Juventus, McKennie: "Inter favorita per lo Scudetto? Se rimaniamo concentrati..."
Il centrocampista americano sempre più leader bianconero: "Chiudere la carriera qui sarebbe un onore. In Europa League l'obiettivo dev'essere vincere. Spalletti il migliore"
Weston McKennie prepara le sue magie. L'americano è pronto a iniziare una nuova stagione con la Juventus e l'ambizione non potrebbe essere più alta: "Scudetto? Se lo vogliamo dobbiamo semplicemente rimanere concentrati e farlo accadere", le parole del 27enne, diventato ormai uno dei senatori dello spogliatoio bianconero. E le ambizioni di Wes e della Juve partono dalla sfida amichevole all'Inter.
C’è subito il test con l’Inter: non conta il risultato, ma è una partita che può già dire come sta questa Juve?
"Sì, è una partita di precampionato, ma penso che alla fine entrambe le squadre stiano cercando di capire a che punto sono nella preparazione in vista della nuova stagione. Alla fine vogliamo soprattutto capire come funzioniamo insieme, vedere come si inseriscono i nuovi giocatori, come affrontano tutto questo e come lo affrontiamo noi. L’Inter la conosciamo bene. Li affrontiamo continuamente in campionato, quindi sarà emozionante e penso che siamo pronti".
Inter ancora favorita per lo scudetto?
"È questo che dicono i giornali? Non lo so. Voglio dire, penso che qualsiasi squadra in Italia abbia la possibilità di vincere lo scudetto. L’Inter ovviamente ha una squadra forte e l’ha vinto l’anno scorso. Il nostro compito, però, è concentrarci sul nostro gioco, su ciò che vogliamo fare e cercare di scendere in campo e cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi", le parole del centrocampista americano a Tuttosport.
E alla Juve cosa manca per lo scudetto?
"Sono qui da sei anni e penso che si tratti semplicemente di curare i piccoli dettagli: concretizzare le occasioni, chiudere le partite quando siamo in vantaggio, ma soprattutto trovare continuità nel nostro gioco durante tutta la stagione. In passato abbiamo avuto grandi momenti e periodi in cui siamo stati molto convincenti, vincendo le partite in maniera netta. Poi, però, ci sono stati momenti in cui abbiamo commesso piccoli errori, regalando partite e punti. Penso quindi che l’allenatore e lo staff tecnico stiano cercando di ribadire continuamente un concetto: il nostro avversario più grande siamo noi stessi. Se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo semplicemente rimanere concentrati e farlo accadere".
Della mancata qualificazione in Champions resta più l’amarezza o la voglia di rivincita?
"Ovviamente è deludente ed è qualcosa che spero rimanga nella mente di ogni giocatore. Ma alla fine bisogna continuare ad andare avanti. Ci siamo qualificati per l’Europa League, quindi credo che il nostro obiettivo debba essere provare a vincere l’Europa League. E ovviamente vogliamo qualificarci per la Champions League, che sia vincendo l’Europa League oppure arrivando tra le prime quattro in campionato".
Contento degli arrivi di Kolo Muani e Alajbegovic?
"Sì, per quanto riguarda i giocatori che sono arrivati, molti di loro li conoscevo già oppure ci avevo giocato contro. Contro uno o due ho giocato al Mondiale, contro un altro ho giocato la scorsa stagione in campionato. E Kolo, sì, è semplicemente un bravo ragazzo. Penso che si sia inserito molto bene nello spogliatoio. Sa cosa significa la Juventus e sa di cosa ha bisogno la Juventus. Quindi siamo tutti molto curiosi di vedere come si comporteranno durante la stagione".
Vice capitano, ormai è tra i giocatori da più tempo alla Juve: sente questa responsabilità?
"Per quanto riguarda il mio ruolo nella squadra, essendo qui da così tanto tempo e considerando che quando sono arrivato alla Juventus c’erano giocatori come Bonucci, Chiellini, Buffon, Ronaldo, Dybala e tutti quegli altri ragazzi, ho imparato tantissimo da loro. Cerco semplicemente di maturare e crescere nel ruolo di uno dei veterani della squadra. Penso che il mio compito sia mettere sempre la squadra al primo posto, essere pronto e disponibile in ogni momento e aiutare i giocatori che arrivano a capire cosa sia la Juventus, come funzioni la Juventus e dove debba stare la Juventus. Parlo molto anche con Locatelli della mentalità che dobbiamo avere. Loca è uno dei giocatori che sono qui da molto tempo ed è il capitano della squadra. Parlo con lui per cercare di capire come dobbiamo comportarci, come dobbiamo parlare e quale esempio dobbiamo dare in allenamento e durante le partite per arrivare dove vogliamo arrivare. Siamo qui da molto tempo e non abbiamo ancora vinto lo scudetto. È qualcosa che desideriamo davvero. Credo che riuscirci rappresenterebbe un’eredità importante da lasciare e sarebbe un ricordo e un momento fantastico da regalare ai tifosi della Juventus".
Restare alla Juve per tutta la carriera è una cosa a cui pensa?
"Penso che sia innanzitutto un grandissimo onore. Ed è un sogno che si realizza. Quando ero piccolo, anche se forse a qualcuno non piacerà sentirmelo dire, il mio idolo era Francesco Totti, soprattutto per la sua fedeltà, ma cito anche l’esempio di Del Piero, ovviamente: rimanere così a lungo in un club, e soprattutto in un club come la Juventus, non è facile. Devi affrontare la pressione giorno dopo giorno. È qualcosa che ho imparato da Pirlo quando sono arrivato. Mi disse una cosa che mi è rimasta impressa nella mente: qualsiasi giocatore può avere la fortuna di arrivare in un club come questo e restarci uno o due anni, ma sono solo i giocatori professionali, quelli capaci di rendere giorno dopo giorno, che riescono a rimanere in un club del genere per cinque, sei o sette anni. È una cosa che ho avuto in testa per molto tempo. Essere qui già da sei anni e iniziare, credo, la mia settima stagione è un sogno che si realizza. Quindi spero di poter continuare così".
Alla Juve ha avuto diversi allenatori, cosa le ha dato Spalletti?
"L’ho detto molte volte: Spalletti è probabilmente il mio allenatore preferito tra quelli che ho avuto nella mia carriera. E non penso che sia soltanto perché riesco a rendere bene con lui. Credo che dipenda soprattutto dal modo in cui mi permette di giocare. Penso che capisca che tipo di giocatore sono e mi concede la libertà di leggere la partita, interpretare quello che vedo in campo e giocare di conseguenza. Mi permette di farlo. E poi penso che abbia una personalità fantastica. È uno dei tanti motivi importanti per cui volevo rimanere qui alla Juventus e per cui mi trovo così bene".