LA RECENSIONE

Un libro a settimana: Qatar 2022 - un mistero mondiale

Gianluca Mazzini, vicedirettore Sportmediaset, racconta come l'Emirato si stia preparando ad avere gli occhi di tutto il mondo addosso

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Tra tre anni esatti, il 21 novembre del 2022, prenderà il via l’edizione più strana di un campionato del mondo di calcio. Qatar 2022 sarà il mondiale delle prime volte. Prima volta in inverno, prima volta in Medio Oriente, per esempio. Ma anche ultima volta con 32 partecipanti. Dall’edizione del 2026, quella ospitata da tre Nazioni (Canada, Messico e Stati Uniti) le Nazionali saranno 48. Quella che terrà gli appassionati di calcio attaccati alla televisione dall’ultima settimana di novembre ai giorni che precedono il Natale del 2022, però, è anche l’edizione che si porta dietro mille domande e altrettanti misteri. Per rispondere alle prime e svelare i secondi, Gianluca Mazzini, Vicedirettore di Sportmediaset, ha scritto un libro, edito da Lupetti, che chiarisce alcuni aspetti ancora poco chiari e racconta come il Qatar si stia preparando ad avere gli occhi di tutto il mondo addosso.

C’è da capire, per prima cosa, come abbia fatto il ricchissimo Paese mediorientale a ottenere l’organizzazione del più importante evento calcistico vincendo la concorrenza di grandi potenze e convincendo la Fifa a rivoluzionare il calendario calcistico mondiale. L’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022 hanno contribuito a far saltare la poltrona di Sepp Blatter e Michel Platini, i vertici del calcio planetario. I soldi possono tutto, insomma. Ma c’è anche poco da fare i moralisti se pensiamo a quanto il Qatar sia già dentro, e da un po’ di tempo, al calcio mondiale. Ai più alti livelli.

L’acquisto del Psg, lo sforzo economico per portare Neymar a Parigi, la sponsorizzazione dei club più prestigiosi, l’organizzazione di grandi eventi sportivi. A Doha, però, hanno anche pensato al futuro con la creazione dell’Aspire, l’accademia sportiva per crescere i campioni del domani e per limitare le polemiche intorno ai “naturalizzati”, i giocatori importati dall’estero, soprattutto, che hanno ottenuto la cittadinanza qatarina. Mazzini parte da lontano, spiega come un piccolo Stato tribale sia arrivato ad essere una potenza mondiale in pochi decenni, la capacità di sfruttare l’informazione, con uno dei più importanti network del Pianeta, Al Jazeera, ma anche le accuse, tra cui quella clamorosa del Presidente francese Macron, di aver contribuito, insieme all’Arabia Saudita, al terrorismo.

La scelta di investire pesantemente sullo sport e sui media, come conseguenza, è una precisa strategia per promuovere e migliorare l’immagine dello Stato. Nessuna Nazione, però, può permettersi di organizzare un Mondiale con una squadra che non sia all’altezza di una competizione così importante. La parte dedicata all’organizzazione calcistica e alle qualità tecniche del calcio del Qatar è illuminante in questo senso. Il torneo nazionale, la Qatar Stars League, è un campionato a 14 squadre e già nel recente passato ha avuto modo di mettere in mostra campioni assoluti a fine carriera come Guardiola, Batistuta e Raul mentre negli ultimi anni sono stati protagonisti giocatori del livello di Sneijder, Xavi ed Eto’o.

La Nazionale, guidata dall’allenatore spagnolo Felix Sanchez, ha vinto l’ultima edizione della Coppa d’Asia battendo in finale il Giappone e non ha sfigurato nella Coppa America in Brasile la scorsa estate. Particolarmente interessanti anche gli aspetti legati alla costruzione di stadi avveniristici, con il corredo di polemiche legate alla sicurezza degli operai chiamati a costruire queste spettacolari cattedrali nel deserto e ai rapporti sempre più stretti tra il Qatar e il nostro Paese. 

TITOLO: Qatar 2022 - Un mistero mondiale
AUTORE: Gianluca Mazzini
EDITORE: Lupetti
PAGINE: 180
PREZZO: 24,9 euro

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