Eventi

Tutte le carambole di Albert Park, il circuito del GP d'Australia

Tra asfalto semi-cittadino e vie di fuga ravvicinate, il circuito australiano ha regalato al Circus alcune degli incidenti più spettacolari e spaventosi degli ultimi trent’anni

di Redazione
04 Mar 2026 - 16:17
 © Getty Images

© Getty Images

Dal 1996 il Gran Premio d’Australia apre spesso la stagione mondiale e, con monoposto ancora in fase di rodaggio e piloti affamati dopo l’inverno, Melbourne è diventata teatro ideale per incidenti clamorosi. Il tracciato ricavato attorno al lago alterna tratti velocissimi a curve tecniche dove l’errore non perdona. In questo scenario sono nate immagini rimaste impresse nella memoria collettiva del paddock.
La carambola che sconvolse il via
L’episodio simbolo resta quello del 2002, quando al via Ralf Schumacher entrò in contatto con Rubens Barrichello alla prima curva. La Williams decollò letteralmente sopra la Ferrari in una scena quasi irreale, innescando una carambola che eliminò diverse vetture ancora prima che la gara prendesse davvero forma. Fu un impatto violentissimo ma, fortunatamente, senza conseguenze fisiche gravi: un esempio di quanto i progressi nella sicurezza abbiano cambiato il destino di incidenti che in altre epoche sarebbero stati drammatici.
Gli spaventi dell’era moderna
Nel 2016 il pubblico trattenne il fiato per l’incidente di Fernando Alonso, che dopo il contatto con Esteban Gutierrez finì contro le barriere con una sequenza di cappottamenti impressionante. L’abitacolo resistette e lo spagnolo uscì quasi illeso da una monoposto distrutta. Più recentemente anche episodi come l’impatto di George Russell, terminato contro le barriere in un finale convulso, hanno riacceso il dibattito sulla conformazione di alcune curve veloci. Resteranno impresse nella memoria le lacrime di Isack Hadjar, oggi compagno di squadra di Max Verstappen. Lo scorso anno all'esordio assoluto in F1, finì contro le barriere nel giro di formazione. Un Gp condizionato dalla pioggia. Quello di Hadjar non fu l'unico colpo di scena. Jack Doohan colpì il muro, fu l’inizio della fine della sua breve storia in Alpine. Amaro ricordo anche per il pilota di casa Oscar Piastri. Lui e Norris, con l'inglese al comando, andarono lunghi sempre per colpa della pista bagnata. L'inglese vinse mentre Piastri, dopo una rimonta, chiuse in nona posizione.  Albert Park resta così uno dei palcoscenici più spettacolari del mondiale: affascinante, tecnico, ma capace di trasformarsi in pochi secondi in una trappola ad alta velocità.