Zoff era pazzo

Trent'anni fa la parata che ha cambiato la storia

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SIMONE MALAGUTTI

Dino Zoff (Afp)

Manca un minuto, forse è l’ultimo sforzo, forse è l’ultima punizione della partita, l’ultima paura. Eder che batte da sinistra, la testa bionda di Oscar che si alza tre spanne sopra gli altri e schiaccia la palla verso l’angolo basso alla sinistra di Zoff. Il resto è un secondo, due al massimo, fatto di un’infinità di istanti: noi che guardiamo la scena col cuore in gola e pensiamo “oh no, è gol!”; Zoff che vola all’indietro come un gatto; noi che pensiamo “dai che la prende!”; noi che pensiamo “oh no, gli sta scappando”; lui che la tiene sulla riga e dice a tutti, noi compresi, “no! Non è gol!”. 

Ho parlato tante volte, con amici e colleghi, di quella parata. C’è chi dice fosse speciale per la capacità del nostro capitano di prevedere gli effetti devastanti di una eventuale respinta, con tanti brasiliani lì, pronti a ributtarla dentro. Non sono d’accordo, quella parata ha origini molto più lontane. Nasce dal modo che Zoff aveva di essere portiere e dalle conseguenze che il suo essere un grande portiere comportava: la ricerca della perfezione e dell’intervento migliore possibile. Ecco ciò che un vero, grande portiere deve essere: un bastian contrario nemico del gol, colui che con la perfezione deprime l’estro dell’avversario e lo condanna all’impotenza, colui che entra in scena quando non c’è più niente da fare e tutti si aggrappano a lui come ultima speranza.

E’ tutto condensato in quel secondo o poco più in cui noi, figli del Mundial ‘82, abbiamo visto la morte in faccia e poi gioito grazie a Zoff. Un grande portiere (non uno normale) che, forte della grandezza che gli viene riconosciuta, entra in scena quando ai compagni non resta che credere in lui, cerca un grande intervento (non un intervento normale) e uccide un grande Brasile riducendolo a un livello minimo. Contro quel mostro con la maglia grigia, che li ha privati anche di una seconda chance (la ribattuta o il calcio d’angolo), i giganti diventano piccoli, si sbracciano e invocano il gol, in un patetico tentativo di aggrapparsi a una svista, alla malafede di un arbitro, a una ingiustizia: l’esatta definizione del sentirsi impotenti.

Chi lo ha detto che nell’eterna divisione tra portieri riflessivi e portieri folli, Zoff faccia parte dei primi? Dino Zoff era pazzo eccome! Perché solo un pazzo avrebbe provato a bloccare quel missile all’ultimo minuto della gara che vale una carriera, a un centimetro dal gol e dall’ingiustizia (ci era stato annullato poco prima un gol regolare di Antognoni). Trent’anni fa, il 5 luglio del 1982, alle ore 18:59 circa , abbiamo vissuto un secondo speciale. Quel pazzo di Dino Zoff ci ha regalato paura, sollievo, liberazione, gioia… E una grande lezione: tendere al meglio in tutto ciò che si sceglie di fare. Non sempre, forse mai riusciremo a essere perfetti come fu lui in quel magico secondo, ma saremo in pace con noi stessi, e con chi crede in noi, per averci almeno provato.

I VOSTRI COMMENTI

Ualalla - 06/07/12

E fatele scrivere di più queste persono,Minello sono daccordissimo con te....bravo Simone Malagutti.

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Minnello - 05/07/12

complimenti per l'articolo, ha fatto sentire a un '91 come me le emozioni finali di una finale mozzafiato. complimenti a Simone Malagutti

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InterSuprema - 05/07/12

Secondo Nando Martellini, il telecronista dell'epoca, il colpo di testa sopracitato fu di Leandro non Oscar.
Zoff fu un grande portiere ed un grande capitano.
A mio avviso negli anni '70 Albertosi gli fu superiore.

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forzatrezegol - 05/07/12

Sinceramente credo che paragonare Zoff a Schumacher e soprattutto a Pfaff (che è ricordato più che altro per gli show che faceva nelle partite di esibizione, tipo Italia contro resto del mondo) mi sembra un'eresia. Altri sono i portieri con cui Zoff si gioca il titolo di portiere più forte del mondo e sono Jaschin, Banks, Sepp Maier (Germania'70) non Toni Schumacher!?!?!?!?!?!?
Per tornare nello specifico credo che quella sia stata la parata più importante della sua carriera.

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Mitiar1 - 05/07/12

calendino, penso che tu abbia citato due ottimi portieri , soprattutto Pfaff, ma credo anche che la differenza tra questi 3 portieri sia che uno ha vinto tantissimo anche e grazie alle sue parate. gli altri due no. del resto in una partita determinante (Italia-Brasile 3-2 nell'82) uno (zoff) ha fatto la parata della vita, l'altro (pfaff) ha fatto la papera della vita (Germania-Belgio 2-1 finale europeo 84). e purtroppo pur equivalendosi come portieri, queste cose fanno la differenza..

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pcju63 - 05/07/12

Ricordo quella partita come fosse oggi, mi vengono ancora i brividi a pensarci! Il nostro Dino "Nazionale" Zoff è leggenda!
Ricordo a tutti che all'epoca Dino Zoff aveva 40 anni!!
Che bello sarebbe poterti incontrare una volta ed una sola volta abbracciarti!! Grazie Dino!!

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Cairbre - 05/07/12

@calendino
scusa paragonare Jean Marie Pfaff (belgio) e Tony Harald Schumacher (germania) a zoff mi sembra un po ingeneroso per il grande dino, ottimi portieri , ma guarda cosa ha vinto e fatto zoff nella sua carriera , se per questo a me piaceva Higuita, quello si che era pazzo, ma niente a che vedere con zoff.

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calendino - 05/07/12

marino 989, Zoff era un buon portiere che faceva del piazzamento la dote migliore, non era sicuramente il migliore di quel periodo, ne cito solo 2 : Jean Marie Pfaff (belgio) e Tony Harald Schumacher (germania) , ma se 989 e' il tuo anno di nascita, sei scusato :)

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