I giornali sportivi: 5 febbraio 2026
© Rassegna Stampa
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Tra l'ombra di Inzaghi e il duello col Milan, ecco il piano nerazzurro per il prosieguo della stagione
di Stefano FioreL'Inter avanza in Coppa Italia e non molla nulla scegliendo la strada delle grandi squadre, quelle che preferiscono giocare ogni tre giorni senza scegliere su quale competizione puntare e quale invece snobbare, accettando di conseguenza il rischio di un aumento degli infortuni, di accumulare più stanchezza e, ovviamente, di arrivare scarica nei momenti decisivi della stagione. Insomma: meglio la competitività a ogni costo che la "certezza" (relativa, è chiaro) di alzare un trofeo.
Questo il concetto espresso da Cristian Chivu nella conferenza stampa post-Torino, con la reazione dura del tecnico rumeno quando gli viene chiesto se la semifinale di Coppa Italia non rischiasse di impattare troppo su un calendario già fitto di impegni considerata la Champions League e la corsa scudetto in cui il Milan, che avrà solo il campionato da disputare, non sta mollando un colpo: "Arriviamo in semifinale e ci sono critiche? Allora non capisco un ca... di calcio! Siamo ambiziosi, non parlo di scudetti, Triplete o coppe: abbiamo voglia di giocarcela su ogni fronte, gestendo le energie ogni tre giorni. Giocheremo la partita prima della semifinale, poi la semifinale e poi il derby, poi si può vincere o perdere ma sempre a testa alta".
Parole che hanno diviso la tifoseria interista, ancora scottata dall'epilogo della scorsa stagione quando, dopo il celebre segno "tre" con la mano di Simone Inzaghi a testimoniare come la squadra volesse inseguire - almeno nelle intenzioni - il Triplete, alla fine non erano arrivati trofei: prima il sanguinoso finale di campionato col 2-2 contro la Lazio che aveva virtualmente consegnato lo scudetto al Napoli poi il tremendo 0-5 in finale di Champions contro il Psg.
A Chivu bisogna dare il merito di aver risollevato e rigenerato una squadra svuotata dopo quei due match ma anche di aver lavorato per ampliare maggiormente le rotazioni nelle varie competizioni, vedi Kamate e Cocchi titolari ieri sera, venendo anche avvantaggiato da alcune situazioni (Bonny e Pio Esposito danno più garanzie di Taremi, Arnautovic e Correa mentre lo Zielisnki di questa stagione è imparagonabile, anche fisicamente, rispetto a quello del 2024/25). Lui sa come si vince un Triplete, avendolo vissuto sulla propria pelle da giocatore, e dunque ragiona di conseguenza anche se probabilmente dovrà differenziarsi soprattutto in una cosa rispetto al suo predecessore: la gestione reale delle motivazioni e il realismo della bilancia.
Nel primo caso è chiaro come i tifosi dell'Inter non vogliano vedere, come l'anno scorso, una squadra in Champions (stra-motivata e concentrata e un'altra in campionato (che andava al minimo, soprattutto una volta trovato il vantaggio): troppa discrepanza non aiuta a tenere tutti sulla corda in tutte le competizioni, col rischio di beffe. E poi guardare l'obiettivo con ambizione ma senza voler toccare il sole per fare la fine di Icaro: se si andrà avanti in Champions e l'urna agli ottavi regalerà buone nuove è normale fare un pensierino ad andare anche ai quarti od oltre, in caso di sfide contro le big europee servirà mettere una mano sul cuore e capire se dare il 110% per poter pareggiare chi ha altre rose, altri bilanci e fa altri investimenti non rischia di vanificare quanto fatto in 23 giornate di campionato. Il Milan spera nel fare il colpaccio del Napoli l'anno scorso, tanti tifosi nerazzurri hanno lo stesso timore: hai voglia a parlare di risultatisti, ma solo a maggio vedremo chi avrà avuto ragione.
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