegese, figlio di un giornalista sportive e di una fotografa, quando era giovanissimo è arrivato fino alla squadra “riserve” del Manchester United, poi è tornato in patria al Molde e dal gennaio 2014 al Cardiff City, portato dal suo maestro Ole Gunnar Solskjaer. Centrocampista offensivo, molto tecnico.

Le giovani speranze del calcio: parte 3

MOSQUITO (Thiago Rodrigues da Silva, 6-1-1996, Atletico Paranaense)
Proviene da una favela di Rio e in molti hanno dei dubbi sulla sua reale data di nascita. L’Atletico Paranaense l’ha soffiato al Vasco e sta valorizzando le sue doti di attaccante rapidissimo in area di rigore, imprendibile appunto come una mosca, soprannome non casuale. E’ stato la stella dei Mondiali Under 17 del 2013, con 4 gol e 2 assist all’attivo.

Nicola MURRU (16-12-1994, Cagliari) 
E’ poco pubblicizzato, ma si sta guadagnando un posto fisso nella serie A italiana. Terzino sinistro completo tecnicamente e dotato anche dal punto di vista atletico, è cresciuto nelle giovanili del Cagliari e ha esordito in serie A a 17 anni e un giorno. Il 5 marzo del 2014 ha anche giocato la sua prima partita con la maglia dell’Under 21 azzurra.

NATHAN Allan de Souza (13-3-1996, Atletico Paranaense) 
Assomiglia al suo connazionale Oscar, stellina del Chelsea, calcia quasi indifferentemente con il destro e con il sinistro, un po’ come il suo altro connazionale Hernanes. Originario di Blumenau, è entrato nelle giovanili dell’Atletico Paranaense a 13 anni, ai Mondiali Under 17 dell’ottobre 2013 aveva la maglia numero 10 del Brasile, fa parte di una famiglia totalmente pazza per il calcio.

M’Baye NIANG (19-12-1994, Montpellier)
Se si dedicasse un po’ meno a sfasciare le Ferrari nuove di zecca e si concentrasse un po’ di più sul lavoro quotidiano, forse sarebbe uno dei giovani attaccanti più interessanti del calcio mondiale. Al Montpellier è in prestito dal Milan, che però durante il periodo in cui l’ha avuto in carico non è riuscito a gestirlo al meglio. C’è tempo per rimediare.

Recep NIYAZ (2-8-1995, Bucaspor) 
Si fa crescere barbetta e baffi per sembrare più grande di quello che è. Per un certo periodo diceva di essere nato il 1° gennaio 1995, aggiungendosi 7 mesi di vita. Poi ha rettificato, meglio per lui. Ha esordito giovanissimo nel Fenerbahce che quest’anno lo ha dato in prestito al Bucaspor, società che gli ha dato una maglia da titolare fisso nel campionato turco.

Olivier NTCHAM (9-2-1996, Manchester City) 
Viene dalla stessa scuole calcio che ha lanciato Paul Pogba, quella del Le Havre. Ha caratteristiche che lo rendono molto simile a Marcel Desailly, grande fisicità che rende molto ben visibile la sua presenza in mezzo al campo, da regista o da mezzala. Nell’estate del 2012 è stato acquistato dal Manchester City che lo sta facendo crescere nelle giovanili.

Le giovani speranze del calcio: parte 3

Lucas OCAMPOS (11-7-1994, Monaco)
Per essere così giovane è già un attaccante completo. Veloce, tecnico, ha un ottimo tiro con entrambi i piedi e sa farsi valere anche in mezzo all’area nel gioco aereo pur non essendo una prima punta. Partito dal River Plate, nel 2012 è stato acquistato dal Monaco con un investimento di circa 15 milioni di euro. Ha iniziato a 6 anni nel Quilmes.

OLIVER TORRES (10-11-1994, Villarreal) 
Lo chiamavano “giocatore da cartoni animati” perché i suoi l’hanno chiamato Oliver in onore di Oliver Atom, protagonista di un cartone animato giapponese che spopolava in Spagna negli anni ’90. Centrocampista elegantissimo e qualitativo, appartiene all’Atletico Madrid che lo sta osservando crescere nel Villarreal per poi riportarlo a casa.

Patrick OLSEN (23-4-1994, Stromsgodset)
Per ora gli è andata male. Con Mazzarri gli Under 20 non giocano mai, quindi il 9 febbraio l’Inter ha deciso a malincuore di mandarlo nella serie A norvegese. Centrocampista centrale di grande qualità, capace di costruire gioco ma anche di cambiare fronte con lanci lunghi e precisi, ha una personalità che gli consentirà sicuramente di arrivare lontano.

Leandro PAREDES (29-6-1994, Chievo) 
Si è fatto precedere da un soprannome impegnativo: “il mago”. Sul talento non ci sono dubbi, la Roma lo ha preso credendoci e lo ha parcheggiato al Chievo che però lo ha tenuto parcheggiato. Il suo allenatore Corini dice che ha bisogno di benzina e di muscoli, deve irrobustirsi per poter giocare con successo nella serie A, soprattutto nel ruolo delicato di centrocampista offensivo.

Lucas PIAZON (20-1-1994, Vitesse Arnhem)
Si sente diverso da tutti i grandi trequartisti brasiliani, ma non si offende quando lo paragonano a Kakà. Nel 4-2-3-1 può svolgere tutti i tre ruoli alle spalle dell’attaccante. Acquistato giovanissimo dal Chelsea, che lo ha prelevato dal San Paolo, è stato prestato prima al Malaga e poi agli olandesi del Vitesse, dove ha iniziato davvero a mettere in mostra quello che vale.

