L'INTERVISTA

Inter, Calhanoglu: "Rinnovo? Vorrei restare ma nessuno mi ha chiamato. E sul trapianto..."

Il turco giura fedeltà ma per prolungare il suo periodo a Milano serve un passo da parte della società che, per il momento, non c'è ancora stato

08 Ago 2026 - 09:03
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Un anno dopo, l’estate Hakan Calhanoglu ha tutt'altro gusto. Il turco 12 mesi fa sembrava fuori dall'Inter. Dopo la sfuriata di Lautaro Martinez post eliminazione dal Mondiale per club la frattura tra Hakan e una parte di spogliatoio sembrava insanabile. E invece il 20 nerazzurro nella stagione appena conclusa si è ripreso l'Inter con la solita regia e tanti gol pesanti. Uno in particolare, quello contro la Roma che, per molti, è stato quello della definitiva svolta scudetto.

"Era un momento delicato per noi. Ma non so se davvero sia stato il gol decisivo", racconta Calhanoglu in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. "Comunque non è una cosa nuova per me provare a calciare quando vedo lo spazio: non sto lì a pensare, vado. È il mio modo. In passato, ai tempi dell’Amburgo, ho segnato anche da 40 metri, su punizione però". 

Come ha imparato a calciare così? 

"Una parte è talento, un’altra è applicazione. Già da bambino mi esercitavo con mio padre sulla potenza e sulla precisione: mi sono sempre ispirato Juninho Pernambucano, il migliore. Poi mi ha migliorato un allenatore del settore giovanile del Waldhof Mannheim: Stefan Gross. È il padre di Pascal, il giocatore del Brighton".

A chi deve la sua evoluzione in campo? 

"Ho cominciato con Giampaolo al Milan, per un paio di partite. Ma mentalmente non ero pronto, mi sentivo trequartista. Poi all’Inter, quando Brozovic è andato via, Inzaghi mi ha detto che mi vedeva bene da play. Abbiamo provato durante l’estate, ha funzionato ed eccomi qua". 

Il presente si chiama Inter. O no? 

"Io sono contento di stare qui. A Milano, dove mia moglie e io ci siamo integrati benissimo, e all’Inter. Abbiamo tanti amici, i bimbi vanno a scuola. Il futuro invece non dipende da me, ma dalla società". 

Dipende anche da lei. 

"No, perché non c’è stato alcun contatto per il rinnovo. Io sono un calciatore e penso a giocare. Ma in cinque anni penso che abbiamo fatto tante cose buone: 8 trofei, 2 finali di Champions. I tifosi mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Vedremo cosa succederà". 

Perché allora ogni anno da Istanbul un allenatore o un presidente dicono che Calhanoglu vuole giocare in Turchia? 

"Sinceramente non capisco perché il mio nome venga tirato in ballo. Io sono il capitano della nazionale, può capitare che parli ai presidenti di club che mi chiedono notizie o consigli su altri giocatori. Ma del mercato si occupa il mio manager: se avete qualche dubbio potete chiedere a lui". 

All’Inter è tornato Stankovic, che può essere il suo erede. 

"Sono felice che sia più maturo, capisce di più il calcio. Penso possa imparare ancora da tutti noi".

Quale obiettivo ha fissato per la prossima stagione? 

"Difendere i nostri trofei. Poi il mio obiettivo-sogno è disputare un’altra finale di Champions. Per me possiamo giocarcela con tutti: siamo forti". 

Personalmente cosa si augura? 

"Di avere meno infortuni. Mi è dispiaciuto saltare tante partite nella scorsa stagione. Purtroppo la prevenzione a volte non basta, esiste la casualità". 

Però è stato decisivo e ha sfoggiato uno spettacolare ballo scudetto... 

"Voi mi vedete serio perché in partita sono molto concentrato. Ma fuori sono un ragazzo normale. La musica è la mia passione, mi dà felicità ed entusiasmo. La ballo e la ascolto a tutto volume. Ma non so cantare: una volta durante un programma tv mi passarono il microfono. Lasciamo stare...". 

La trasgressione invece si chiama Harley Davidson. 

"Vero. Ma ho dovuto venderla perché il direttore Ausilio mi minacciava (ride, ndr). Significa che so ascoltare. Quando smetto di giocare però mi ricompro la moto". 

Cosa farà dopo la fine della carriera? 

"Non ho ancora deciso. Sicuramente non l’allenatore. Magari procuratore o direttore sportivo. Ma mi vedo anche da presidente della federazione turca". 

E questo cambio di look a cosa è dovuto?

"Ho fatto il trapianto di capelli. I compagni, e anche Modric l’altro giorno nel derby, mi prendono in giro. Ma a me va bene così: mi sento meglio adesso".