Belinelli sfida le star della gara da 3

Intervista esclusiva: "Proverò a fare del mio meglio, ispirandomi a Bird"

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RONNY MENGO

Marco Belinelli (Afp)

Sabato si mette sul parquet a New Orleans (la sua New Orleans) per la gara da tre dell'All Star Game, nel frattempo sta passeggiando su un momento strepitoso, con l'etichetta di miglior tiratore da 3 della Nba tenuta addosso per un po', salvo doverla recentemente lasciare ad altri, pagando le assenze illustri degli Spurs che necessariamente gli hanno sporcato la media (straordinariamente vicina, prima, al 50%). E' di passaggio a NY Marco Belinelli, direzione Boston per la prossima partita, ne approfittiamo per fargli un colpo di telefono.

"E una cosa importantissima, sono contento e anche emozionato. Ho visto i pretendenti e sono ovviamente tutti forti, cercherò di fare il meglio possibile. Sicuramente divertente, una cosa nuova, c'è tanto entusiasmo".

"La svolta di quest'anno per migliorare il mio tiro da tre? Mi trovo bene qui, come ho sempre detto, nel sistema di gioco mi sono inserito molto bene, e per le percentuali di tiro o altre cose, mi alleno. Sempre, sia prima sia dopo l'allenamento, o con sedute prima della partita. Ma tutto sta nel sistema di gioco, il movimento di palla, io devo solo farmi trovare nelle posizioni migliori per prendere dei tiri in equilibrio. Ma tutto sta lì, nel sistema di gioco".

"La difficoltà maggiore della gara da tre all'All Star? Per me è tutto nuovo, credo che sia comunque prendere così tanti tiri in pochi minuti. Credo siano 25 tiri in un minuto, è una cosa che va preparata e allenata e infatti cercherò di farlo, con sessioni cronometrate, non è facile e manca poco! Non c'ho ancora pensato tanto però, tra le trasferte, le partite in pochi giorni. Le posizioni dalle quali mi sento più sicuro sono senz'altro dall'angolo e dalla guardia, dal centro non ho mai avuto secondo le statistiche una percentuale molto buona".

"Gigi Datome? L'ho visto prima della partita di ieri, abbiamo parlato un po' e lo vedo sicuramente un po' giù. Lui è pronto, vorrebbe giocare, lo capisco perché io l'ho provato nel mio primo anno. So che è dura, vorresti spaccare il mondo e magari gli allenatori non hanno tanta fiducia in te. Gli ho detto di non mollare, usare questo momento come motivazione. Non mollare, non mollare, non mollare. Pensare a se stessi e farsi trovare pronto, ma è intelligente e ha voglia di fare. Penso e spero che prima o poi le possibilitá gli vengano offerte".

"Quanti tiri faccio in allenamento al giorno? Contando che non abbiamo tantissimo tempo per allenarci, ti posso dire dai 150 ai 200 tiri. Poi ci sono giorni in cui sono a casa, la partita è il giorno dopo e allora posso prenderne anche di più e più ragionati: uscita dai blocchi, seguito dalle persone giuste e allenatori perfetti. Vincere la gara sarebbe un sogno, penso sia normale. Vado lá per fare il meglio. Possibile, anche se so che gli altri sette sono molto forti. È un passo importante, un piccolo passo nella mia carriera, anche per essere tra virgolette più conosciuto, per la mia immagine, far parte di questo week end è importante perchè sará seguito da tutto il mondo. Sono contento di andare lá e rappresentare l'Italia, i miei tifosi e la mia piccola cittá San Giovanni in Persiceto".

"La schiena? Bene, avevo solo un affaticamento e una piccola botta che mi ha fatto saltare la partita contro Charlotte. Niente di grave, pronti per Boston domani".

"Le gare da tre del passato ? Bè, sempre guardate ovviamente, con mio fratello e i miei amici. Larry Bird! Una macchina da canestri, mi ricordo che segnava sempre, mi ricordo l'ultimo tiro che ha preso dall'angolo con il pallone da due punti e il dito alzato con la palla ancora in volo, sapeva giá. Un grande".

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