Champions, Milan soffre ma vince. Celtic ko: 2-0

I rossoneri si impongono nel match di esordio a San Siro. Decisivi gli ultimi cinque minuti con un tiro di Zapata (con deviazione ospite) e il gol di Muntari

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DANIELE MICELI

Non convince, ma vince e quello serviva. Il Milan batte 2-0 il Celtic nella gara d'esordio di Champions League. Lo fa nel finale dopo aver sofferto e fatto molta confusione per tutta la partita. Il match si sblocca a nove dalla fine quando una "preghiera" di Zapata trova un'involontaria deviazione ospite. Quattro minuti dopo raddoppia Muntari, che sfrutta una punizione-bomba di Balo. Sullo 0-0 traversa di Stokes e qualche fischio per il Milan.  

LA PARTITA

Ce ne sono 13, c'è una squadra e oltre in una infermeria che pare la riedizione del Lazzaretto, ma il numero 12 è lì, massivo, sugli spalti per trasformare un alibi di ferro in benzina e infiammare l'orgoglio milanista. San Siro è una bomba ad orologeria. Vuole trascinare i resti della sua squadra in un appuntamento che è precoce spartiacque di una stagione in cui gli interrogativi di primo pelo sovrastano le certezze. Il bivio, dunque, arriva subito e contro un avversario che avrà pure tradizione e costante presenza europea ma, con tutto il rispetto, una capacità di intimidazione di quelle che la notte prima non fatichi a prendere sonno (in Italia soddisfazioni zero e in totale 22 sconfitte esterne tra preliminari e play-off).

E allora cerchi la strada giusta, sapendo di avere qualche ruota a terra e la carrozzeria graffiata. Ci passi sopra. Perché il cartello è a senso unico e segnala l'obbligo di partire bene in Champions - una chimera negli ultimi due anni - badilare moralmente le prime Cassandre e mettere un po' di isolante sulle brutte figure di Verona e Torino; lo scotch in attesa che i tempi migliorino e l'infermeria non sia frequentata da metterci il distribuore con i numerini fuori.

Quelli che Mario Balotelli strappa di forza quando si tratta di prendersi la scena. E anche stavolta è in prima fila. La partenza di Mario è fuoco e fiamme e se il Milan piazza subito l'accampamento nella difesa forestiera, tirando due volte in cinque minuti, il merito è anche e soprattutto il suo. E quello di Birsa che, circondato da un clima di scetticismo in cui diventa l'involontario e incolpevole esempio delle critiche al mercato milanista, offre subito a Balo un pallone che l'attaccante spedisce con potenza brutale verso i pali di Foster. Che è attento e poco dopo assiste, con rischi minori, alla cavalcata di Zaccardo. La foga del Milan, che presenta Matri vertice avanzato e Balotelli defilato sulla sinistra, è più istinto che organizzazione, più corsa che lucidità, e alla lunga l'assenza di idee prende il sopravvento. Il pericolo è in agguato. Serpeggia nei vecchi fantasmi. Succede che dopo otto minuti di apnea e difesa a compartimenti stagni il Celtic prende le misure. Niente di trascendentale, la mercanzia da offrire quella è, quanto basta per tenere il Milan lontano e rendersi disponibile all'appuntamento con la fortuna. O con l'altrui atto di generosità. Come quello di Abbiati che al 17' avvia un doppio possesso con le mani. Calcio a due in area. Ma Mulgrev trova il muro. Poco dopo Matri impegna Forrest di testa. Lo stint di match è segnato da un canovaccio che il Celtic reciterebbe sempre a memoria e con volto disteso nelle sue drammatiche esperienze lontano dal Park: il Milan trova pochi giunti per legare la manovra e la soluzione della palla alta muore sulle teste dei pivottoni scozzesi. La prevedibiltà di una festa a sorpresa annunciata il giorno prima. A rovinarla al Celtic ci prova Nocerino in uno dei rari inserimenti degli interni rossoneri, ma il suo tiro si limita a minacciare da vicino la traversa. Troppo poco, l'improvvisazione è bagnata dal sudore (quello innegabile) ma resta un'alleata poco affidabile e con scarsa autonomia; e quando ci si mette pure l'autolesionismo e Birsa (40') lancia inavvertitamente l'attaccante sbagliato (Stokes che si beve Zapata), serve Abbiati per evitare che la strada maestra indichi che cominciano i tornanti.

