Cudicini: "Una gabbia per Rooney!"

Il Ragno Nero della corrida di Manchester vuole Abbiati

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Fabio Cudicini
di Maurizio Mosca

Fabio Cudicini, c'è il Manchester per il Milan. Cosa le viene in mente d'acchito?

"Beh, la corrida selvaggia del ritorno con gli inglesi in casa loro nella semifinale della coppa Campioni 1969. Perdemmo 1-0 ma andammo in finale con l'Ajax grazie al 2-0 dell'andata".

Ricordi la gara di Milano...
"Fu facile. Allora gli ingesi, pur con gente come Stiles, il mitico Bobby Charlton, Law, Best, che Schnellinger annullò con mille delle sue entrate in scivolata, fuori casa erano pecorelle, non avevano l'ardore terribile delle gare a Manchester. Segnammo nel primo tempo con Sormani e a inizio ripresa con "uccellino" Hamrin. Nessun problema".

Invece a Manchester...
"Sotto il diluvio ci costrinsero ad arroccarci per 90 minuti. Io ero caricato al limite dell'incoscienza. Volevo qualificarmi per l'Ajax a ogni costo. Cercavo il primo successo della mia carriera ad altissimo livello. In 8 anni, a Roma, vincemmo solo due coppe Italia e una coppa delle Fiere (poi Uefa)"

Ma esattamente cosa successe in campo?
"Di tutto. Un tifo assordante. Allora era il periodo dei terribili hooligans prima degli episodi che costarono durissime squalifiche al Manchester. Poi, per fortuna, arrivò il pesante intervento della Thatcher. Quella sera, quando capirono che era difficile infilarci, scatenarono la loro ira. Mi lanciarono oggetti da ogni parte. Mi arrivò in testa un blocco di ghisa. Svenni per qualche minuto".

Come fece a restare in campo?
"Rabbia e orgoglio contro la furia di quelle belve degli hooligans. Entrò in campo il dottor Monti con il massaggiatore Tresoldi. Mi rianimarono con i sali e mi riferirono: 'Ha detto il paron de non sta' a fare il mona e d'andare subito in porta'".

Segnò Charlton...
"Sì, al 70esimo. E alzammo ancor di più le nostre barricate. Lì o resisti o rischi di prendere 5 gol. Loro erano tutta forza brutale. Ammetto: ho avuto paura per l’intera gara. Gino Maldera, una torre, avrà messo via cento palloni sui cross che giungevano in area come una tempesta. E io respinte, parate, miracoli uno dietro l'altro".

Rivera, poveretto?
"Lottò come un leone alla pari degli altri. Altro che abatino! Guardava gli avversari negli occhi e quelli cadevano a terra. Fu immenso Rosato. Come Santin, che lo sostituì. Santin salvò un gol fatto sulla linea. Apriti cielo! Il pubblico inferocito, ci fu una mezza invasione di campo, l'arbitro aggredito. Gol fantasma? No, nessun gol. E giù botte dai giocatori inglesi. Una corrida. Stiles picchiava tre volte più duro di Furino".

Poi non si chiarì mai quel gol fantasma?
"Impossibile. Allora non c'era la moviola di oggi. Si potevano rivedere solo alcuni episodi al rallentatore".

E finalmente la fine...
"Sembravamo undici pugili colpiti e segnati dappertutto, come se ci avesse picchiato Monzon...".

Ma venne fuori la storia del Ragno nero... Come?
"Dall'inglese Black (nero) e spider (ragno). Io portavo la tuta completamente nera. Di qui l'appellativo. Quella battaglia con il Manchester, con il Ragno nero, non l'ha dimenticata nessuno. Il primo a venir chiamato così fu il fenomeno russo Jascin perché vestito, appunto, sempre di nero".

E martedì come andrà?
"Occhio, anzitutto, ai tifosi inglesi che quando viaggiano fanno sempre paura. Però i tempi sono cambiati. Con mio figlio Carlo al Chelsea e al Tottenham ho visto una cinquantina di partite in Inghilterra e mi sono reso conto che là c'è tutto un altro ambiente. Magari fosse così anche da noi!".

Dicono: Manchester favorito, Milan a rischio...
"Non ci giurerei. Se giochiamo con il carattere e lo spirito che di solito abbiamo in Champions possiamo farcela. Buon rientro di Pato, Ambrosini in formissima. Nesta e Thiago Silva devono costruire una gabbia per Rooney, il più grande centravanti al mondo. Temo la nostra difesa, a parte i due centrali. E lancio un accorato appello a Leonardo: leva Dida e metti Abbiati. Oggi il brasiliano tiene in allarme i compagni e non blocca i palloni. E' un continuo rischio. Con tutto il rispetto".

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