Dario Hubner supera ogni record

"A 43 anni gioco l'ultima e poi alleno"

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Dario Hubner supera ogni record

Dal palcoscenico della Serie A a un comune di 2300 abitanti in provincia di Lodi. La sostanza però non cambia. Dario Hubner, di anni 43, è ancora carico e grintoso, con la tuta d'allenamento addosso, il solito pizzetto e qualche capello grigio a sfumare la folta chioma riccia. "Tatanka" ha un curriculum che vanta ben 229 gol tra i professionisti, capocannoniere nelle tre massime serie italiane, C1, B e A, rispettivamente con Fano, Cesena e Piacenza.

Nelle ultime stagioni, dopo aver abbandonato i Pro, ha girovagato tra Serie D ed Eccellenza: Chiari, Rodengo Saiano e Orsa Corte Franca. Poi, lo scorso anno, l'exploit a Castelmella in prima categoria bresciana (16 gol in 14 partite), e quest'estate l'ultima nuova avventura a Cavenago.

Hubner ci racconta le motivazioni che l'hanno spinto a continuare con il calcio giocato, cosa c'è in programma nel suo futuro e come affronta i tre allenamenti alla settimana con i nuovi compagni, con una grande sorpresa: non è Baggio il calciatore più forte con il quale si è allenato...

In tutta sincerità, ma chi glielo fa fare? Non la stanca giocare ancora a 43 anni?
"Io amo giocare a calcio. Per me è un divertimento puro, un piacere. E poi qui a Cavenago sono a 3 chilometri da casa, con diversi amici che giocano con me: mi tengo in forma e mi diverto, cosa posso volere di più? Per ora il mio fisico regge bene, per quello ho sempre deciso di continuare".

Che differenze ci sono tra la categoria dove gioca ora e la serie A? Per lei è tutto più facile?
"La categoria non è poi così male. In Promozione c'è ancora un discreto livello e non è certo una passeggiata giocare. Poi è tutta questione di abitudine: basta abituarsi a certi movimenti, temporeggiare per aspettare la ripartenza dei compagni, sapere che non sempre ci sono le possibilità che la palla ti arrivi più i piedi. Se ci si adatta le differenze non sono tante".

E il rapporto con i compagni di squadra com'è? La guardano come un "idolo"?
"I compagni mi trattano normalmente. Sono uno di loro e tale mi fanno sentire. Poi alcuni sono miei amici di vecchia data. Io spero sempre di poter condividere con loro la mia esperienza, di poter insegnare qualcosa, anche qualche trucco imparato negli anni. A volte dico ai più giovani di osservarmi, per fargli capire meglio il mestiere".

Quando terminerà la sua infinita carriera? E dopo cosa farà?
"Per me questo è l’ultimo anno da calciatore. Ho già deciso che diventerò allenatore. Tra qualche mese comincerò il corso di seconda categoria e dal prossimo anno inizierà la mia nuova avventura, anche se è presto per dire dove".

Chi è il nuovo Hubner oggi?
"E' difficile dirlo. A me un attaccante che piace tantissimo è Rooney, ma abbiamo caratteristiche molto differenti. Soprattutto perchè il ruolo dell'attaccante è completamente cambiato rispetto a quando giocavo io ad alti livelli. Ora il centravanti corre molto di più, si muove, deve essere il primo difensore e pressare in continuazione. L'esempio più incredibile è Inzaghi, che è lì, a 37 anni, ancora che lotta, soffre e corre come un ragazzino. Che campione incredibile".

Chi è il calciatore più forte con il quale ha giocato?
"Sarebbe facile rispondere Baggio. Ma io Baggio, comunque grandissimo, l'ho conosciuto a fine carriera, quando aveva già fatto gran parte della sua storia. Ecco perché mi sento di citarne altri due: Filippo Galli e Andrea Pirlo. Il primo era straordinario: mille infortuni, ma grinta e forza di un ragazzino e una correttezza esemplare. Il secondo è classe allo stato puro. Mi sento di dire che è proprio Andrea Pirlo il più forte giocatore con il quale ho giocato".

Perché non è mai arrivato in una grande squadra?
"Io ero stato cercato dal Milan quando ero a Cesena. Mi portarono in tourneè, il contratto era definito, ma i rossoneri non avevano giovani interessanti da dare al mio club in cambio del mio cartellino. Alla fine non se ne fece niente. Anche l'Inter mi cercò, ma anche in quel caso sfumò tutto subito. Io però non mi lamento: da giovane facevo il fabbro e lavoravo l'alluminio, chi avrebbe mai immaginato potessi arrivare a fare una carriera del genere? Sono super felice così".

Forse giocando in squadre di medio livello ha potuto concedersi qualche vizio. Come ad esempio la sigaretta a fine primo tempo, della quale tanto si mormora. Ma se la fuma ancora?
"Certo, l'ho sempre fumata e, anche oggi, almeno una me la fumo sempre: mi libera, mi fa sfogare e mi fa sentire giovane".

Saluta così "Tatanka", con la consueta umiltà e il solito sorriso. Si accende una sigaretta, in attesa di prepararsi per l'allenamento. A 43 anni vuole sentirsi ancora giovane, ma chi l'ha visto giocare può tranquillamente dire che rimarrà eterno: la grinta e la furia agonistica del "Bisonte da Muggia" non si dimenticheranno mai.

di Enrico Turcato

I VOSTRI COMMENTI

E.falcone - 09/11/10

A Dario...ma vaff.....lo va! Anche i piedi erano da fabbro!!! Una volta che ti ho preso al fantacalcio hai fatto capocchia....

Uno degli attaccanti piu scarsi...

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ErezioO - 09/11/10

Ogni anno si diceva ce era troppo adulto per nazionale e grandi squadr e ogni anno faceva gol a carrettate, sembrava non finire mai... ed infatti ancora non è finito! che uomo!!! :-)

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SuppostePerMoratti - 08/11/10

La sigaretta dei grandi Bomber...Hubner, Signori...Fumatori e capocannonieri, non è un caso

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fabcina - 08/11/10

grande darione quanto ci manchi

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paulinter - 08/11/10

Complimenti ad Hubner!

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joseforever - 08/11/10

Hubner maestro di vita...a brescia non ti dimenticheremo mai!!!

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GiSeiNoRei - 08/11/10

DARIO DARIO HÜBNER HÜBNER
Capocannoniere della Serie A nel 2002, il Trap lo doveva portare al mondiale!

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dajemirke - 08/11/10

GRANDE DARIONE HUBNER CI VORREBBERO PIU UOMINI COME TE X FAR RIVIVERE LA PASSIONE DEL CALCIO.

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