Formula 1, Arturo Merzario contro Rush: "Falsificazione della realtà"

L'uomo che salvò la vita a Niki Lauda critica la ricostruzione cinematografica dell'incidente del Nurburgring e la disinformazione della stampa

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Niki Lauda James Hunt (Ansa)

Come un mare in tempesta, Arturo Merzario è tornato a parlare di motori e, come nel suo stile, anche in quest'occasione non ha risparmiato proprio nessuno. Il comasco, 70 anni, pilota Turismo, Sport Prototipi e trofei monomarca, ha gareggiato in Formula 1 dal 1972 al 1979 ed è stato l'ultimo pilota italiano prima dell'arrivo di Michele Alboreto ad essere scelto dal Commendatore per guidare la Ferrari. Insieme a Guy Edwards, Brett Lunger e Harald Ertl, fu l'uomo che salvò la vita a Niki Lauda nel terribile incidente del Nurburgring, un episodio recentemente ripreso nel film "Rush" di Ron Howard, campione d'incassi al botteghino. 

Nel corso dell'ultima puntata della trasmissione televisiva Griglia di Partenza, Merzario ha espresso una dura critica nei confronti del film, incentrato sulla ricostruzione della stagione 1976 segnata dal duello Lauda-Hunt e dall'incidente dell'austriaco al Nordschleife: "È chiaro e palese e lo sa tutto il mondo: ci sono i filmati veri visibili facilmente su YouTube non quelli del film Rush che è una cag**a e, sottolineo, è un somaro il regista che ha travisato la reale verità nonché la realtà di quello che è successo; ma è un film e per ciò rimane tale".

In quell'occasione, in quel memorabile giorno del 1° agosto 1976, l'intervento di Merzario fu fondamentale per il salvataggio di Lauda, rimasto avvolto nelle fiamme dopo il terribile impatto: " Edwards, Lunger e Ertl si sono fermati per primi perché erano coinvolti nell’incidente. Io che sono arrivato qualche secondo dopo sono stato colui che ha salvato Lauda, anche se ho sempre avuto timore a dirlo e ho sempre cercato di sminuire la cosa e di non farmene uno scettro, dopo aver sentito queste ennesime falsità penso che sia ora che la smettano di travisare la verità".

Ma le accuse proseguono e l'ira di Merzario non si placa. Il comasco si scaglia contro gli organi di stampa, colpevoli di aver riportato notizie inesatte circa la realtà dei fatti: "Inutile che stia qui a raccontare come siano andate le cose perché tutto il mondo sa da 40 anni come andarono". Fu proprio grazie all'intervento di Edward con un estintore che Merzario riuscì a estrarre Lauda dall'abitacolo al terzo tentativo: un esempio di coraggio, generosità e altruismo d'altri tempi, un gesto nobile oggi poco ricordato.

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I VOSTRI COMMENTI

antiquark - 24/10/13

Il regista è Richie Cunningam, quello di Happy Days
Sarà anche bravo, ma la F1 l'ha vista solo sulle figurine

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pedralb - 24/10/13

Senza togliere nulla a Merzario, non capisco perchè giudica il film una cag*ata.
Non vuole essere un documantario e caso mai l' inesattezza è nell' incidente nella gara di F.3 inglese che non avvenne mai tra Hunt e Lauda, ma con Dave Morgan.
Manca invece un accenno al legame speciale tra Hunt e l' altrettanto indimenticabile campione di moto Barry Sheene ed ai loro mitici quindici giorni all' Hilton Hotel con 33 hostes della British....."Sex is a champion breakfast"

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gusemon - 24/10/13

il film racconta storie ed eventi realmente accaduti e quindi a questi deve attenersi, l regista può prendersi tutte le licenze artistiche del caso, ma non deve cambiare gli eventi. Se voleva scrivere una storiella sulla formula uno poteva farlo ma a quel punto non usi nomi come lauda hunt eccc eccc

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bergamota - 24/10/13

PinkPlane trovo di cattivo gusto la tua affermazione che Merzario sta rosicando, piuttosto trovo che il film abbia travisato la realtà, forse era veramente l'occasione per riconoscere a Merzario i merito sportivi ed umani che ha sempre avuto, un grande personaggio a suo modo unico in quel periodo, in f1 non ha vinto ma la sua carriera lunga 50 anni è la sua più grande vittoria!

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PinkPlane - 23/10/13

Merzario stia rosicando per il fatto che il suo nome non compaia nel film (e ciò non è bello), ma Rush non è una ricostruzione filologica degli eventi, ma un film, sintesi interpretativa a scopo ricreativo. Gli eventi non sono il fine ma un pretesto per poter raccontare le sensazioni vissute in quel periodo della F1, tra forzature e qualche licenza. Howard ci riesce? Sì, anche se lascia da parte il protagonismo narciso di Merzario che con tutto il rispetto, non è al centro della storia.

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