Ambro-Borriello, ombre su Lippi

Milanisti da Nazionale: ma il c.t....

  • Invia ad un amico
  • OkNotizie
  • Stampa
  • A A A

Marco Borriello

Una pioggia di 7,5 e 8 nelle pagelle di tutti quotidiani, condizione fisica ottimale, costanza di alto rendimento da almeno un paio di mesi: Massimo Ambrosini e Marco Borriello trascinano il Milan che dà spettacolo e inevitabilmente proiettano i loro volti sugli schermi della Nazionale. Ma il capitano rossonero è scettico: "Segnali a Lippi? Ne servirebbero - ha detto - ma mi sa che non ce ne sono molti da mandare. Chiedete a lui".

Un gelo, quello tra Ambrosini e Lippi, che nasce all'inizio del primo mandato del Commissario Tecnico. Il centrocampista pesarese venne chiamato per le prime due gare di qualificazione al mondiale 2006 contro Norvegia e Moldavia: poi, il buio, a dispetto di una continuità ritrovata da parte di un giocatore che, nella prima parte della sua carriera, è stato tempestato di infortuni e sfortune varie. Un ostracismo che ricorda quello di Panucci, anche se lo stesso Ambrosini ha sempre evitato polemiche dirette con Lippi: ma la prova della chiusura a doppia mandata della porta di Coverciano per il milanista è nella stagione scorsa, con il centrocampista titolare fisso nel Milan ancelottiano e autore di ben 7 gol in campionato, suo record personale in carriera. Un messaggio ribadito nella prima parte dell'attuale annata: meno gol, ma rendimento complessivo ancora più alto considerando anche il cambio di ruolo, che vede Ambrosini impegnato in un difficile, impegnativo ruolo di copertura pura nel "4-2-fantasia" di Leonardo. Mediano da corsa, ma di qualità, o incursore col vizio del gol: due soluzioni che potrebbero entrambe risultare utilissime a questa Nazionale.

E messaggi al c.t., sotto forma di gol, ne sta mandando tanti anche Marco Borriello. Tartassato da tanti, troppi crac nella passata stagione, il centravanti napoletano sta dimostrando che, se impiegato con continuità, è uomo che sa garantire qualità e quantità. Un ideale alter-ego di Gilardino, per caratteristiche fisiche, tecniche e realizzative. Ma quella tessera, nel puzzle Sudafrica di Lippi, ha la faccia di Amauri, che ha ormai in tasca il passaporto italiano, che ha rinunciato al Brasile in nome dell'orizzonte azzurro. Certo, il rendimento dei due bomber in questo momento è quasi all'opposto. Ci saranno tempo e possibilità per un sorpasso e per uno "schiaffo" di Lippi all'oriundo sedotto e abbandonato?