"Ciao ciao Cortina": chiuse le Paralimpiadi, "un faro nell'oscurità"
Allo Stadio del Ghiaccio la festa. Parsons: "I Giochi più belli di sempre"
© Getty Images
"Ciao ciao Cortina" è l'espressione apparsa all'interno dello Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo, durante la coinvolgente cerimonia di chiusura dei Giochi paralimpici invernali Milano Cortina 2026. L'impianto sportivo, simbolo dei VII Giochi invernali 1956, è stato radicalmente ammodernato e ampliato, proprio per questa edizione delle Paralimpiadi. La massima autorità presente era Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati. La cerimonia si è aperta con l'inno nazionale italiano cantato da Arisa, che ha accompagnato l'alzabandiera del Tricolore da parte della Polizia di Stato in uniforme storica.
Dopo la parte spettacolare, dopo la sfilata delle rappresentanze degli atleti - tutti applauditi dal pubblico -, è intervenuto Giovanni Malagò, presidente di Fondazione Milano Cortina 2026. "In questa cerimonia - ha sottolineato - c'è lo stesso spirito di tutti i Giochi: qui ha brillato un faro, in un mondo di oscurità. Finiscono le gare, ma resta l'eredità". Malagò ha sottolineato il grande apprezzamento internazionale per i Giochi italiani, la prima edizione diffusa sul territorio, una formula che sarà adottata già dal 2030, in Francia.
La bandiera con i tre agitos delle Paralimpiadi, mentre nello stadio echeggiava l'inno paralimpico, è stata ammainata dagli Alpini. Anna Scavuzzo vicesindaca di Milano e Gianluca Lorenzi sindaco di Cortina l'hanno consegnata al presidente Ipc Andrew Parsons, il quale l'ha infine affidata a Renaud Muselier e Fabrice Pannekoucke, amministratori delle regioni francesi della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi.
Il presidente del Comitato paralimpico internazionale ha concluso ricordando che "in questi Giochi si è celebrato il fatto che siamo tutti diversi, ma soprattutto il modo in cui questa diversità ci ha resi più forti. Sono state le Paralimpiadi più belle di sempre, con più atleti, 611, con più donne, con la maggiore copertura mediatica. L'eredità sta prendendo forma, grazie agli investimenti nella accessibilità".