Lazio, Lotito: "Non c'è alcuna squadra in svendita. Con Sarri confronto, non scontro"
Il presidente biancoceleste chiude la telenovela Romagnoli: "Trattenerlo è un segnale chiaro di attenzione al progetto tecnico, non il contrario"
Il caso Romagnoli, le cessioni di Castellanos e Guendouzi, i rapporti tesi con Maurizio Sarri e la violenza ultrà. In uno dei momenti più turbolenti e delicati della sua ventennale avventura alla guida della Lazio, Claudio Lotito prova a fare chiarezza nel corso di un'intervista a Roma Today e risponde così alle parole che capitan Zaccagni avrebbe detto ai tifosi (“Siamo soli, noi e Sarri, stateci vicini”): "Nei momenti di difficoltà emotiva è normale che emergano tensioni. La società c’è, anche quando non fa proclami. Le risposte più forti arrivano con le decisioni, non con le parole. In meno di trenta giorni stiamo affrontando una sessione di mercato che avremmo dovuto fare in estate: sono arrivati Motta e Maldini e il mercato chiuderà il 2 febbraio".
Romagnoli vuole andare via? "Alessio è un professionista sotto contratto ed è un punto di riferimento per questa squadra. La società ha ritenuto che, in questo momento, la sua permanenza fosse fondamentale per il gruppo. Le dinamiche personali si gestiscono internamente, nel rispetto reciproco e dei ruoli. Il bilancio non si tutela solo vendendo - ha aggiunto Lotito - A volte si tutela mantenendo la solidità sportiva. La Lazio non fa scelte di corto respiro che rischiano di compromettere la stagione".
Il rapporto con Sarri? "Nessuno scontro, c'è un confronto che è una cosa diversa. La Lazio ascolta il proprio allenatore e poi decide assumendosi la responsabilità delle scelte - ha spiegato Lotito - Trattenere Romagnoli è un segnale chiaro di attenzione al progetto tecnico, non il contrario. Finita la distrazione del mercato, sono sicuro che ci sarà una serenità diversa e, come ho già detto altre volte, il campo tornerà protagonista".
C'è una squadra in svendita? "No. Non c’è alcuna squadra in svendita. La Lazio ha fatto valutazioni ponderate, tenendo conto degli aspetti economici e tecnici, scegliendo consapevolmente di non indebolire il gruppo e, soprattutto, di non mortificare le qualità di chi fa parte di questa squadra, che tra molte difficoltà è arrivata fino a questo punto. È una scelta di responsabilità, non di dismissione".
Sugli scontri ultrà: "Sono episodi gravissimi che danneggiano prima di tutto la Lazio. Proprio per questo il Club li condanna senza attenuanti e collabora attivamente con le autorità competenti. Quanto accaduto non riflette il vero spirito del tifoso laziale, che anche nei momenti di contestazione continua, in tanti modi, a stare accanto alla squadra e alla Società".