Formula nonsense: finché carica (della batteria) non vi separi
La "prima" iridata ha portato subito allo scoperto la contraddizione più evidente del nuovo regolamento
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Per una volta diamo ragione a Verstappen: la Formula Uno 2026 non convince, neanche un po'! Harvesting, coasting, superclipping e via così alla festa del gerundio. Ah certo, c'è anche il burnout di scuola Formula E sulla griglia di partenza negli attimi che precedono il via. La battaglia iniziale tra Russell e Leclerc a Melbourne è stata fittizia: nient'altro che schermaglie, un po' di show a uso e consumo del pubblico prima del monologo Mercedes che speriamo Antonelli possa ampliare un po' a duopolio. I veterani del Circus ci avevano messo in allarme già dai test del mese scorso in Bahrain: meno "pelo" in curva, più velocità massima in rettilineo, finché carica (nel senso della batteria) non vi separi!
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Lo spettacolo televisivo dall'Australia è a tratti deprimente e - agli occhi più attenti e clinici - la messa in onda degli onboard delle varie vetture è impietosa. La differenza con il recente passato è piuttosto evidente, come d'altra parte il controsenso all'origine della strategia alla base di ogni sorpasso: non si supera più affondando la staccata (peraltro in anni recenti con l'aiutino del defunto DRS...) ma salutando con la manina in pieno rettilineo, grazie all'esaurimento della carica dell'avversario, "reo" di non aver alzato abbastanza il piede dal gas in quella precedente, facendone la scorta. Sono in tanti a storcere il naso, sono pochissimi quelli che possono permettersi di dirlo a voce alta: Verstappen, Alonso, stop. Gli altri nicchiano, facendo buon viso a cattiva sorte: è pur sempre Formula Uno... La misura la offre involontariamente Leclerc che nell'immediato dopogara dichiara: al primo giro sono rimasto da solo a gestire tutto, nella bagarre iniziale non potevo mica aprirmi con il mio box per chiedere aiuto! Lo scenario è a nostro modo di vedere preoccupante e necessita già di correttivi. Stai a vedere, per tornare all'inizio, che avevano ragione i figli di un dio minore della Formula E.