La storia antica e sempre nuova della squadra nerazzurra ripercorsa da due noti giornalisti accomunati dalla passione per la squadra iconica di Milano
di Gianluca Mazzini© libro
Il titolo Romanzo Inter spiega già (quasi) tutto. La curiosità è su come si sviluppa il racconto. Si tratta di un dialogo "epistolare" tra due noti giornalisti di comprovata fede nerazzurra: Michele Brambilla, inviato speciale e direttore di importanti quotidiani (oggi scrive per Repubblica) e Leo Turrini che ha firmato milioni di articoli per Resto del Carlino, Giorno e la Nazione. Quasi coetanei non hanno potuto, per ragioni anagrafiche, seguire da vicino l'Inter del Mago Herrera, diventare regina dei due mondi. Il libro si sviluppa tra un intercalare di ricordi e aneddoti, vittorie e sconfitte a partire dagli Anni '60 fino ad arrivare alla finale di Champions di Istanbul contro i miliardari arabi del Manchester City. Romanzo Inter è la fotografia di un grande e profondo amore dei due giornalisti per il club nerazzurro, come spiega Massimo Moratti nella sua prefazione.
Da sottolineare anche la postfazione di Roberto Boninsegna Bonimba che ricorda con dispiacere il suo passaggio dall'Inter alla Juventus dove ha pur vinto più che in nerazzurro ma al contempo esprime eterna fedeltà ai colori nerazzurri, sua unica squadra del cuore e del destino.
"Se una ha la fortuna di nascere e restare interista capisce il senso della vita che è sofferenza" spiega Brambilla, che nell’Olimpo nerazzurro colloca pochi e preziosi nomi: Mazzola ( "l'alfa e l'omega della mia passione"), Giacinto Facchetti e Ronaldo il Fenomeno "più grande di Pelè e Maradona". Turrini spiega che "se sei interista fin da bambino sai che nessuno ti regalerà nulla. E' più frequente la sconfitta della vittoria ma quando arriva è una gioia immensa". Il pensiero corre alla Champions alzata a Madrid nel 2010 da capitan Zanetti, ben 44 anni dopo i trionfi di Picchi e compagni.
Tra un ricordo e l'altro entrambi riconoscono che negli ultimi anni qualche soddisfazione a San Siro se la sono tolta. E anche la finale persa in Turchia dimostra che "L'Inter di Milano è tornata" secondo Brambilla subito rintuzzato da Turrini: "Vero, però, che lo Zanetti del Bernabeu non ha trovato un erede, tredici anni dopo"
Entrambi concordano con quello che diceva mister Trapattoni: "Uno scudetto vinto con la Beneamata ne vale cinque con la Vecchia Signora". E a proposito di Juve, Brambilla ricorda che "una sconfitta gloriosa può valere, ancora e sempre, più di qualunque successo taroccato".
Un ultimo omaggio entrambi gli autori lo rivolgono all'indimenticabile avvocato Peppino Prisco, vicepresidente dell'Inter dal 1963 al 2021. Il volume è dedicato proprio a lui e il perché è presto detto:" Valeva ben più di un top player, anche se non ha mai calcato un campo di gioco".