MILANO-CORTINA 2026

Brignone emozionata dopo l'oro: "È incredibile, l'adrenalina mi scorre nelle vene"

La "tigre" azzurra ha graffiato l'Olimpia delle Tofane con l'oro olimpico e si è lasciata andare alla commozione 

12 Feb 2026 - 17:03
 © italyphotopress

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Federica Brignone è risorta vincendo l'oro olimpico in SuperG dopo il calvario iniziato nello scorso mese di aprile con la caduta che gli ha provocato la frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre a una lesione del comparto capsulo-legamentoso mediale e una lesione del legamento crociato anteriore. La "tigre" a caldo non ha nascosto la commozione per il capolavoro appena fatto.

La portabandiera dell'Italia alle Olimpiadi di Milano-Cortina ha vinto l'oro nel superG sulla pista dell'Olimpia delle Tofane chiudendo il cerchio dal gravissimo infortunio che l'ha tenuta fuori per tutta la prima parte della stagione. La Brignone ha commentato così a Rai Sport subito dopo la sua prova: "È incredibile. Sono ancora emozionata e ho l'adrenalina che mi scorre nelle vene. Oggi ero molto tranquilla, volevo sciare fluida, morbida e fare questa gara a tutta. Era un SuperG da fidarsi, fare qualche errorino, però non ho cercato di fare la linea perfetta ma di fare tutte le curve più veloce possibile". La vincitrice della Coppa del Mondo 2024/2025 ha continuato non nascondendo la grande sorpresa per lo splendido risultato ottenuto: "Non pensavo che avrei potuto vincere, è incredibile. Forse ce l'ho fatta oggi perché l'oro olimpico non mi mancava".

La sciatrice di La Salle ha svelato i suoi pensieri prima della sua discesa in pista: "Ho pensato a sciare, ho cercato di fare il mio massimo, ho detto o la va o la spacca ma non pensavo di poter vincere l'oro". Federica Brignone si è detta sorpresa del sensazionale risultato ottenuto: "Non me lo sarai mai aspettato, mai nella vita proprio, è qualcosa di speciale. Forse ce l'ho fatta proprio perché non mi mancava, sapevo di avere già fatto il massimo ed era solo un più, è stata la mia forza. Ero tranquilla, mi valutavo una outsider ma ho detto, o fai tutto o non viene il risultato, quindi è qualcosa di speciale".

Davide Brignone ha raccontato così il SuperG d'oro della sorella: "La Federica di sette anni fa, o anche di cinque, non avrebbe vinto questo oro: oggi lei ha unito l'esperienza alla forza mentale, che le è servita a recuperare dall'infortunio, mettere insieme tutti i pezzi e fare la gara giusta al momento giusto". Il fratello di Federica ha svelato come ha seguito la gara: "Ero sulla mia panchetta della sofferenza, al cancelletto di partenza".

Lacrime di gioia per Maria Rosa 'Ninna' Quario, madre di Federica Brignone, nel parterre a bordo pista: "Davvero prima della gara le avevo detto 'l'importante è arrivare al traguardo. Poi quando lo ha tagliato, ho capito che aveva fatto un buon tempo, e lì è cominciata la sofferenza...".  La madre ha rivelato come ha vissuto la famiglia i momenti difficili dopo la caduta, l'intervento chirurgico e nei mesi di riabilitazione: "È stata Federica a confortare noi, quando eravamo giù ci diceva 'ma è solo una gamba...".

"Vista la frattura non era immaginabile". Così Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica Fisi e chirurgo che ha operato Federica Brignone lo scorso aprile, di fronte all'impresa dell'azzurra. Due operazioni dopo, una a Milano alla clinica la Madonnina e una al J Medical di Torino, invece Brignone ha battuto tutte. "Se fosse una persona normale - ha spiegato Panzeri -, oggi sarebbe ancora in riabilitazione. Lei ci ha messo tanto del suo, tantissimo, ma su questo non avevamo alcun dubbio", perché "la campionessa fa sempre la differenza". Certo ogni caso è diverso ma, ha ricordato Panzeri, ci sono "calciatori che ci mettono 9-10 mesi per un crociato". Mentre Federica ha gareggiato e vinto con in corpo una placca in metallo e almeno 7 o 8 viti. Ormai finita la riabilitazione ora "si parla di riatletizzazione, controllo del dolore" perché "comunque il ginocchio fa male".