Malagò: "Milano-Cortina sono stati i Giochi dell'Orgoglio, l'Italia non spenga fiamma"
E poi continua: "Le Olimpiadi 2040 a Roma partita aperta ma coniugare entusiasmo e realtà"
© IPA
Quelle di Milano Cortina sono state "le Olimpiadi dell'orgoglio, dei giovani e delle medaglie". Lo afferma il presidente del Comitato organizzatore dei Giochi, Giovanni Malagò, che in una intervista al Corriere della Sera invita l'Italia a "non spegnere la fiamma" e sostiene che la partita per portare i Giochi estivi del 2040 a Roma sia "aperta" ma, aggiunge, "ci vuole una politica unita". Per Malagò è "bello che si parli di Roma, Firenze, Venezia ma i ragionamenti si faranno dopo aver conosciuto il quadro globale".
Perché la partita entri nel vivo c'è ancora tempo. Accadrà, secondo l'ex presidente del Coni, "nel 2028 con la costruzione di una candidatura e quindi di un dossier. A quel punto i soggetti coinvolti saranno tre: il Cio, dove se la salute mi assisterà continuerò a rappresentare l'Italia; il governo che deve dare le garanzie; il comune o i comuni delle città interessate. Ma serviranno anche garanzie di avere organi politici nazionali e locali di lunga durata, almeno 4-5 anni (nel 2027 in Italia ci saranno le elezioni, ndr), alla luce di ciò che è successo in passato". Occorre insomma "seguire l'evoluzione", senza farsi prendere dai facili entusiasmi. "L'entusiasmo è bellissimo ma va coniugato con la realtà. Roma è imprescindibile per la sostenibilità - sostiene Malagò in un colloquio col Messaggero - Uno dei requisiti per candidarsi è avere già uno stadio attrezzato per l'atletica da almeno 60 mila posti, e c'è. Tutto il resto si può organizzare".
Per Malagò - al quale lunedì il Cio ha assegnato l'ordine olimpico in oro come per il presidente Mattarella e la premier Meloni dopo che domenica fonti sportive accreditate avevano annunciato per lui quello d'argento - il presente sono le Paralimpiadi invernali. "Mi trovo a organizzare una manifestazione che ha preso una decisione completamente diversa da quella del Comitato Olimpico", dice a proposito della decisione di far partecipare russi e bielorussi con bandiere e inni. "Non è bello. Il Comitato Paralimpico ha voluto dimostrare di essere indipendente e noi abbiamo subito questa decisione, purtroppo", conclude Malagò, secondo cui "c'è un rischio più alto di problematiche rispetto alle Olimpiadi. A cominciare dal fatto che alcune delegazioni si sono rifiutate di sfilare alle Paralimpiadi, questo ho il dovere dirlo".