LA REAZIONE

Inter allibita (e infastidita) per il coinvolgimento nel terremoto arbitrale

Da Viale della Liberazione, oltre a stupore e dubbi sui capisaldi su cui si basa l' indagine, filtra tranquillità. In questa fase dell'inchiesta i nerazzurri non rischiano nulla: nessun tesserato risulta coinvolto o indagato

26 Apr 2026 - 11:15
 © IPA

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Un fulmine a ciel sereno. L'Inter stava vivendo una normale giornata di vigilia prima della gara contro il Torino che potrebbe portare 3/4 di tricolore (mancano infatti soltanto 4 punti per diventare aritmeticamente campioni d'Italia). Poi il terremoto che ha scosso ancora una volta l'intero sistema calcio italiano: Gianluca Rocchi è stato indagato per concorso in frode sportiva.

Cosa viene contestato all'Inter

 Tre le partite sotto le lente degli inquirenti anche una dei nerazzurri: quel pazzo Inter-Verona nella stagione della seconda stella, deciso da un gol di Frattesi. Oltre a diverse partite, l'inchiesta della Procura di Milano si concentra su presunte "designazioni combinate" con arbitri più o meno graditi dai nerazzurri. 

La posizione della società

 Al momento però da Viale della Liberazione, oltre allo stupore, filtra tranquillità. In questa fase dell'inchiesta i nerazzurri non rischiano nulla: nessun tesserato risulta coinvolto o indagato. Quello che agli occhi dei vertici nerazzurri risulta un po' grottesco è che le gare in cui ci sarebbero state ingerenze per la scelta del direttore di gara sono state quelle decisive per la perdita di due trofei: Bologna-Inter 1-0, con la sforbiciata nei minuti finali di Orsolini, e Inter-Milan 0-3, semifinale di ritorno di Coppa Italia. In più c'è anche una certa amarezza per l'ennesimo colpo a Bastoni, tirato in ballo a due anni di distanza per la gomitata a palla lontana su Duda pochi istanti prima del gol di Frattesi in Inter-Verona.

Il presunto summit con Rocchi

 I vertici nerazzurri sono rimasti sorpresi anche per il presunto summit con Rocchi durante la semifinale d'andata di Coppa Italia tra Milan e Inter in cui la dirigenza avrebbe concordato con il designatore gli arbitri per la gara di ritorno di Coppa Italia e quella di Bologna. Da Viale della Liberazione fanno notare come un San Siro strapieno per il derby non fosse esattamente il luogo ideale per un incontro, in teoria, "top secret". Anche la stessa designazione di Doveri per la semifinale di ritorno, secondo le carte dell'inchiesta arbitro "sgradito" dalla dirigenza Inter, per non averlo in una potenziale finale sembra un ragionamento macchinoso.

Bisseck-Ndicka nell'esposto di Rocca

 Inoltre ai nerazzurri non è sfuggito che nell'esposto di Domenico Rocca, quello che di fatto ha dato il via all'indagine, sia menzionata anche Inter-Roma, altra partita decisiva per la corsa scudetto della passata stagione, in cui non venne assegnato un calcio di rigore per un fallo di Ndicka su Bisseck. Una situazione che, dopo mesi, Rocchi aveva bollato come errore. Nell'esposto di Rocca si legge: "Ma perché in Inter - Roma, Gervasoni super visore di giornata non "bussa" ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell'Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli". 

L'Inter, in ogni caso, ha deciso di non commentare con un comunicato ufficiale la situazione. È molto probabile che nemmeno oggi in occasione del match con il Torino la società decida di esprimersi sulla vicenda. La data da cerchiare in rosso sul calendario sarà il 30 aprile, quando Rocchi verrà ascoltato dalla Procura. A quel punto, forse, si avranno maggiori elementi per capire quale sia il reale coinvolgimento dell'Inter e, nel caso, cosa rischino i nerazzurri.