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Azzurri d'oro sulla scia di Armin Zoeggeler, ora dt. L'azzurro Rieder, oro con Kainzwaldner: "Incredibile"
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"Mi mancano le parole. Dopo la prima manche non abbiamo pensato a niente ma solo a fare il nostro meglio. Abbiano fatto una seconda manche perfetta. Abbiamo dato una risposta a tante persone che hanno criticato questa pista. Dedico la vittoria ai miei genitori ma soprattutto a tutta l'Italia". Così la slittinista azzurra Andrea Voetter dopo la conquista dell'oro nel doppio femminile ai Giochi di Milano Cortina in coppia con Marion Oberhofer. "È stato stupendo, all'inizio ero un po' nervosa, abbiamo fatto piccoli errori ma poi la seconda discesa è stata stupenda, da 10 stelle. Sono le mie prime Olimpiadi, sono molto contenta. Ora domani in pista per la staffetta, poi abbiamo bisogno di una settimana per festeggiare", ha aggiunto Oberhofer, nata a San Candido, il paese che ha dato i natali a Jannik Sinner. E ancora in zona mista: "Un modello nello sport a cui ci siamo ispirate? Lindsey Vonn, peccato sia caduta, è una persona molto forte, ha fatto tanto per le donne. Non sono riuscita a vederla a causa degli allenamenti", ha aggiunto Voetter. "La prima manche non è andata così bene, abbiamo analizzato e poi la seconda manche è stata perfettissima, per quello siamo riusciti a vincere la medaglia - hanno aggiunto - È un sogno che avevamo da bambine, Dominik (Fischnaller, ndr) ha fatto una bella gara qui con il terzo posto. È stupendo e ci ha aiutato, è un oro per tutta la squadra". "Per me è stato un onore iniziare a lavorare con Andrea che quattro anni fa mi ha chiesto di scendere insieme, poi abbiamo iniziato subito abbastanza bene - ha aggiunto Oberhofer - Nel nostro primo anno abbiamo vinto in Coppa del Mondo. È stato un grande successo. Siamo riusciti a fare qualcosa di speciale". "È incredibile, ho peso la voce, sono troppo felice" ha detto Emanuel Rieder, che in coppia con Simon Kainzwaldner ha conquistato l'oro nel doppio uomini. "Stando a casa sono senza parole", gli fa eco Kainzwaldner, che ricorda un momento personale: "Qualche settimana fa, un mio amico è morto, e sapevo che era sulla slitta con me e abbiamo vinto. Aveva solo 29 anni".
In Italia lo slittino lega il nome soprattutto ad Armin Zoeggeler, uno degli atleti più forti di tutti i tempi e che ha dominato la scena internazionale nell'arco di tre decenni dagli anni '90 fino al 2014. C'è ancora lui dietro l'exploit della squadra azzurra a Milano Cortina. "Il cannibale" - il suo soprannome - è il direttore tecnico della Nazionale che sta facendo incetta di podi sulla pista Monti.