Per l'Inter il nuovo Henry

L'olandese è una promessa del calcio europeo

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Per l'Inter il nuovo Henry

Nome e cognome sono tutt'altro che olandesi. Luc Castaignos in effetti ha radici francesi. La sua famiglia (papà transalpino e madre di Capo Verde) viene dall'Aquitania: da lì si muove verso l'Olanda 2 anni prima che nasca il futuro calciatore. La città dove cresce Luc è Schiedam, nel sud dell'Olanda: zona con mille problemi legati alla pesante immigrazione. E' il calcio che gli permette di crescere in maniera sana.

Calcio che entra pesantemente nella sua vita da subito. Gioca con l'Excelsior '20, club locale di matrice cattolica, fino a 13 anni. Mettendosi in mostra in un torneo a Rotterdam, entra nell'orbita del Feyenoord, prima vestendo la maglia di una società partner- lo Spartaan '20- passando poi all'accademia dei biancorossi.

Le tappe vengono violentemente bruciate. A 15 anni è nazionale under 16. Un anno dopo piomba nell'under 17 e si trasforma in una macchina da gol. Segna 11 gol nelle prime 14 partite con i giovani orange abbattendo il record di 10 di Vennegoor of Hesselink.

A 16 anni da poco compiuti firma il primo contratto da professionista col Feyenoord.

E' il 24 settembre del 2009 quando, a 3 giorni dal 17esimo compleanno, veste per la prima volta la maglia della prima squadra in una partita di Coppa d'Olanda. Inevitabile l'esordio anche in campionato, in una stagione- la scorsa- che si chiude con 3 apparizioni.

L'esplosione arriva quest'anno: Mario Been (l'ex giocatore del Pisa ora allenatore del Feyenoord) lo utilizza con continuità, parte 14 volte titolare segnando 6 gol. Nell'Under 19 olandese è top scorer con 9 gol in 14 presenze.

Queste le sue caratteristiche principali: è veloce e dotato fisicamente. Ha buona tecnica, discreto stacco aereo e, soprattutto, l'istinto del bomber. I suoi movimenti ricordano quelli di Henry, la stella di Arsenal e Barcellona. La somiglianza con Titì non è solo nello stile di gioco, ma anche nei tratti somatici. Deve solo migliorare col sinistro.

Numeri e caratteristiche lo proiettano verso il grande salto. L'Inter batte la concorrenza dei principali club europei e torna a battere la pista olandese. Anche perché con Sneijder ha cancellato i ricordi in chiaroscuro di Bergkamp, Davids, Van der Meyde, Seedorf, Winter e Jonk.