Le giovani speranze del calcio: parte 1

Ecco i 100 calciatori nati dopo il 1° gennaio 1994 più promettenti

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ENZO PALLADINI

  • GIOVANI SPERANZEBerisha tra Ibra e KloseDeulofeu nuovo CR7?
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Vent’anni sono tanti, ma possono essere anche pochi. Se parlate con qualche allenatore della tradizione italiana, vi dirà che un ventenne deve ancora farsi. Se invece fare un giro per l’Europa, vi diranno che a 17 anni si può tranquillamente giocare in Serie A, se ci sono le qualità. Come al solito, la verità sta probabilmente nel mezzo. Ci sono trentenni che corrono come ventenni e diciassettenni con la personalità dei venticinquenni. Però è anche vero che la velocità e la fisicità del calcio di oggi esigono caratteristiche diverse rispetto al passato, caratteristiche che è più facile riscontrare in soggetti giovani piuttosto che in giocatori stagionati. In sostanza però il mondo di oggi è pieno di giovani interessanti. Abbiamo provato a selezionarne cento, provenienti da tutti i continenti, cento ragazzi nati dopo il 1° gennaio 1994 che probabilmente scriveranno la storia del calcio nei prossimi dieci anni. Qualcuno di più, qualcuno di meno, ma per il momento partono tutti con le stesse possibilità e lo stesso entusiasmo.

PARTE 1: ECCO I PRIMI 25 CALCIATORI

ABNER Felipe Souza (30-5-1996, Coritiba)
Già preso dalla Roma (Sabatini ha acquistato il 90% del cartellino), miglior giocatore dell’ultimo Mondiale Under 17 negli Emirati Arabi, è un esterno sinistro alto e potente. Sebino Nela l’ha visto all’opera e l’ha promosso a pieni voti. Ha un nome biblico: Abner era figlio di Ner, cugino di Re Saul, capo dell’esercito del regno di Israele.

ADRYAN Oliveira Tavares (8-10-1994, Cagliari)
E’ ancora un ragazzino ma prima di arrivare al Cagliari ha fatto di tutto. Tennista da bambino, fenomeno precoce nel Flamengo, fidanzato a lungo termine della modella Nathalia de Oliveira da cui ha avuto Laura il 19 marzo del 2013, giocatore comunque di talento. Il Flamengo lo ha contrattualizzato fino al 1006, al Cagliari è in prestito fino al 30 giugno 2015.

Nathan AKE’ (18-2-1995, Chelsea)
A parte la folgorante somiglianza con Ruud Gullit, si contraddistingue per la notevole duttilità tattica. Nato come difensore centrale, può giocare anche a sinistra o come interditore davanti alla difesa. Colonna delle nazionali giovanili olandesi, è al Chelsea dal 2001 dopo avere partito dal vivaio del Feyenoord. Sotto contratto fino al 2018.

Lucas ANDERSEN (13-9-1994, Ajax)
Attaccante esterno, ala vecchio stampo, calcia prevalentemente di destro ma può partire anche da sinistra. La futura evoluzione può essere quella di trasformarlo in trequartista. All’Ajax dal 2012, proviene dal settore giovanile dell’Aalborg, club con il quale ha esordito nella Danish Superliga quando aveva appena 16 anni e 174 giorni.

Le giovani speranze del calcio: parte 1

Douglas BAGGIO (2-2-1995, Flamengo) 
Si chiama Baggio di secondo nome perché il padre Joao Amaro promise durante i rigori di Brasile –Italia (finale Mondiali 1994) di chiamare così il figlio se il Brasile avesse vinto. Detto, fatto. Poi forse il nome l’ha influenzato, perché fin dalle giovanili ha strabiliato tutti. Attaccante non potentissimo ma molto tecnico, nel 2012 ha mantenuto una media molto superiore al gol a partita.

Zakaria BAKKALI (26-1-1996, Psv Eindhoven) 
A 17 anni e 196 giorni ha segnato una tripletta in Eredivisie, ed è un record. Origini marocchinem passaporto belga, è un attaccante esterno o trequartista, velocissimo e dotatissimo di talento. Il 15v ottobre del 2013 ha esordito nella Nazioanle belga contro il Galles, dopo essere stato corteggiato a lungo dalla Federazione marocchina.

Nabil BENTALEB (24-11-1994, Tottenham Hotspur) 
Ambizioso e dinamico, non ha esitato a fare scelte difficili. Partito da Lille, dove è nato, a 15 anni ha scelto di andare in Belgio, al Mouscron, poi ha tentato l’avventura in Inghilterra e nel gennaio 2012 è stato preso dal Tottenham, dove in breve si è ritagliato uno spazio importante. Lo chiamano “il piccolo Vieira”, il ruolo è lo stesso, come Nazionale ha scelto l’Algeria.

