Gattuso: "Milan padrone del suo orgoglio, non del suo destino. Ma senza Champions non sarebbe fallimento"

Il tecnico rossonero: "I numeri parlano per me e per la squadra: il futuro lo decideremo dopo le prossime due partite"

Gattuso: "Milan padrone del suo orgoglio, non del suo destino. Ma senza Champions non sarebbe fallimento"

Dopo la vittoria contro la Fiorentina, il Milan spera ancora in un piazzamento nella prossima Champions League. Molto dipenderà dal risultato di Juventus-Atalanta, ma prima i rossoneri dovranno battere il già retrocesso Frosinone a San Siro, dove sono attesi 60mila spettatori: "Intanto ringraziamo i tifosi - ha esordito Gattuso in conferenza stampa - poi pensiamo solo a noi e non agli altri: il Milan è padrone del suo orgoglio ma non del suo destino. Facciamo sei punti nelle prossime due partite, questo è quanto possiamo fare. Ma anche senza Champions questa stagione non sarebbe fallimentare. Lo dicono i numeri".

LA CONFERENZA STAMPA DI RINO GATTUSO

Cosa ne pensa mister dei 60 mila a San Siro? Il popolo rossonero ci crede.
"Supereremo il molione di spettatori a San Siro in stagione. Diciamo un milione di volte grazie, perchè sono dati incredibili. Siamo ancora lì a giocarci il nostro obiettivo, qualche soddisfazione l'abbiamo data ai nostri tifosi, li ringraziamo con affetto".

Per il Milan conterà anche la partita della Juve, una Juve che si separa da Allegri. Che impressione le fa tutta questa storia?
"Per Max parlano i numeri e i trofei che ha vinto, abbiamo vinto insieme un campionato a Perugia, tante storie, tante litigate, abbracci e risate, alti e bassi con lui. Però è uno vero e merita il meglio. I giocatori e i tifosi lo saluteranno con affetto. Però poi dobbiamo pensare a fare il nostro".

Il vostro destino è legato alla Juve. Pensate anche al risultato della partita con l'Atalanta?
"Siamo padroni del nostro orgoglio, non del nostro destino, ma del nostro orgoglio. Non sprechiamo energie a pensare altri altri, pensiamo solo a Milan-Frosinone".

Questa è stata anche la settimana della separazione di De Rossi con la Roma.

"Daniele è cresciuto anno dopo anno, ho un gran rapporto con lui, ragiona già da allenatore perchè è curioso. Ci sentiamo spesso, gli auguro il meglio. Sono d'accordo con Kolarov, la Roma si accorgerà della sua assenza solo quando non ci sarà più nello spogliatoio. Grande persona a livello umano e non solo tecnico".

Visto come sono andate le sfide in campionato, c'è rammarico da parte sua nel vedere l'Atalanta davanti al Milan?

"Abbiamo sbagliato e perso punti per strada, l'Atalanta non si è fermata e hanno continuato. Ci abbiamo messo del nostro, ma è una squadra che sa fare un calcio che in pochi fanno".

Lei farà come Allegri e si incontrerà con la società per decidere il suo futuro?

"No al momento no, abbiamo messo tutto da parte, la priorità è solo il campo".

Come sta Piatek? Come l'ha visto in settimana?
"Deve pensare al bene della squadra, e non pensare solo al suo orticello. Il gol arriverà".

La non contemporaneità tra Milan-Frosinone e Juve-Atalanta su chi può incidere di più?
"I calcoli non li faccio, credo nella buona fede. Tutte le partite vengono giocate con correttezza".

Il piazzamento in Champions è fondamentale per la permanenza di Gattuso al Milan?
"Non lo so, non sta a me dirlo. Non devo dimostrare ciò che ho fatto, solo i numeri parlano. Il resto sono solo chiacchiere da bar, io penso solo ad allenare e fare più punti possibili".

Si è parlato tanto del futuro di Gattuso e di presunti screzi con Leonardo. Ora anche il futuro del brasiliano sembra in bilico: tra voi due c'è stato un ulteriore chiarimento?
"Venite qui per farmi arrabbiare o cosa? Sono solo cose che scrivete voi per riempire pagine dei giornali, sono cose che vi inventate voi. A livello umano sto bene con Leonardo, non ho problemi con Leo".

Nelle ultime giornate è tornato il vero Suso: è d'accordo?

"Ha fatto 10 assist in campionato, era da anni che non si vedevano 10 assist nella stessa stagione al Milan. E' un giocatore molto importante per noi".

Ma se non dovesse andare in Champions, lei considererebbe la stagione fallimentare?

"No! Non sarebbe un fallimento, ora c'è solo il rammarico per i punti persi. Allora Roma e Lazio cosa devono dire? Facciamo il massimo e poi dopo vediamo. Stiamo facendo il campionato che dovevamo fare, abbiamo fatto più punti nell'era post Allegri. Qui sembra che siamo ottavi o decimi".

Abate l'ultima in casa: ha un pensiero per Ignazio?

"Non è stata una sorpresa, quando è venuto qui era un ragazzino, ogni giorno lo battezzavo a schiaffoni, mi ha dato tanto. Mi dispiace tanto per Abate perchè è stato un valore aggiunto per me e per tutto il mio staff".

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