Il Passo dello Stelvio: la strada più bella del mondo
Ottantotto tornanti, 2.758 metri di quota, un confine che è diventato leggenda
di Tommaso Marcoli© Wikipedia
Progettato dall’ingegnere Carlo Donegani e inaugurato nel 1825, lo Stelvio è ancora oggi un capolavoro di ingegneria: 48 tornanti sul versante altoatesino, una sequenza quasi ipnotica di curve numerate che salgono ordinate verso il cielo. Dal lato lombardo, partendo da Bormio, la salita è più fluida ma non meno spettacolare, incastonata tra pareti rocciose, gallerie scavate nella pietra e cambi di ritmo continui.
La strada più bella del mondo
Alla guida, lo Stelvio è concentrazione pura. I tornanti si affrontano uno dopo l’altro, stretti, ravvicinati, come una sfida personale tra volante e montagna. Non è questione di velocità perché qui conta la precisione, la pulizia del gesto, la scelta della traiettoria. Il paesaggio è maestoso. Ghiacciai, prati d’alta quota, cime severe. In estate la strada si anima di motociclisti e ciclisti — lo Stelvio è una delle salite simbolo anche del Giro d’Italia — mentre nelle mezze stagioni regala momenti di silenzio quasi irreali.
Si sta sempre bene
E poi c’è la sosta. A Bormio, prima o dopo la salita, la cucina valtellinese offre pizzoccheri, sciatt e bresaola; sul versante altoatesino, canederli e speck raccontano un’altra tradizione, altrettanto autentica. Due culture, una sola strada. Lo Stelvio è una vetta d’asfalto che ogni appassionato dovrebbe affrontare almeno una volta. E quando si scende, con i freni caldi e il cuore ancora alto, si ha la sensazione di aver fatto qualcosa di più che un semplice viaggio.