Scenari

F1: perché sostituire Bahrain e Arabia Saudita è difficile

Le incertezze legate al conflitto in Medio Oriente aprono scenari incerti sul calendario 2026

di Tommaso Marcoli
06 Mar 2026 - 10:11
 © Getty Images

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La crisi in Medio Oriente continua ad assillare i vertici di Formula 1 e della FIA. Non potrebbe essere altrimenti, considerando che il 12 e 19 aprile sarebbero previsti i GP del Bahrain e dell'Arabia Saudita, Paesi attualmente coinvolti - anche se indirettamente - nel complesso e pericoloso scenario di guerra. Sebbene i due massimi organi del motorsport stiano ancora valutando il da farsi, una loro sostituzione non sarebbe così facile.
Costi elevati
FIA e Formula 1 prendono tempo e valutano l'evoluzione delle circostanze in tempo reale. Una decisione - a oggi - non è ancora stata presa, sebbene un corretto svolgimento delle operazioni (anche logistiche) sembra improbabile. Il nodo principale riguarda l'eventuale sostituzione dei due GP mediorientali, che appare complicata se non addirittura impossibile. Con 24 gare in calendario, un loro ricollocamento non sembra possibile neppure a ridosso di Abu Dhabi. Poi c'è il nodo economico: Bahrain e Arabia Saudita pagano - rispettivamente - 60 e 55 milioni di dollari l'anno per ospitare la Formula 1.
Poche alternative
Inoltre, le alternative non sono poi così abbondanti. Una delle più ventilate sembrerebbe riguardare la Turchia, prossima a un ritorno nel calendario. Sebbene anch'essa vicina al teatro dello scontro, le garanzie di sicurezza sembrerebbero migliori e tali da poter garantire il corretto svolgimento di un Gran Premio. Anche l'Azerbaijan sarebbe stato preso in considerazione ma i recenti attacchi dei droni minano la stabilità del Paese. Resta l'Europa con i suoi storici circuiti. Vedremo cosa decideranno.