L'Eroica: chi si ferma è perduto
Dalle leggendarie imprese in bicicletta al fascino delle quattro ruote: oltre duecento chilometri di strade bianche e polvere nel cuore della Toscana più autentica
di Tommaso Marcoli© Foto da web
L’Eroica è un’idea prima ancora di essere un percorso. È il mito delle strade bianche tra i vigneti del Chianti e i calanchi delle Crete Senesi, un tracciato nato per le imprese epiche dei ciclisti d’altri tempi e oggi diventato un rito per chiunque cerchi il cuore della Toscana più vera. Oltre 200 chilometri di poesia polverosa che collegano Gaiole, Buonconvento e Montalcino, superando i 3.000 metri di dislivello. Non è un viaggio per chi ha fretta, ma un itinerario che richiede un passo lento e una meccanica solida, capace di trasformare una guida fuoristrada in un’esperienza sensoriale fatta di luce, terra e silenzio.
Di terra e di orizzonti
Il percorso si snoda per circa 209 chilometri, ma la sua misura non è nei numeri, quanto nella grana dell’asfalto che cede il passo allo sterrato. Per quasi metà del tracciato, le "strade bianche" prendono il comando: la guida si fa tattile, il suono dei pneumatici sulla ghiaia diventa la colonna sonora del viaggio. Dai vigneti geometrici del Chianti si passa alle curve sinuose della Val d’Orcia, dove le salite e le discese si susseguono senza sosta. È un terreno che mette alla prova le sospensioni e l’altezza da terra — un SUV o un 4x4 sono i compagni ideali per non soffrire i solchi più profondi — ma che ripaga ogni scossone con la vista del Castello di Brolio o il profilo di Siena che appare all’orizzonte.
L’anima del tempo
Lo spirito è quello delle origini, quando il ciclismo era fatica e fango, e quella stessa tempra si ritrova oggi attraversando borghi come Buonconvento o sostando all'ombra dei vicoli di Montalcino. La storia qui si legge nei muretti a secco e si assapora a tavola, dove il confine tra sport e piacere sfuma davanti a un bicchiere di Brunello e a un piatto di pici. Dividere il percorso in due giorni non è un consiglio, è un atto di rispetto verso il paesaggio: permette di fermarsi quando la luce diventa d'oro e di capire che, in fondo, essere "eroici" significa solo saper guardare il mondo con occhi diversi, curva dopo curva, lontano dalla frenesia dell'asfalto moderno.