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Noale ha quattro piloti di punta e può davvero vincere il titolo, anche se per evitare sorprese è meglio iniziare a pensare a qualche gioco di squadra
di Alberto Gasparri© Getty Images
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Tutto si può dire della MotoGP, ma non che non ci sia equilibrio. Sette vincitori diversi in 12 gare, anche se sempre divisi tra Aprilia e Ducati. Appena superata la boa di metà campionato, la classifica dice che ci sono ben cinque piloti in 41 punti, dal leader Jorge Martin a Fabio Di Giannantonio, passando per Bezzecchi, Ogura e Marc Marquez, con il fresco vincitore di Silverstone, Raul Fernandez, sesto a -56. Insomma, dire oggi chi sarà campione domani è una bella scommessa. Tutti hanno un motivo per crederci, anche perché hanno dimostrato di sapere come si sale sul gradino più alto del podio e solo Alex Marquez tra i "fantastici 7" sembra tagliato fuori dai giochi per colpa di qualche infortunio di troppo.
Di certo c'è che avere un'Aprilia sotto il sedere aiuta, considerato che davanti a tutti nella generale ci sono proprio le RS-GP di Martin, Bezzecchi e Ogura. Non sorprende nemmeno vedere che la migliore Ducati è quella di Marc Marquez, anche se finora non è stato il solito cannibale. Vuoi per una Desmosedici quest'anno un po' in difficoltà, vuoi per una condizione fisica lontana dall'ottimale. Potrebbe essere davvero lui il rivale più pericoloso per Noale, anche se Martin sa bene come si batte un pilota ufficiale di Borgo Panigale, avendolo già fatto con Bagnaia. Ma "Pecco", con tutto il rispetto, non ha il pedigree di MM93.
Per questo Rivola dovrà iniziare a fare qualche conto e pensare a quando arriverà il momento di studiare dei giochi di squadra. Perché con Marquez non c'è mai da scherzare e visto che dal 2027 potrebbe cambiare tutto per via del rivoluzionato regolamento tecnico, questa è un'occasione da non perdere.