MILANO-CORTINA 2026

Il miracolo di Fede in 315 giorni: dall'inferno alla speranza fino all'impresa che la rende leggenda

Tre settimane prima dei Giochi: "Se ci sarò? Non ho risposte ancora". Oggi un incredibile oro

di Antonella Pelosi
12 Feb 2026 - 15:13
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© italyphotopress
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"Tutti mi chiedono quando tornerò e se ce la farò per le Olimpiadi. Io a oggi non ho una risposta". Mancavano tre settimane al via di Milano-Cortina 2026 e Federica Brignone non aveva ancora sciolto i dubbi sulla sua presenza in gara dopo il terribile incidente del 3 aprile 2025 durante i campionati italiani, quanto riportò la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Uno stop che sembrava comprometterne la carriera. "C'è ancora bisogno di un po' di tempo, perché alla fine sono tornata sugli sci davvero da poco", aveva aggiunto la campionessa valdostana, protagonista di una vera e propria corsa contro il tempo. L'oro conquistato dalla 'Tigre' oggi nel SuperG sulla pista delle Tofane a Cortina ha dunque il sapore del miracolo sportivo: dall'inferno al paradiso in 315 giorni. La medaglia olimpica più preziosa si aggiunge all'argento conquistato nel Gigante di Pechino 2022 e ai due bronzi nel Gigante di Pyeongchang 2018 e nella combinata a Pechino 2022: Fede è sempre più nell'Olimpo dello sci azzurro.

A fine novembre il ritorno sugli sci. Dopo un lungo periodo di fisioterapia, la 35enne di La Salle si è rimessa gli sci e ha compiuto due giorni di test sulle nevi di Cervinia incontrando riscontri positivi: "All’inizio ero un po’ ingessata, giro dopo giro ho trovato un buon feeling, mi è sembrato di non avere mai smesso di sciare". La Brignone ha poi sorpreso tutti il 20 gennaio, quando al ritorno in gara a dieci mesi dall'infortunio ha chiuso con un incredibile sesto posto nel Gigante di Plan de Corones, a 1"23 dalla vincitrice, l'austriaca Scheib. "Sono orgogliosa di me, con l'adrenalina non ho sentito dolore - ha detto dopo la gara - Cosa dico a me stessa? Non lo so, ci devo pensare. Finalmente sono tornata anche io". Fede non si è arresa, è arrivata alle Olimpiadi con una manciata di allenamenti e due sole gare di Coppa all'attivo, il gigante di Plan de Corones appunto e il SuperG di Crans Montana. Le emozioni di portabandiera alla cerimonia di apertura a San Siro in spalla ad Amos Mosaner poi la prima gara olimpica nella discesa libera. E oggi l'impresa storica. Un oro immenso.