IL LIBRO

Dejan Savicevic il Genio, la biografia ufficiale: la storia della leggenda del Montenegro

Il testo ripercorre la vita e la carriera di uno dei numeri dieci più fantasiosi della storia del calcio

di Enzo Palladini
22 Mag 2026 - 16:18
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 © Foto da web

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Di giocatori così ne nasceranno sempre meno. L’istinto puro, il senso della ribellione verso gli schemi precostituiti, la voglia di prendere in mano le sorti di una partita, sono caratteristiche che gli allenatori cercano di scoraggiare già dalle tappe intermedie, prima di arrivare ai livelli più alti. Giocatori come Dejan Savicevic sono destinati all’estinzione ed è un vero peccato per chi ama il calcio nella sua espressione artistica.

Non esisteva una vera biografia di Savicevic. Ci ha pensato Massimiliano Ruzzante per i tipi di Ultra. È una biografia ufficiale, avallata dallo stesso ex giocatore del Milan, oggi presidente della Federazione del Montenegro. È raccontata in terza persona, ma ci sono molti gustosi inserti declinati in prima persona dallo stesso Savicevic, come il primo, in cui racconta come ha scelto il calcio: “Da ragazzino – avevo sei o sette anni – ho provato con il karate, ma non sono durato tanto: forse un mese o due, poi a scuola cominciavo a picchiarmi con gli altri bambini, perché una disciplina come la boxe o il karate ti porta a diventare aggressivo”. Un bel biglietto da visita, che invia a leggere tutto il resto.

Ma c’è molto di interessante anche nella prefazione, scritta da Zvonimir Boban. Un croato, “Zorro”, e un serbo, “Il Genio”. Etnicamente nemici, nella vita grandi amici. Si conobbero giovanissimi da avversari su un campo di calcio e poi durante il servizio militare, svolto nell’esercito di quella che era ancora la Jugoslavia unita. Poi di nuovo insieme al Milan, dove un giorno sul campo di allenamento, Dejan, ancora a digiuno di lingua italiana, chiese all’amico di tradurre questa sua risposta a Fabio Capello: “Digli che è un asino, che non capisce un c…, che io non faccio male a nessuno, che non mi può dire cosa devo fare. Che lo dica a sua madre, non a me”.

La storia successiva racconta però di grandi vittorie e di grandi prestazioni, culminate con il bellissimo gol segnato nella finale di Champions League vinta per 4-0 contro il Barcellona di Johan Cruyff. Le pagine di Ruzzante descrivono giorno per giorno tutta l’avventura milanista, ma anche la fase successiva, il declino, il periodo trascorso nel Rapid Vienna a fine carriera, l’avventura da commissario tecnico della Nazionale montenegrina prima di diventare presidente federale.

Non c’è solo la prefazione di Boban a corroborare le imprese viste e vissute in prima persona dall’autore, ma anche una ricchissima documentazione tratta dai giornali dell’epoca, con numerose citazioni di Germano Bovolenta, il vero cantore del campione montenegrino, inventore del soprannome “Il Genio”. In uno degli ultimi capitoli vengono raccolte le sue confessioni più intime espresse nel corso degli anni e una riguarda anche il senso di essere mancino di piede e non di mano: I genitori e i professori non mi hanno dato il permesso di scrivere con la sinistra, ho dovuto adattarmi con la destra. All’epoca, nello Stato comunista, sai com’è… Ma pochi mancini hanno un buon piede destro, mentre più spesso i giocatori che tirano di destro possono essere bravi anche con il sinistro”.

Tra le righe del racconto trovano spazio anche i grandi protagonisti dell’epopea milanista, da Berlusconi a Sacchi, da Capello a Tabarez. Grande amore per il presidente, grandi conflitti con Don Fabio, grande rispetto per Baggio e Gullit. Un libro che può piacere ai milanisti ma anche ai non milanisti, perché racconta un calcio epico che le nuove generazioni non stanno vivendo.

DEJAN SAVICEVIC IL GENIO
La biografia ufficiale
di Massimiliano Ruzzante
Prefazione di Zvonimir Boban
Edizioni Ultra Sport
Pagine 230
€ 17,50