Yassine BENZIA (8-9-1994, Lione) 

Gioca dall’età di 6 anni, ma è stato portato al vivaio del Lione nel 2010 dal capo scout Gerard Bonneau. Algerino di origine, si ispira a Benzema e durante gli anni del settore giovanile era un goleador implacabile. In prima squadra ovviamente segna molto meno, ma mostra doti di intelligenza tattica che lo rendono adatto al calcio del futuro.
Le giovani speranze del calcio: parte 1

Domenico BERARDI (1-8-1994, Sassuolo) 
Già per metà della Juventus, nonostante qualche incidente di percorso a livello disciplinare ha dimostrato di essere il talento più puro tra i nomi nuovi del calcio italiano. Professionista quasi per caso, attaccante sia esterno che centrale all’occorrenza, alla sua età ha segnato in serie A più di tutti i grandi talenti della storia recente.

Valmir BERISHA (6-6-1996, Roma) 
Abituato alle grandi sfide, paragonato a Ibrahimovic ma con qualcosa di Klose nel suo bagaglio tecnico, ha sempre giocato in categorie di due o tre anni superiori a quella della sua età. Arriva dall’Halmstad, fa il centravanti, è stato capocannoniere agli ultimi Mondiali Under 17 e ha anvora enormi margini di miglioramento.

Federico BERNARDESCHI (16-2-1994, Crotone) 
Attaccante esterno come ce ne sono pochi, protagonista di una straordinaria stagione al Crotone coronata da una convocazione di Prandelli per uno stage azzurro. In passato ha detto no al Manchester United per continuare a coltivare il suo sogno, che è quello di diventare titolare nella Fiorentina, società alla quale appartiene.

Gabriel BOSCHILIA (5-3-1996, San Paolo) 
E’ nato a Piracicaba come Josè Altafini e questo è già un bel biglietto da visita. Non ha la stessa struttura fisica, anzi non è particolarmente appariscente sotto questo punto di vista, ma è un trequartista di talento eccezionale. Ha esordito in prima squadra nel San Paolo il 22 gennaio del 2014 con un assist per Douglas nel 4-0 contro il Mogi Mirim.

BRUMA (Armindo Tuè Na Bangna, 24-10-1994, Gaziantepspor) 
Nato in Guinea Bissau ma portoghese a tutti gli effetti, è cresciuto nello Sporting Lisbona e nel 2013 è passato al Galatasaray (costo 10 milioni di euro) che poi l’ha parcheggiato al Gaziantepspor più per liberare un posto da straniero che per scelta tecnica. Attaccante esterno, ama partire da sinistra, deve migliorare un po’ negli ultimi metri.

Hakan CALHANOGLU (8-2-1994, Amburgo)
Il luogo di nascita è Mannheim, Germania, ma turco è a tutti gli effetti. Ha esordito in Nazionale il 6 settembre contro Andorra. Centrocampista offensivo, è titolare nell’Amburgo che l’ha preso nel 2012 dal Karlsruhe e gli ha dato subito fiducia. Ad Amburgo non dimenticheranno mai un gol segnato su punizione da centrocampo contro il Borussia Dortmund il 22 febbraio 2014.

Alberto CERRI (6-4-1996, Parma) 
L’unico rischio è che stia correndo troppo in fretta. Costruito da Cristiano Lucarelli nelle giovanili, ha esordito in serie A quando aveva 16 anni e 348 giorni, è stato il re del Torneo di Viareggio 2014, chiamato da Prandelli per lo stage della Nazionale di marzo. Prima punta moderna, fisico da corazziere. Ed è un parmigiano che gioca nel Parma, non succedeva da una vita.

Nathaniel CHALOBAH (12-12-1994, Middlesbrough)
Le sue prime tracce portano al 2005, quando si trovava nelle giovanili del Chelsea. Viene dalla Sierra Leone ma è naturalizzato inglese, è noto per la sua duttilità che gli consente di giocare indifferentemente da difensore centrale o da incontrista di centrocampo. Specialista nel tackle, fisicamente dotatissimo, è ancora di proprietà del Chelsea.

Leo CITTADINI (27-2-1994, Santos) 
Centrocampista offensivo anzi “meia” come lo definiscono in Brasile, è cresciuto nel Guarani e dal 2013 è al Santos, che l’ha portato in prima squadra fin dal giugno 2013. Appartiene per il 50% al club che fu di Pelè e per il restante 50% all’agente Marcus Sanchez del Grupo EMS, in Brasile viene considerato molto più che una promessa.

