Crisi Milan, Inter preoccupata: c'è un progetto stadio da portare avanti
Il presidente nerazzurro Marotta: "In Italia la burocrazia è molto lenta, ci siamo arenati, grazia alla tenacia della nostra proprietà e di quella del Milan siamo andati avanti". E ora...
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Non solo i tifosi del Milan. Anche l'Inter osserva da vicino e con una certa preoccupazione la situazione del club rossonero, al momento senza dirigenza e senza allenatore dopo la decisione di Gerry Cardinale di liquidare Allegri, Furlani, Tare e Moncada in un colpo solo. In comune con il Milan c'è infatti il progetto del nuovo stadio. Il 5 novembre 2025 San Siro è diventato ufficialmente di proprietà di Inter e Milan con la firma del rogito per il passaggio di proprietà dell'impianto e delle aree limitrofe dal Comune di Milano ai due club. La vendita del Meazza alle due società ha dato il la al nuovo progetto: "Avrà 71.500 posti quindi conserveremo la capienza attuale. E faremo in meglio ciò che oggi offrono stadi inglesi, francesi e tedeschi - aveva detto qualche mese fa il presidente del Milan Paolo Scaroni a Dazn parlando del nuovo impianto - Perché costruirlo insieme all'Inter e non da soli? Ci abbiamo messo 7 anni per fare uno stadio nuovo, chissà quanto tempo ci avremmo messo per farne due a Milano... Da questo punto di vista essere insieme è stata una soluzione, anche perché Inter e Milan hanno le stesse esigenze e questo semplifica tutto".
Sul tema stadio è tornato il presidente dell'Inter Beppe Marotta dal palco del Festival della Serie A a Parma. "Lo stadio sviluppa risorse economiche e serve un prodotto moderno, ospitale. San Siro è un'icona mondiale, ma è uno stadio datato che non ti dà comfort come sky box o altre attività durante la settimana. Il Real vuole arrivare a mezzo miliardo di introiti, noi raggiungiamo 90-100 milioni e qui c'è già un gap con Spagna e Premier League. Se uniamo questo a un concetto di sicurezza ti porta a dire che vogliamo lo stadio nuovo. È un'esigenza ma in Italia la burocrazia è molto lenta, ci siamo arenati, grazia alla tenacia della nostra proprietà e di quella del Milan siamo andati avanti. Dal punto di vista emozionale avere una propria casa sviluppa il senso di appartenenza, ti dà quella forza in più che ti porta a raggiungere qualche punto in più in classifica. La squadra ti dà il 90-95%, il resto arriva da altre componenti".