Scontri sull'A1 fra tifosi del Napoli e della Lazio: si va verso lo stop alle trasferte
Può essere ricalcato il provvedimento che ha già punito Roma e Fiorentina col divieto fino a fine stagione
di Marco MugnaioliAncora una volta ieri l'autostrada A1 è stata teatro di nuovi scontri tra ultrà quando un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno di sostenitori della Lazio, di rientro da Lecce, sono entrati in contatto (a volto coperto, con mazze e bastoni) lungo la carreggiata nord, che è stata bloccata per alcuni minuti causando disagi alla circolazione e agli automobilisti. Per fortuna non si segnalano feriti, ma come già accaduto solo una settimana fa sempre sull'A1 coi tifosi di Roma e Fiorentina, lungo l’autostrada si muovevano a piedi e armate decine di persone con il volto coperto. E proprio come accaduto nel caso degli scontri tra ultrà viola e giallorossi della settimana scorsa, sembra probabile che la sanzione in arrivo sia lo stop alle trasferte fino al termine della stagione per tutti i tifosi di Napoli e Lazio.
Ottanta tifosi laziali sono stati intercettati al casello di Monte Porzio Catone e identificati, altri soggetti sono stati fermati nell’area di Piazza Don Bosco, poi in serata, a Torino, sono stati identificati altri 300 e oltre tifosi del Napoli: "La posizione di ciascuno degli identificati sarà attentamente vagliata anche all’esito della ricostruzione del contatto", ha fatto sapere la Questura di Roma e per i responsabili scatterà sicuramente il Daspo, ma il Viminale ha già dato il segnale di una linea dura e ci si attende la stessa sanzione.
Si va quindi verso un nuovo divieto di trasferta, misura richiesta anche dai sindacati di polizia. L'ufficialità arriverà martedì al termine della riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ma non è escluso anche l'intervento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
GRAVINA: "SCONTRI TIFOSI? PUNIRE TUTTI È UNA SCONFITTA"
"Il tema degli scontri tra tifosi non ci lascia indifferenti. Dispiace per quello che avviene perché il calcio deve essere un momento di socializzazione che si rivolge a soggetti ben determinati come i tifosi. Punire tutti è una sconfitta. Gli avvenimenti al di fuori dello stadio dipendono molto dal Ministero degli Interni e abbiamo un grande rapporto di collaborazione". Così Gabriele Gravina, presidente della Figc, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio Federale. "Cerchiamo sempre di più di individuare le singole responsabilità perché ci dispiace di privare parte della comunità di seguire determinati eventi. Non si può fare finta di nulla nel momento in cui a chilometri di distanza avvengono degli scontri pre organizzati", ha aggiunto. Quanto al ruolo delle società "per tutto quello che può avvenire negli stadi, devono attivare meccanismi di garanzia, controllo e vigilanza assumendosi le proprie responsabilità. Come sistema dobbiamo collaborare e dare la massima disponibilità a lavorare con gli organi di giustizia. Non possiamo consentire questa modalità di darsi appuntamento sulle strade provinciali e sulle autostrade per gli scontri. Dispiace la penalizzazione di soggetti virtuosi. Vanno perseguiti coloro che commettono reati e non tutta la comunità", ha sottolineato Gravina