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Inzaghi, riflessioni sul futuro

Via dal Milan, Italia o Stati Uniti

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STEFANO MESSINA

Pippo Inzaghi (LaPresse)

Quarta consecutiva. No, il riferimento non è all’obiettivo del Milan di allungare a 4 la striscia di vittorie, per scalare altre posizioni in classifica, e, magari, grazie a un favore dei cugini nerazzurri, conquistare, per una notte, la vetta del campionato. Quattro di fila sono le esclusioni di Filippo Inzaghi dalla lista dei convocati di Massimiliano Allegri. SuperPippo, l’uomo dei record, con i suoi 315 gol in carriera, tra squadre di club e nazionali, che lo collocano al 5° posto assoluto nella classifica dei cannonieri italiani di sempre, alle spalle di Silvio Piola (364 gol), Giuseppe Meazza (338), Roberto Baggio (318) e Alessandro Del Piero (316), e adesso, invece, retrocesso a sesta punta nel Milan, dietro a Ibrahimovic, Cassano, Robinho, Pato e, persino, a El Shaarawy.

“Portarlo in ritiro e lasciarlo in tribuna mi sembra una mancanza di rispetto”, ha chiarito l’allenatore rossonero, “Faccio le scelte per il bene del Milan e in questo momento altri attaccanti sono più avanti di lui. Con Pippo non c’è alcun problema, il campionato è lungo e può tornare utile: dal Milan non mando via nessuno, per me Inzaghi rimane”. Se quella di Allegri voleva essere una rassicurazione, in realtà ha il suono sordo di una pietra tombale sul futuro di SuperPippo in rossonero. Anche perché i numeri di questo scorcio di stagione confermano lo scarso utilizzo di chi, in 10 anni di Milan, ha messo a segno 72 reti in campionato, 43 nelle coppe europee e intercontinentali, 10 in coppa italia: 2 sole presenze in 8 partite di campionato, per un totale di 21 minuti racimolati. Il motivo va ricercato nella condizione non ancora ottimale di Inzaghi, reduce da una stagione, la scorsa, saltata a causa del grave infortunio – rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro - procuratosi il 10 novembre 2010 contro il Palermo, e chiusa con 6 presenze e 2 gol in campionato e con le 3 gare in Champions, impreziosite dalla doppietta al Real Madrid.

Ma numeri (e che numeri) a parte, nel calcio moderno non si vive di ricordi, e così i Del Piero, i Totti e gli Inzaghi, di fronte alla carta d’identità (Pippo il 9 agosto ha compiuto 38 anni...) e alla forma fisica scadente devono mordere il freno: se va bene in panchina, altrimenti in tribuna. E Inzaghi, che non ha preso bene l’ennesima esclusione (eufemismo: è incavolato nero) comincia a guardarsi intorno, stanco, anche quando scende in campo, di un ruolo part-time o, per dirla col soprannome del nostro Carlo Pellegatti (“Alta tensione Inzaghi”), da giocatore in grado di dare la scossa alla squadra nei momenti di difficoltà.

Così, all’orizzonte, si aprono prospettive interessanti per appagare la sua voglia di campo e di gol, con Napoli, Udinese e Parma possibili, e gradite, destinazioni. Con gli azzurri di Mazzarri SuperPippo sarebbe il sostituto di Edinson Cavani, quando il Matador deve riposare (l’unico concorrente nel ruolo di prima punta è Cristiano Lucarelli, che di anni ne ha 36), e può continuare nell’inseguimento a Raul, che lo precede nella classifica dei bomber europei (72 a 70), non essendo stato inserito nella lista Champions dal Milan. Palcoscenico europeo che Inzaghi potrebbe calcare anche vestendo la maglia dell’Udinese, che ha un piede nei sedicesimi di Europa League e ha bisogno di un attaccante che faccia rifiatare il 34enne Totò Di Natale, in attesa del ritorno di Barreto. In questo caso gli ostacoli da superare per vedere Pippo con i bianconeri friulani sono due: l’ingaggio (alto) e la politica dei Pozzo, che puntano sui giovani e non su calciatori a fine carriera.

L’ultima ipotesi, meno prestigiosa, forse, ma più romantica, è quella di un ritorno al Parma, club con il quale Inzaghi ha esordito in serie A (27 agosto 1995, Atalanta-Parma 1-1) e ha segnato il primo gol europeo (14 settembre 1995, coppa delle Coppe, Parma-Teuta Durres 2-0). Ghirardi è suo amico da anni, spesso parlano di un suo ritorno al Tardini e lo hanno fatto sorridendo anche mercoledì sera a San Siro. A Parma sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte, per rivederlo esultare come ai vecchi tempi. Sempre che, alla fine, non la spunti il Montreal Impact, squadra canadese che dal 2012 entrerà nella Major League Soccer. Tullio Tinti, agente del giocatore e di un altro emarginato illustre, Luca Toni, in un’intervista all’emittente canadese “98.5 Sports” ha detto che i suoi due assistiti potrebbero essere interessati a questo tipo di esperienza. Inzaghi americano? Chissà. L’impressione è che ci sia ancora tempo per vedere SuperPippo svernare in un campionato meno competitivo del nostro. Il futuro prossimo si chiama Italia ed Europa, a caccia di gol, tanti gol, per aggiornare l’album dei record.

I VOSTRI COMMENTI

audittsrs - 01/11/11

mitico Pippoooooooo

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friulanodoc - 01/11/11

Pippo viene a Udine, con Totò che ti fornisce palloni d'oro e la squadra assist d'argento, ti riprenderai il TUO record, inoltre con te potrenno raggiungere la finale di UEFA e saresti l'unico ad averle giocate tutte!!!!!!

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grentruy - 31/10/11

EL SHAARAWY ,EL SHAARAWY,EL SHAARAWY,LUI DEVE GIOCARE PURE IN CHAMPIONS FATELO GIOCARE ;ALMENO UNA PARTITA DA TITOLARE,HO IL GENOVA SE LO RIPRENDERA'COME GURCUF E TANTI ALTRI?

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alfonsocampano - 29/10/11

BIN0MI0INTERM0RATTI: Dì la verità: se fosse stato un giocatore della tua squadretta, l'avresti osannato come un fenomeno...

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BIN0MI0INTERM0RATTI - 29/10/11

UNO DEI GIOCATORI PIù BRUTTI DA VEDER GIOCARE!SIMULAZIONI,GOL IN FUORIGIOCO E GOL FORTUNATI!

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rossonerisiamnoi - 29/10/11

Inzaghi è stato senza dubbio sfortunato l'anno scorso, perché si è infortunato proprio subito dopo la grande prestazione contro il Real Madrid in Champions

Anche se gli sono eternamente grato per tutto quello che ha dato al Milan, in questo momento mi sembrerebbe poco coerente parlare di posto in squadra, pensando ai vari discorsi sul ringiovanimento delle rose

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