Olimpia con Hackett: presentata l'istanza di riesame contro la squalifica

Domani riunione della Commissione Giudicante a Roma per esaminare il ricorso

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Hackett, AFP

Hackett passa al contrattacco. Dopo lo stop di 6 mesi per aver abbandonato senza previa autorizzazione il ritiro della Nazionale di basket, i legali dell'Olimpia Milano presentano l'istanza di riesame contro la squalifica del loro tesserato. L'istanza sarà presentata alla Commissione Giudicante Nazionale della Federbasket, che domani si riunirà a Roma. Attualmente Hackett non può svolgere attività federale e sociale dall'inizio del campionato. 

L'istanza è stata presentata in base all'articolo 76, comma 4, del Regolamento esecutivo Gare per quanto concerne l'inibizione di cinque mesi (il mese ulteriore gli è stato comminato per le dichiarazioni a mezzo di stampa rilasciate dal giocatore). Tutto pronto, dunque, per un nuovo capitolo del nuovo caso del basket italiano, dopo gli attacchi dei compagni di Hackett che hanno chiesto il rispetto delle regole e dopo la decisione dell'Olimpia di tenere il giocatore con un taglio allo stipendio. Sta di fatto che il clima in casa Olimpia si fa più disteso. Nel comunicato pubblicato sul proprio sito, la società campione d'Italia ha preso atto della presa di coscienza dell’atleta e "ritiene che all'interno del sistema di giustizia federale vi siano gli strumenti tecnici per poterne tenere conto". Caso chiuso?

IL COMUNICATO DELL'OLIMPIA MILANO

Con riferimento alla vicenda Hackett, la Pallacanestro Olimpia EA7 Emporio Armani Milano comunica di avere preso atto del sopravvenuto completamento della presa di coscienza dell’atleta, e di avere apprezzato il suo desiderio sentito di rasserenare l’ambiente e gli animi di tutti espiando le sanzioni disciplinari e contrattuali, quali che esse saranno. In tale ottica, avendo condiviso da subito l’opportunità di una severa condanna disciplinare, ritiene tuttavia che oggi non possa prescindersi dalla pubblica emenda del tesserato, della cui sincerità non è dato discutere (la spontanea rinuncia al gravame già preannunciato è sintomatica). Ritiene altresì che all’interno del sistema di giustizia federale, senza muovere alcuna censura di merito, vi siano gli strumenti tecnici per poterne tenere conto (artt.19 n.4 lett.c e circostanze non codificate ex art.19 n.4 ultima parte che – come è noto – consentono al giudice di potere diminuire la pena edittale ove la ritenga in concreto eccessiva) e giungere ad una sanzione finale che dovrà rimanere severa, ma di maggiore ragionevolezza. Per tale ragione, rispettando il desiderio del proprio atleta di non contestare le proprie responsabilità, la società ha offerto a quest’ultimo la collaborazione dell’avv. Enrico Cassì, Consulente Legale della Pallacanestro Olimpia, perché proponga la domanda di riesame garantita agli Atleti di interesse Nazionale ex art.76 del reg. Esecutivo Gare, limitatamente all’individuazione di una scelta più proporzionata della misura sanzionatoria. L’istanza è stata presentata nel rispetto dei termini di rito, e verrà discussa domani mattina dall’avv. Cassì innanzi la Commissione Giudicante Nazionale della FIP. Riserva correttamente all’esito del pensiero finale della Federazione Italiana Pallacanestro il perfezionamento delle valutazioni sul futuro del rapporto con il proprio tesserato.

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I VOSTRI COMMENTI

conterosso-di-maggio - 31/07/14

5 mesi sono davvero assurdi. Una pagliacciata all'italiana. Per me l apunizione migliore sarebbe stata quella di far lavorare hacket per 2 settimane di fila in un centro per malati terminali di cancro: un periodo lì - che suggerisco anche agli ultras delle curve di calcio che si credono al di sopra della legge - sarebbe un toccasana.

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