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Audi e Cadillac: che fatica la Formula 1!

I riflettori si sono accesi sulle evidenti difficoltà dei due giganti debuttanti

di Tommaso Marcoli
20 Feb 2026 - 15:13
 © Getty Images

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L’attesa per l’ingresso dei nuovi costruttori in Formula 1 si è scontrata con la dura realtà della pista di Sakhir. Nonostante le ingenti risorse investite, sia il team tedesco sia quello americano hanno mostrato lacune preoccupanti sul fronte dell’affidabilità e prestazione pura. Audi, che ha rilevato la struttura Sauber per trasformarla in un team ufficiale con power unit propria, ha dovuto affrontare una serie di problemi, come ammesso dallo stesso Mattia Binotto. La Cadillac, d’altro canto, è apparsa la più in difficoltà del lotto, chiudendo spesso le sessioni in fondo alla classifica dei tempi e con un chilometraggio sensibilmente inferiore alla concorrenza.
Tra "problemi di gioventù" e ritardi tecnici
La casa dei quattro anelli ha vissuto giorni complessi, segnati da diverse interruzioni causate da guasti alla neonata power unit. Nico Hulkenberg è stato protagonista di una bandiera rossa nel primo giorno a causa di un blackout elettrico che ha ammutolito la sua R26. Sebbene il design della vettura sia stato giudicato innovativo dagli esperti, l'integrazione tra il motore elettrico e la componente termica sembra essere ancora acerba. I distacchi cronometrici dai leader, costantemente sopra i due secondi, suggeriscono che il lavoro di ottimizzazione sia solo all'inizio e che il team debba ancora sbloccare il vero potenziale del pacchetto aerodinamico. Tuttavia, a Ingolstadt non mancano le competenze tecniche e le passate esperienze - positive - nel motorsport sono una solida base da cui partire. Non è da escludere a priori che il team di Binotto possa essere una sorpresa a stagione in corso.
L'incubo dell'affidabilità e il gap prestazionale
Per il team americano l’esordio è stato ancora più brusco. La monoposto guidata da Sergio Perez e Valtteri Bottas ha sofferto cronici problemi di surriscaldamento che hanno costretto i meccanici a lunghe soste forzate ai box. Le difficoltà di raffreddamento hanno impedito ai piloti di effettuare simulazioni di gara complete, lasciando la squadra con pochissimi dati sui long run. Oltre alla scarsa resistenza meccanica, la vettura è apparsa nervosa nelle curve a bassa velocità, segno di un equilibrio aerodinamico ancora precario. Con distacchi che in alcune sessioni hanno sfiorato i quattro secondi dai migliori.