IL LIBRO

"Bruno Giacomelli - Continuavano a chiamarmi Jack O’Malley": la corsa di una vita, dentro e fuori pista

La biografia dell'ex pilota raccontata come fosse un romanzo

16 Lug 2026 - 11:58
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 © Foto da web

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Ci sono storie di motori che superano i confini dell’asfalto per diventare veri e propri romanzi di formazione. "Bruno Giacomelli - continuavano a chiamarmi Jack O’ Malley" è esattamente questo: un libro bellissimo, che profuma di quell'automobilismo romantico, epico e pericoloso degli anni '70 e '80, capace di catturare anche chi non ha mai masticato di pistoni e carburatori.

Il racconto parte con un brivido cinematografico. Siamo a Watkins Glen, Bruno è in testa al Gran Premio degli Stati Uniti dopo aver strappato una pole position stratosferica (quasi un secondo di vantaggio su un certo Nelson Piquet). Parla in prima persona, rompe la quarta parete e invita il lettore a guardare nei suoi specchietti retrovisori per scoprire come sia arrivato fin lì, "compreso come va a finire questa benedetta corsa, che al giro di boa sto dominando con la stessa nonchalance con la quale la mattina mi faccio la barba".

L'inizio perfetto per un viaggio a ritroso che parte da una cascina nella provincia di Brescia. È la storia di un ragazzo che, armato solo di passione e tenacia, rinuncia a una vita "normale" per inseguire un sogno a quattro ruote. Dopo i primi successi nelle formule minori in Italia, poco più che ventenne e senza spiccicare una parola di inglese, Bruno prende la decisione più difficile: emigrare nel Regno Unito. Una scommessa vinta grazie a un carattere d'acciaio e a un talento cristallino che lo porta subito a dominare: Campione inglese Shell di Formula 3 e trionfatore a Montecarlo, in una gara che all'epoca valeva quanto un Mondiale di categoria. Da lì, il passaggio in Formula 2 con un titolo europeo nel 1978 e un record di vittorie che resiste ancora oggi.

Poi, la Formula 1. Giacomelli diventa il volto del grande ritorno dell'Alfa Romeo nella massima serie, sotto la guida dell'ingegnere Carlo Chiti nella storica sede dell'Autodelta a Settimo Milanese. Sono gli anni della già citata pole a Watkins Glen e del podio a Las Vegas, conquistato in volata contro Alain Prost dopo una rimonta leggendaria.

Ma il libro non è solo una cronistoria di tempi sul giro. È il ritratto di una vita straordinaria fatta di scelte coraggiose e controcorrente. Bruno Giacomelli è infatti uno dei pochissimi piloti ad aver detto "no" a Enzo Ferrari, che lo aveva convocato subito dopo la vittoria di Montecarlo nel 1976. Una vita di incontri incredibili: da miti della musica come Elton John, George Harrison e Nick Mason (batterista dei Pink Floyd, con cui tuttora vanta una profonda amicizia) a star del cinema come Paul Newman, passando per leggende dello sport come Giacomo Agostini, Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi, Gilles Villeneuve e Patrick Depailler.

Un libro da non perdere.