Andy POLO (29-9-1994, Inter)
Un acquisto a sorpresa di Piero Ausilio, diesse dell’Inter, che l’ha preso il 31 gennaio 2014 dall’Universitario San Martin. La qualità è indiscutibile, la rassomiglianza tecnica con Eto’o ci può stare, adesso bisogna coltivare queste qualità. Velocità e tecnica ci sono. In passato era stato vicino al Genoa, che poi aveva lasciato cadere l’opzione.

Yussuf POULSEN (15-6-1994, Red Bull Lipsia
Sarà anche un ragazzino, però questo attaccante danese originario della Tanzania sembra avere le idee chiarissime. Dalla serie A danese con il Lyngby ha scelto di passare all’ambizioso Red Bull Lipsia nella terza divisione tedesca. Potente fisicamente, lottatore nato, sicuramente farà parlare di sé in futuro, magari con la stessa squadra attuale.

Nick POWELL (23-3-1994, Wigan Athletic) 
Può essere impiegato da centrocampista offensivo o da attaccante, sta crescendo a vista d’occhio. Di proprietà del Manchester United e in prestito al Wigan, dove ha trovato lo spazio che cercava. Nato a Crewe, si è formato nel settore giovanile del Crewe Alexandra, tradizionale fucina di talenti che poi si affermano nella Premier League.

Dennis PRAET (14-5-1994, Anderlecht) 
Centrocampista offensivo di grandissima qualità, che piace a molti club europei di prima fascia. Professionista dal 2010, è stato lanciato stabilmente in prima squadra nel 2011 dall’allenatore John Van der Brom. Nel suo primo “classico” contro il Bruges ha segnato un gol al volo dal limite dell’area e indossa la maglia numero 10 senza sentirne il peso.

Le giovani speranze del calcio: parte 3

Adrien RABIOT (3-4-1995, Paris Saint Germain) 
Mancino, centrocampista offensivo,, è uno di quelli che non si fermano quando perdono il pallone, ma vanno subito ad aggredire per recuperarlo. Lanciato da Ancelotti in prima squadra, si è preso e tenuto il posto. Gestito dalla madre Veronique, sta mantenendo la promessa fatta al padre, infermo dopo un incidente stradale: “Diventerò un grande giocatore”.

Nemanja RADONJIC (15-2-1996, Academia de Fotbal Hagi) 
Già tesserato per la Roma a partire dalla prossima stagione, è rimasto parcheggiato in una società satellite dopo aver rotto con il Partizan che ne deteneva il cartellino. Raccomandato da Ljajic, è un attaccante esterno che può ricordare in qualche modo Cristiano Ronaldo, preferisce partire da sinistra ma gli viene bene anche inserirsi da destra.

Josip RADOSEVIC (3-4-1994, Napoli) 
Lo chiamavano il Gattuso croato e le caratteristiche più o meno sono quelle: gioca davanti alla difesa, pressa chiunque, recupera una valanga di palloni. In più ha anche una dote non comune, quella di riuscire a segnare facilmente su punizione. Il Napoli l’ha strappato a una pesante concorrenza internazionale e piano piano gli concederà lo spazio che merita.

Sandro RAMIREZ (9-7-1995, Barcellona) 
Conosciuto semplicemente come Sandro, è un attaccante originario di Las Palmas, Canarie, che ha scalato la piramide delle giovanili del Barcellona ed è destinato ad andare molto oltre come molti suoi predecessori. Ha giocato in tutte le Nazionali giovanili spagnole dall’Under 16 fino all’Under 19, dove gioca attualmente.

Nathan REDMOND (6-3-1994, Norwich City)
Scoperto quando aveva 8 anni dagli scout del Birmingham, ha esordito nell’Under 10 con una tripletta. Centrocampista esterno sia di destra che di sinistra, si è adattato bene anche come trequartista. Il Norwich lo ha preso nel 2013 dal Birmingham e lui si è conquistato un posto da titolare sia nel nuovo club sia nell’Under 21 inglese.

Karim REKIK (2-12-1994, Psv Eindhoven)
Nel 2011 ha lasciato il Feyernoord e ha firmato per il Manchester City. Non poteva però restare parcheggiato nelle giovanili, è andato in prestito prima al Portsmouth, poi al Blackburn Rovers e quest’anno al Psv Eindhoven. Figlio di un tunisino e di un’insegnante olandese, è un difensore centrale mancino di grande personalità.

Alessio ROMAGNOLI (12-1-1995, Roma) 
Con Zeman aveva bruciato le tappe, titolare in Coppa Italia l’11 dicembre 2012 contro l’Atalanta, autore di un gol il 3 marzo 2013 contro il Genoa, da difensore centrale. Garcia lo ha gestito in modo diverso, ha centellinato le sue presenze e gli ha chiesto di giocare anche da difensore esterno, ruolo nel quale il ragazzo ha dimostrato di saperci fare comunque.    

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I VOSTRI COMMENTI

Pasquale1965 - 16/05/14

grande JuventinoDeluso ...

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juventinoDeluso - 15/05/14

Io a 18 anni ho sfasciato una fiat punto e sono diventato un avvocato; pensa Niang che cosa può diventare se alla mia stessa età ha sfasciato una ferrari

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stevani87 - 15/05/14

Ecco Galliani

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Lucammilan22 - 15/05/14

Ho smp dtt k Niang era mlt promettente d'altronde è giovanissimo..forse la cs più giusta da fare è girarlo x altri 6 mesi in prestito ma stavolta in Italia, magari al Genoa che ci ha smp ftt favori ma la cosa più importante è sicuramente NON CEDERLO, piuttosto cedere matri al whestham SUBITO.

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