Cristante, IPP

Bryan CRISTANTE (3-3-1995, Milan)
L’avevano etichettato come pupillo di Adriano Galliani, ma forse chi ha la paternità di questa definizione non l’aveva visto giocare. Centrocampista centrale o mezzala di grande personalità e presenza fisica, si è fatto trovare pronto quando è stato impiegato in prima squadra e ha messo in mostra anche un gran tiro dalla distanza.

Rodrigo DE PAUL (24-5-1994, Racing Avellaneda) 
Come tutti i giocatori argentini, ha già la sua collezione di soprannomi: “Copito”, “El Torbellino”, “Default”. Regista, anzi “volante” classico, originario di Sarandi, tesserato da sempre per il Racing Club. Poco dopo il debutto in prima squadra gli è stata consegnata la maglia numero 10 e da allora è titolare fisso nella sua squadra.

Memphis DEPAY (13-2-1994, Psv Eindhoven) 
Velocissimo quando entra in azione sul lato sinistro del campo, mette in difficoltà qualunque difesa. Deve lavorare molto sulla sua partecipazione alla fase di non possesso, se elimina certe distrazioni può diventare un giocatore di altissimo livello. Ha preso il posto di Dries Mertens e ha scelto di giocare per l’Olanda pur avendo origini ghanesi.

Gerard DEULOFEU (13-3-1994, Everton) 
Lo hanno definito molto rapidamente il nuovo Cristiano Ronaldo, forse è un po’ troppo ma era e resta uno dei giovani giocatori più promettenti d’Europa, attaccante esterno di professione, cresciuto nella cantera del Barcellona, prestato in questa stagione all’Everton, prontissimo a tornare alla casa madre per conquistarsi un po’ di spazio.

Jean-Marie DONGOU (20-4-1995, Barcellona)
Nel 2008 è sbarcato a Barcellona dal Camerun, portato in Catalogna dalla fondazione Eto’o. Attaccante centrale non altissimo ma potente, in perfetto stile Barça, tra il dicembre del 2013 e ilk gennaio del 2014 ha esordito prima in Coppa del Re, poi in Champions League e infine nella Liga. Lavora moltissimo per la squadra, al momento non sembra un goleador nato.

Jeremy DUDZIAK (28-8-1995, Borussia Dortmund) 
Ricorda in un certo senso David Alaba del Bayern. Mancino, potentissimo, originario dell’Africa, molto duttile. Può giocare terzino sinistro ma anche un po’ più avanti e si adatta volentieri anche nel ruolo di centrocampista centrale. Ci si aspetta da lui un salto di qualità definitivo da un momento all’altro, l’importante è che non venga condizionato dagli infortuni.

EMRE CAN (12-1-1994, Bayer Leverkusen)
Posizione molto particolare la sua: ha 4 anni di contratto con il Bayer Leverkusen, che però ha concesso al Bayern Monaco, società di provenienza, un’opzione di riacquisto a cifra concordata. Segno che al Bayern ci credono. Centrocampista centrale o terzino sinistro, origine turche ma nato a Francoforte, ha scelto per il momento la nazionalità tedesca.

Viktor Gorridsen FISCHER (9-6-1994, Ajax)

 Nipote d’arte. Il nonno Paul Pedersen faceva il calciatore, attaccante esterno destro, mentre Viktor è un attaccante esterno sinistro. Nazionale danese, è all’Ajax dal 2011 dopo aver cambiato tra settore giovanile e prima squadra diverse società in Danimarca: prima il Lyseng, poi l’Agf Aarhus e alla fine il Midtjylland. Deve migliorare ancora un po’ in area avversaria.  
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I VOSTRI COMMENTI

kekkobertolini22 - 09/09/14

ma mastour e coman ve li siete dimenticati??????

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gego345 - 10/07/14

ma non ce neppure coman quello che ha comprato la juve ????????????????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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288tizio - 05/06/14

ma quanto ing. i non milanisti ancora non si sono accorti che sono in ordine alfabetico

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oivalf94 - 13/05/14

spero che nelle parti successive inserirete i nomi di marquinhos, kovacic, shaw, sterling e molti altri nettamente più forti di questi

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AMBRO237 - 13/05/14

MA NON VEDI CHE SONO IN ORDINE ALFABETICO??? QUESTI SONO SOLO I PRIMI 25......

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cmq.inter - 13/05/14

e kovacic?????? ah vero, é dell'inter lui...., scusate....

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forzamilan1979 - 13/05/14

nathan akè non solo assomiglia a Gullit...non può che esserne il figlio...guardare x credere :)

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