Ferrari, Alonso: "A Sochi correremo per Bianchi"

Lo spagnolo appoggia l'idea dell'abitacolo chiuso: "Troppi infortuni alla testa, nel 2012 a Spa anch'io rischiai di morire"

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Ferrari, Alonso: "A Sochi correremo per Bianchi"

"Siamo tutti vicini a Jules Bianchi, quando ci sono incidenti così non ci sono parole per descrivere quanto male ti senti. A Sochi correremo per lui". Sono dedicati esclusivamente al pilota francese della Marussia i pensieri di Fernando Alonso in vista del Gran Premio di Russia: "La Ferrari è scioccata, siamo preoccupati - prosegue lo spagnolo - ma cercheremo di ottenere un buon risultato anche per dimostrare il rispetto che abbiamo per Jules".

Incalzato dalle domande dei cronisti in conferenza stampa, Alonso dribbla quelle sul suo futuro e preferisce concentrarsi sul tema della sicurezza in pista, tornato purtroppo di stretta attualità dopo il gravissimo incidente di Bianchi domenica scorsa a Suzuka: “Ovviamente questo sarà un weekend difficile soprattutto a livello emotivo - dice il ferrarista -. Sull’incidente non ho un’opinione a riguardo, in quel momento non ero in pista. Credo che si sia un’indagine in corso, non conosciamo i dettagli e le informazioni necessarie per suggerire eventuali cambiamenti. Qualunque idea o sensazione a riguardo la condivideremo tra noi piloti. Posso dire, però, che sono tendenzialmente d’accordo con l’abitacolo chiuso. Si potrebbe almeno testare l’idea. Siamo nel 2014, abbiamo una tecnologia sufficiente. Perché non pensarci? Tutti i peggiori incidenti degli ultimi anni sono stati infortuni alla testa, quindi forse è la parte del problema sulla quale finora non abbiamo raggiunto il massimo della sicurezza. Nel 2012 a Spa avrei potuto morire alla prima curva, è stata una questione di dieci centimetri”.

La Ferrari a Sochi disputerà l’ultimo Gran Premio della gestione Luca Cordero di Montezemolo e Alonso non nasconde la stima nei confronti del presidente uscente: “E' stato molto vincente durante la sua carriera e ha dato un grande contributo alla Ferrari sia dentro che fuori dalla pista. Ho un enorme rispetto per la sua carriera e ho un rapporto molto positivo e amichevole con lui. Gli auguro ogni bene per il futuro”.

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I VOSTRI COMMENTI

plutonio33 - 09/10/14

credo che ormai le monoposto abbiano raggiunto livelli di sicurezza elevatissimi , piuttosto dovrebbero esistere norme non interpretabili per cui in caso di incidente in pista di qualsiasi genere entri automaticamente la safety car. Ho assistito personalmente ad un GP a Budapest dove una Lotus è andata in fiamme all'uscita dei box e la direzione gara non ha nemmeno esposto le bandiere gialle con le macchine che sfrecciavano vicino ai commissari che spegnevano l'incendio.

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cavroncitodelleasturie - 09/10/14

quanta confusione.....in un articolo si parla del fatto che Bianchi si è infortunato a causa della decelerazione di 50 G e non per eventuali colpi contro la gru con il casco che è stato protetto dal roll bar che ha tenuto benissimo.....(così era scritto) be allora a che servirebbe l'abitacolo chiuso in un incidente dove i danni sono causati da una decelerazione di 50 G?.....

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frankiebeerross - 09/10/14

Di sicuro fernando non viene a dire ai giornalisti cosa pensa veramente su quello che è successo e poi riguardo al futuro....................................beh,farà ciò che vorrà lui.............................logico nò?.

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nandop6 - 09/10/14

Una calotta di vetro non servirebbe a niente, forse sarebbe più pericoloso.

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