Lo indica pure l'avvio di ripresa quando il Celtic aggiunge al giro palla lezioso e svogliato del primo tempo una fiammata di Samaras che rischia di far male. Il greco apre centralmente la difesa rossonera, frusta il pallone e, con Abbiati fuori causa, fa trattenere il fiato alla platea fino a quando la sfera non si abbatte sul tabellone. Pericolo scampato. Ma se San Siro deve affidarsi a un corner guadagnato per scaldarsi vuol dire che il convento offre poco e niente ( forse è proprio chiuso) e che il Celtic può osare. Così pure una serie di angoli e un pallone buttato nell'area rossonera possono diventare attentati esiziali alla precarietà milanista. I segnali di attivismo faticano a trovare spazio nelle idee meneghine e quando spunta una testa (quella di Muntari su assistenza di Zapata), la mira è clamorosamente sbagliata. Dall'altra parte serve De Jong, in versione tosaerba, per evitare che il Celtic metta la faccia nella porta di Abbiati, che all' 81' deve ringraziare la traversa sulla punizione di Stokes. Gli ingressi di Emanuelson e Robinho non smuovono il Diavolo, ma il veleno è nella coda e quando Zapata (81') tenta la preghiera dal limite e trova una deviazione malandrina, San Siro può esplodere (tecnicamente, e per i parametri Uefa, è autorete di Izaguirre). I cinque minuti del primo tempo rivivono nel finale e il Celtic la paga carissima. Minuto 85, Balo spedisce un siluro verso Foster e gli piega le mani. Arriva Muntari. 2-0. La grande paura è passata. Il grande Milan deve ancora arrivare. Per ora basta, avanza.E fuoriesce.

LE PAGELLE

Balotelli 6,5 -  Parte e dà l'impressione di poter spaccare partita e mondo con un colpo solo. Ma l'avvio veemente si sgonfia dopo un paio di conclusioni perché alla lunga la posizione defilata in cui gioca, causa centralità di Matri, lo fa affogare nel traffico della mediana. Dove gli scozzesi stringono e i rossoneri disconoscono il concetto del dinamismo ragionato. Nella ripresa regala un paio di pepite. L'ultima per Muntari, primogenita di una bomba su punizione, è il piatto del 2-0. Non segna, ma è sempre decisivo.

Birsa 5,5 -  Ha addosso l'etichetta di novizio e prova a scrollarsela subito di dosso con una partenza ad altezza Balotelli. Poi, però, intraprende una parabola pollice verso. Manda in porta l'attaccante al 40', ma ha la maglia gialla. Rivedibile ma considerato il peso del ruolo, l'eredità ricevuta (Kakà e prima Boateng), e il minutaggio degli ultimi mesi, dargli troppe colpe è irriverenza.

De Jong 6 - Nel centrocampo tutto muscoli e poca lucidità del Milan, è l'unico a tentare di accendere la luce. Anche per lui, però, la corrente va (anche perché è poco aiutato) e viene. Ma ha l'attenuante, che poi diventa motivo di merito, di rendere fede al suo vecchio soprannome: "Il Tosaerba". Quando nella ripresa il Celtic affonda nel gorgo della confusione milanista, due sue chiusure risultano decisive. Nota lieta in una orchestra stonata.

Zapata 6 - Il gol ingrassa il voto e ci mancherebbe altro. Nel primo tempo si perde qualcosa, nel secondo da una sua sortita nasce la rete decisiva. Il suo tiro viene pure deviato ma di questi tempi è tutto bene accetto. 

Muntari 6,5 - Soffre, come tutto il centrocampo milanista, ma quando hai bisogno di lui e ti serve una iscrizione al club dei goleador, lo trovi puntuale. Ha sempre il +1 sul biglietto d'ingresso e appena Balotelli gli spalanca la porta con una botta da paura, lui è lì. Ad ammazzare la partita.

