Un siciliano a Parigi: l'era di un nuovo ciclismo

Il significato del trionfo di Vincenzo Nibali, sedici anni dopo Marco Pantani

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DAVIDE DEZAN

Un siciliano a Parigi: l'era di un nuovo ciclismo

Un siciliano a Parigi, un ragazzo che come ogni corridore ha sognato questo momento fin da bambino, ci porta una volta ancora in cima al Tour de France. La durata dell'attesa ci dà la dimensione della sua impresa: 16 anni. Questa è la distanza dall'ultima vittoria, questo il tempo intercorso dalla maglia gialla di Pantani a quella di Vincenzo Nibali. In mezzo a loro un periodo che sembra non esistere più, al di là delle cancellazioni che la storia ha prodotto sull'albo d'oro della Grande Boucle.

Vincenzo ha compiuto le sue ultime pedalate verso la strada dei grandi campioni e ci consegna un'atmosfera che ha il sapore della ripartenza. Sì, perché se uno come Vincenzo arriva a vincere il Tour significa che il ciclismo è veramente cambiato, significa che una speranza vera, forte e luminosa si può riaccendere sul destino di uno sport martoriato da vent'anni di scandali di bugie e di vergogna. I furbi esisteranno sempre, come nella vita di ogni giorno, ma la vittoria di Nibali ci fa capire come vincere in modo pulito sia ancora possibile; e lo diciamo osservando in maniera ferocemente obiettiva il suo cammino da corridore, senza farci condizionare dalla conoscenza diretta di quel che è come persona.

Nibali arriva al successo più importante della sua vita a quasi 30 anni, e chi lo ha visto correre, giorno dopo giorno, ha davanti agli occhi una crescita lenta, costante e continua. Non un'esplosione improvvisa e fuori misura, ma un progressivo e naturale sviluppo di quelle che da sempre e ribadiamo, da sempre, sono state le sue attitudini e capacità naturali. La vittoria di Vincenzo ha un sapore di genuinità che non sentivamo più da tempo e che ci dà fiducia per il futuro, suo e del ciclismo. I Campi Elisi non rappresenteranno certo il punto d'arrivo della sua carriera, ma solo un passaggio prestigioso ed emozionante. C'è ancora tanta strada davanti alle sue ruote e sarà bello seguirlo, raccontarlo ed emozionarci con lui. Ma oggi è solo il tempo dei sogni perché vedere un italiano vincere il Tour è qualcosa di magico. Negli ultimi cinquant'anni di storia è accaduto solo tre volte: Gimondi nel '65, Pantani nel '98 ed ora Nibali. Non roviniamoci questo momento pensando a quel che non c'è. Godiamocelo fino in fondo sperando che magari per la prossima vittoria, forse, non dovremo più aspettare così tanto. Grazie Vincenzo!.

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Ciclismo
Tour de France
Nibali

I VOSTRI COMMENTI

ludo79 - 27/07/14

CONDIVIDO ........!!!!!!!!!!

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borabora09 - 27/07/14

Sottoscrivo in pieno.GRAZIE VINCENZO!

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