Matri 5,5 - Ha un grande chance per presentarsi a San Siro con la sua arma preferita: il gol. Il movimento che nel primo tempo ne anticipa l'incornata è vecchia maniera, di uno stampo che gli appartiene, ma la rete non arriva. Per il resto, giocando da riferimento centrale, si sacrifica ma risente della giornata poco felice della squadra. Pochi rifornimenti, molta solitudine là davanti e una intesa ancora da migliorare (ma era prevedibile) con Balotelli.  


 

 

IL TABELLINO

Milan (4-3-1-2): Abbiati 6; Zaccardo 5,5, Zapata 6, Mexes 6, Constant 5,5 (30' st Robinho 6); Nocerino 5,5, De Jong 6, Muntari 6; Birsa 5 (18' st Emanuelson 6); Balotelli 6,5, Matri 5,5 (40' st Poli sv)
A disp.: Amelia, Iotti, Modic, Cristante, Robinho. All.: Allegri 6
Celtic (4-4-2): Forster 6; Lustig 5,5, Ambrose 6, Van Dijk 5,5, Izaguirre 5,5; Mattews 6 (30' st Boerrigter 5.5), Brown 5.5, Mulgrew 6 (44' st Biton sv), Commons 6 (31' st Pukki sv) ; Samaras 6, Stokes 6,5.
A disp. Zaluska,  Rogic, McGeuoch, Baldé  All.: Lennon 6
Arbitro: Stark 
Marcatori: Zapata 36' st, Muntari 40' st
Ammoniti:
Ambrose (C), Mulgrew (C), Brown (C)
Espulsi -

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I VOSTRI COMMENTI

i-piu-titolati - 19/09/13

Capisco che abbiamo vinto, capisco pure che eravamo zeppi di infortuni ma non possiamo assolutamente soffrire così tanto con il celtic, la prossima andiamo ad amsterdam che a mio parere è più forte del celtic.
Se giochiamo così la vedo brutta!!!

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i-piu-titolati - 19/09/13

Capisco che abbiamo vinto, capisco pure che eravamo zeppi di infortuni ma non possiamo assolutamente soffrire così tanto con il celtic, la prossima andiamo ad amsterdam che a mio parere è più forte del celtic.
Se giochiamo così la vedo brutta!!!

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i-piu-titolati - 19/09/13

Capisco che abbiamo vinto, capisco pure che eravamo zeppi di infortuni ma non possiamo assolutamente soffrire così tanto con il celtic, la prossia andiamo ad amsterdam che a mio parere è più forte del celtic.
Se giochiamo così la vedo brutta!!!

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interamoreeterno - 19/09/13

SERIE BBBBBBBBB SONO PAROLE MIE? SERIE BBB E' LA GIUSTA DEFINIZIONE DI UN BBILANISTA!

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interamoreeterno - 19/09/13

al Milan sono pesati i supplementari fatti sabato contro il Torino!!!!!

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korgul - 19/09/13

torakiki il giustiziere MA LA VITA NON PUO ESSERE TRISTE PER QUESTE PICCOLE COSE( IL CALCIO)
Ovviamente parlavo della vita calcistica, da tifoso.

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BIN0MI0OSSESSI0NEMILAN - 19/09/13

Edo 87 - 19/09/13
Il Celtic e scarso,ma sto Bilan e una squadra penosa, senza gioco e senza idee , facile vincere contro nessuno vero ????? Siete piu' scarsi del Sassuolo !

2PERE E PALLA A CENTRO.
UN PENSIERO TRISTE VA ALLA BINTER E AI SUI TIFOSI, POVERINI, SOFFERENTI,CHE IERI SERA GIRAVANO I CANALI A VUOTO, MESTAMENTE, AVENDO ANCORA NEGLI OCCHI LA DEBACLE DELLO SCORSO ANNO GRAZIE AL GRANDE FALLIT-TWO IL FAMOSO STAASFALTATO CHE CI HA FATTO DIVERTIRE ALLA GRANDE.

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